Un'AGCOM troppo potente sarebbe pericolosa per la libertà della Rete

La tormentata storia tra l’Agcom e il diritto d’autore online sembra non conoscere tregua.
L’ultimo colpo di scena è arrivato ieri, quando, sul sito de La Stampa, è comparso il testo di una norma di matrice governativa che consegnerebbe all’Autorità pieni poteri di intervento.
Ma facciamo un passo indietro. Da circa un anno a questa parte l’Autorità ha intrapreso un percorso finalizzato all’adozione di un regolamento con il quale disciplinare i propri poteri in materia di diritto d’autore nelle reti di comunicazione elettronica.
(
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Sei pronto a difendere il tuo diritto all'informazione? Campagna adesioni Agorà Digitale 2012


Sono state settimane intense quelle appena trascorse. Grazie all'impegno e alla passione di tanti amici ed amiche che hanno deciso di dedicare una parte del proprio tempo ad
Agorà Digitale, da qualche ora è online la
campagna di adesioni per il 2012.
La campagna è stata realizzata da
Federico Ruberti di Ideas in the Making e vede come protagonisti due volti noti dello spettacolo e del giornalismo che hanno accettato, a titolo gratuito (ci tengo a sottolinearlo), di diventare testimonial dell'Associazione: il premio nobel, Dario Fo, e la giornalista di Servizio Pubblico, Giulia Innocenzi.
Il 2011 è stato un anno ricco di impegni e soddisfazioni: dalla mobilitazione contro il regolamento-censura Agcom sul diritto d’autore, alle battaglie per la trasparenza e i dati aperti, alla storica vittoria della prima class action per i diritti digitali dei cittadini.
Il 2012 ci aspetta con le nuove sfide: per vincerle abbiamo bisogno del vostro sostegno.
Se avete imparato ad apprezzare il diritto di informare ed informarsi tramite Internet, allora vi sembrerà cosa buona impegnarvi per difenderlo.
Sostenete Agorà Digitale.
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Attivismo in rete
Segnalo due interessanti campagne partite oggi.
Agenda Digitale: si chiede alla classe politica l'adozione di un'agenda digitale per l'Italia coinvolgendo le rappresentanze economiche e sociali, i consumatori, le università.
Buona Rete a tutti.
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Decreto Pisanu... quando l'informazione è scorretta non la correggi più
Il tema è il c.d. Decreto Pisanu e le sue disposizioni relative al wi-fi.
Come
altri articoli sul tema, la premessa è giuridicamente sbagliata
"La norma scade il prossimo 31 dicembre, e qualcuno vorrebbe rinnovarla così com'è: cattiva idea".
Non sto qui
a ripetere per l'ennesima volta perchè quella disposizione (nella parte relativa agli hot spot pubblici) non sia soggetta a termini di scadenza.
Quello che, invece, trovo interessante (anche riallacciandomi alla proposta di Quintarelli sulle rettifiche di cui ho parlato nel post precedente) è che una volta che un'inesattezza è diffusa in Rete non c'è verso di correggerla.
C'è una continua ripresa acritica di cose dette e scritte da terzi che neppure i giornalisti di mestiere si mettono a controllare. Del resto è semplice: se lo dicono in tanti deve essere vero.
Peccato che quei tanti siano la replica della replica della replica.
Se in questo caso si tratta alla fine di una sciocchezza, di un particolare di poco interesse, in altri casi la ripresa acritica di cose lette in giro e riproposte senza un minimo di verifica può danneggiare terribilmente la reputazione di persone o distorcere per sempre il senso degli eventi.
Prima di retweetare o di condividere, leggiamo con attenzione e manteniamoci critici.
La libertà di pensiero costa fatica.
Etichette: decreto pisanu, disinformazione, libertà, pensiero, wi-fi
Acta: nuovo testo online
Dal blog di Micheal Geist apprendo della pubblicazione in rete di una nuova versione dell'ACTA, il "segretissimo" (da qualche tempo mica tanto) Anti-Counterfeiting Trade Agreement, il cui contenuto agita i sonni degli attivisti per le libertà digitali.
Il nuovo testo lo potete scaricare qui: 29 pagine tutte da leggere per capire come cambierà la proprietà intellettuale in Rete e cosa si può fare da subito per evitare che il cambiamento sia a vantaggio di pochi e a danno di molti.
Etichette: acta, copyright, diritti digitali, libertà, testo
Se prima eravamo in due a ballare l'alligalli...
...adesso siamo in tre a ballare l'alligalli (per gli altri due
qui e
qui).
Via
Quinta's weblog:
Andrea Monti sul presunto obbligo di rettifica per i blog nel ddl intercettazioni:
"I really don’t understand why a lot of “bloggers” complain for the (possible) introduction of a mandatory amendment of mistaken information. A law shouldn’t even be necessary, since it is matter of common sense to verify sources first and then, in case of error, fix it as fast as is possible. Unfortunately, then, the criticisms against this law hit the wrong target, easing the “work” of the Evil Forces". Etichette: blog, ddl intercettazioni, internet, libertà, rettifica
Buone Vacanze

Va bene, è una palese violazione del diritto d'autore ma quest'immagine dei Simpson mi piaceva troppo e non penso che Matt Groening e soci se ne avranno a male. Certo fossimo in Francia, questa "bravata" mi costerebbe un primo richiamo di Hadopi, ma ne rimarrebbero comunque due prima di vedere risolto il mio abbonamento ad Internet.
Anche quest'anno sono arrivate le vacanze estive: ottima scusa per riordinare un pò le idee, scovare libri interessanti, ritrovare le motivazioni perse per strada.
Da settembre ad oggi ho abbandonato tutte le realtà (associazoni, commissioni, istituti) in cui ero a vario titolo coinvolto e che si occupano di cose della Rete.
Viviamo un periodo di isteria collettiva: si vedono fantasmi ovunque, minacce ovunque, complotti ovunque. Per il ragionamento non c'è più spazio o tempo e la verità del racconto finisce per essere un dettaglio.
Ci sarebbe bisogno di alimentare la speranza e, invece, si infondono solo paure. In tutta sincerità, non mi ci sento portato: mi sentirei ridicolo a sostenere che sono "
gli ultimi giorni di libertà per Internet", come ha scritto "Il fatto Quotidiano" qualche giorno fa.
Mi sentirei ridicolo a sostenere cose che non trovano
MAI un riscontro reale.
MAI. Dopo tutte le minacce alla libertà delle Rete propinate negli ultimi 8 mesi, c'è qualcuno che mi sa indicare UNA, dico UNA cosa soltanto che prima poteva fare su Internet e ora non può più fare?
Altra questione: c'è bisogno che ognuno torni a fare il proprio mestiere, perchè la storia del
"grazie a internet tutti sappiamo tutto" e, dunque, scriviamo di tutto sta producendo un qualunquismo imbarazzante.
In questi ultimi giorni ho visto perfino sottoscrivere petizioni su proposte di delibere dell'AGCOM! Che se tu provi a chiedere su un qualsiasi forum che cos'è l'AGCOM, quali sono i poteri dell'AGCOM, cos'è giuridicamente una delibera dell'AGCOM scopri il vuoto pneumatico.
Insegno da quasi sette anni. So che il diritto può essere semplificato, ma non banalizzato. C'è una soglia oltre la quale la semplificazione diventa banalizzazione dei concetti e degli istituti. Quella banalizzazione produce l'effetto perverso di indurre il tuo interlocutore a pensare che
"ma si, queste sono cose che capiscono tutti, mica bisogna aver fatto giurisprudenza". E ti ritrovi con gli ingegneri che spiegano diritto costituzionale e i giornalisti che offrono ripetizioni di procedura penale.
La Rete dovrebbe offrire, ed in effetti offre, la possibilità di accedere ad un'informazione qualificata. Posso leggere
paper dei maggiori studiosi internazionali e, grazie a movimenti come quello dell'Open Access, posso farlo in modo del tutto gratuito.
Informazione non è aprire bocca e dargli fiato. Informazione è sapersi informare e avere l'umiltà e l'apertura mentale per farlo.
E ora buona vacanze.
Etichette: blog, internet, libertà, rete, sfoghi personali
... però sia chiaro... il problema resta la rettifica...
A legislazione invariata...Etichette: blog, libertà, rettifica, sequestro
Save the date: Internet, ultimi giorni di libertà

Segnatevi la data. Sono gli ultimi giorni di libertà su Internet. Parola de
Il Fatto Quotidiano.
Mi dispiace solo che
Guido si sia lasciato prendere un pò troppo la mano nell'enfasi polemica. Tuttavia, stimandolo professionalmente ed umanamente, non ho dubbi sul fatto che, laddove, come credo, non cambierà nulla per chi quotidianamente vive le Rete, convincerà i tipi del Fatto ad uscire con il titolo "
Intenet, c'eravamo sbagliati".
Questo continuo richiamo alla Cina (che, forse, nasconde un desiderio recondito) lo trovo davvero fastidioso.
Il tempo sarà galantuomo.
Etichette: censura, ddl intercettazioni, internet, libertà
Se querelando io... (ovvero, sia chiaro che la stampa deve rimanere libera... pure quella di destra?)
Via
DestraLab (lo so, sono un nostalgico, a me piace ancora citare le fonti da cui apprendo le notizie!) vengo a conoscenza della
vicenda che vede opposti il Legno storto, quotidiano online registrato presso il Tribunale di Milano, e due magistrati di spicco, Palamara e Davigo, oltre che, per altra vicenda, il sindaco di Montalto di Castro, Salvatore Carai, del Partito Democratico.
Oggetto del contendere alcuni articoli dal contenuto reputato diffamatorio o minaccioso.
Potete leggerli e farvi un'idea. Ogni cittadino che si senta ferito nel proprio onore e nella propria reputazione ha il sacrosanto diritto di rivolgersi alla magistratura per ottenere giustizia. Se, però, il cittadino (o cittadini) in questione si spende per spiegare quanto la libertà di stampa sarebbe in pericolo nel nostro paese e di quanto sia, al contrario, giusto che i giornalisti siano liberi di scrivere cose anche dure per incalzare il potere, allora da quel cittadino ci si aspetterebbe maggiore "tolleranza" e "pazienza".
Riporto qui di seguito un brano della lettera che "Il Legno Storto" pubblica oggi:
"Sappiamo bene che, se il nostro giornale fosse schierato sul fronte delle Sinistre, a questo punto, davanti ad un episodio analogo, sarebbe già partita una crociata in nostra difesa, a sostegno della libertà di stampa e di opinione. L'Ordine dei Giornalisti farebbe fuoco e fiamme, il Sindacato minaccerebbe sfracelli. Ma noi non apparteniamo a questo schieramento, e dobbiamo aspettarci che in nostra difesa insorgano, forse, solo i nostri lettori, e qualche singolo amico e compagno di avventura"
Non vi preoccupate, amici de "Il Legno Storto", sono sicuro che la crociata partirà. Piano, piano. Poco, poco. Come piace a noi :-)
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Parole sante quelle di Fini sul DDL Intercettazioni
"Io non ho interesse a fare il controcanto ma su alcune questioni non faccio finta di non vedere. Dopo le parole del procuratore Grasso serve una riflessione sul ddl intercettazioni. Se si è in buona fede le soluzioni si trovano, sennò non accetto che non si possa contestare una decisione già presa». «Certo è una vergogna il fatto che possano finire su giornali telefonate che non c'entrano nulla ma vogliamo discutere? Ma quale nesso c'è tra la necessità di una legge ed il divieto per la polizia di mettere una cimice nella macchina della moglie di un mafioso? Lo dicono i sindacati di polizia, lo dice il procuratore Grasso. Vogliamo fermarci e riflettere perché il valore della legalità è intoccabile"
Sono parole sante che nel frastuono di questi giorni hanno il pregio di mantenere distinti due aspetti del DDL intercettazioni (pessima proposta di legge per come uscita dal Senato, imho) molto spesso tenuti insieme (ad arte?): 1) la disciplina delle intercettazioni come mezzo di ricerca della prova; 2) la pubblicazione sulla stampa degli atti di un procedimento penale.
L'idea che le regole attuali consentano un abuso delle intercettazioni è sbagliata. Sono le persone che applicano quelle regole eventualmente a perpetrare abusi. Dal punto di vista della tenuta della norma, l'impianto offre di per sè garanzie e non c'è necessità di rivisitazioni.
L'idea che occorra ridurre le intercettazioni, per ridurre il numero delle intercezzazioni che finiscono sui giornali è ancora più sbagliata. Sarebbe come dire: siccome non riesco a tenere i buoi nella stalla, ne ammazzo una buona parte così quelli che scappano sono di meno.
L'idea che tutto quello che finora i giornali hanno pubblicato sia legale e diventerebbe illegale in caso di approvazione di questo DDL è anch'essa sbagliata: gran parte delle intercettazioni pubblicate provengono da materiale coperto da segreto istruttorio e che non avrebbe dovuto uscire dalle procure perchè così vuole la legge. Pensare di punire gli editori è sbagliato? Pensare di punire i giornalisti è sbagliato? Probabilmente si, anzi sicuramente si.
Mi aspetto, però, che in un paese civile, se un atto coperto da segreto istruttorio che riguarda un mio procedimento, nel quale posso essere stato coinvolto per un'infinità di ragioni, finisce sui giornali, qualcuno paghi con il proprio posto di lavoro o con la propria carriera.
Perchè il valore della legalità (di tutta la legalità) è intoccabile.
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C'è un problema democratico e di libertà di espressione... negli U.S.A.
Questa la lettera pubblica al Senato americano da parte della American Civil Liberties Union e del Center for Democracy and Technologies.
Chissà, se prima o poi, anche da noi le critiche alle proposte di legge saranno solo critiche alle proposte di legge.
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C'è un problema democratico e di libertà di espressione... in Francia
La deriva totalitaria in Francia ormai è evidente. Mi chiedo perchè il Parlamento Europeo non se ne occupi, perchè non intervenga l'ambasciata americana... cos'altro bisogna attendere?
La Francia è stato il paese che per primo ha approvato la legge più liberticida per Internet che l'Europa occidentale conosca:
disconnessione dalla Rete per violazione ripetuta del diritto d'autore... tradotto: fai tre copia/incolla sbagliati e ti ritrovi a non poter dialogare più con la tua banca o il tuo comune per via telematica.
Ora Augustin Scalbert, giornalista del sito indipendente Rue89.fr,
rischia 5 anni di carcere e
una multa da 375mila euro per aver postato un paio d'anni fa sulla pagina web del sito un fuori onda del presidente Sarkozy... e che siamo in Libia?
L'OSCE ha già detto qualcosa, vero?
Etichette: disconnessione, francia, internet, libertà, stampa
Lessig @ Italian Parliament: 11 marzo 2010
Etichette: internet, lectio, lessig, libertà, magistralis, parlamento
Alzi la mano chi...
...prima di esprimere la propria opinione sullo
schema di decreto legislativo attuativo della
direttiva 2007/65/CE si è letto:
il testo della direttiva;
il testo dello schema di decreto, per intero;
il testo unico della radiotelevisione, per intero.
Sarà il blog, ma ho la sensazione che si sono alzate poche mani.
Ma si, continuiamo a scrivere di complotti... che almeno la nostra democrazia resta ben solida.
Updated: mi era sfuggito questo ottimo post di Quintarelli.
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E proviamola questa Internet cinese!
Ripropongo
un post di parecchio tempo fa.
A distanza di tempo le segnalazioni possono assumere un diverso valore, anche politico.
Non sono fiero del mio Paese. Credo che disperda sistematicamente le migliori energie. Ma non tollero che ogni tre per due venga fuori questa storia (patacca) dell'assenza di democrazia e della censura.
Allora, siccome ogni tre per due viene fuori la storia dell'Internet cinese, facciamo una cosa, facciamo che per un paio di giorni tutti noi italiani wired, quelli con il pericolo della dittatura nella testa e libere elezioni ogni anno, navighiamo soltanto l'Internet Cinese, per davvero.
Basta usare Firefox e scaricare questo
add-on.
Magari poi si comincia a far qualcosa che serva, per citare gli Afterhours.
Etichette: censura, firefox, internet, libertà
Parole da incorniciare
PIER FERDINANDO CASINI, oggi alla Camera dei Deputati:
"Internet, signor Ministro, è un terreno pericolosissimo, ma è pericolosissimo anche per il senso l'inverso, ossia per l'intervento su Internet. Richiamo tutti alla prudenza. Le leggi esistenti già consentono di perseguire i responsabili. La Polizia postale fa un lavoro straordinario. Dobbiamo andare fino in fondo, ma, onorevoli colleghi, guardiamo agli Stati Uniti d'America, guardiamo alla democrazia americana, guardiamo a quello che succede in quel Paese, che è la grande frontiera della libertà, dove Obama riceve intimidazioni inaccettabili su Internet, ma dove a nessuno è mai venuta in mente, neanche nell'anticamera del cervello, l'idea di censurare Internet."
Ecco, le parole chiave sono "le leggi esistenti già consentono". A volte poi non occorrono leggi, bastano i contratti (che hanno forza di legge quanto a vincolatività per le parti che li sottoscrivono), bastano le condizioni generali di utilizzazione di una piattaforma (dunque, sempre contratti) per impedire certi abusi.
Bastano le regole esistenti.
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Stranezze digitali
Se, passeggiando per strada, qualcuno grida che vuole ucciderti e che lo farà presto la chiamano "minaccia".
Se qualcuno fa la stessa cosa su Facebook, la chiamano "libera manifestazione del pensiero".
Sono stranezze digitali.
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In rete girano tante bufale
Non so se qualcuno di voi ricorda la storia della poesia "lentamente muore" di Martha Medeiros, per anni circolata in rete come opera di Pablo Neruda. Una classica "bufala" internettiana, talmente convincente, che
ne rimase vittima l'allora Ministro della Giustizia, Clemente Mastella. che la citò (attribuendola a Neruda) nel suo discorso al Senato, rassegnando le dimissioni dall'incarico.
Insomma, se uno faceva una ricerca con "muore lentamente" e "neruda" venivano fuori oltre 40.000 risultati: di chi mai avrebbe dovuto essere quella poesia se 40.000 siti, blog, forum la attribuivano al grande poeta cileno?
A me sembra che la continua "minaccia alla libertà di espressione/informazione" in Rete (la minaccia naturalmente 9 volte su 10 viene da Berlusconi e dai suoi fascistissimi luogotenenti) sia l'ennesima bufala internettiana, talmente diffusa che nessuno si prende più la briga di valutare le fonti.
Lo dicono tutti, qualcosa di vero ci sarà, no?
Invece è una bufala... prendete ad esempio l'ennesima inutile polemica sul disegno di legge Pecorella/Costa (
non me ne voglia Guido Scorza, ma le nostre opinioni su questo divergono parecchio).
Ce la si prende con un innocuo progetto di legge (che con tutta probabilità non arriverà mai al voto in aula) il quale dice una cosa al limite del banale, la legge sulla stampa (che è del 48, quindi non poteva che immaginare un certo scenario) deve trovare applicazione a
"tutti i siti aventi natura editoriale".
Non a tutti i siti.
A tutti i siti aventi natura editoriale.
Ora, la cosa è intuitiva: se il direttore responsabile di Repubblica, testata registrata al tribunale di ecc., ha determinate responsabilità, non si capisce per quale ragione (se non un buco normativo dovuto alla vetustà della legge) le stesse responsabilità non debba averle il direttore responsabile di Vattelapesca.it, testata registrata presso il tribunale di ecc.
Naturalmente, la cosa non è così semplice, il diritto non lo è mai. Cessa di essere "certo" il giorno che lasci i banchi della facoltà di giurisprudenza ed entri in un tribunale.
Il problema, si dice, è che l'espressione "aventi natura editoriale" sarà oggetto di valutazione, caso per caso, da parte dei giudici.
E allora? Non è lo stesso per il concetto di oscenità degli atti e per decine di altre disposizioni del codice penale o di leggi speciali?
Allora, per essere coerenti, il ragionamento tiriamolo fino in fondo: dire che quella norma è "un pericolo" significa dire che la magistratura è un pericolo per la "libera manifestazione del pensiero" in questo paese.
Significa dire che una magistratura incapace, con una norma del genere in mano, finirebbe per dire che quasi ogni sito ha natura editoriale.
Bene, ci siamo arrivati. Il pericolo per la democrazia in Italia è la magistratura.
Vuoi vedere che Berlusconi ha ragione e Costa e Pecorella sono spie comuniste? :-)
P.s.:
il 3 ottobre ci sarà anche una manifestazione per la difesa della libertà minacciata. Ne daranno notizia tutti gli organi di stampa (finanziati lautamente dallo Stato). Il giorno dopo ne scriveranno tutti i giornali e ne parleranno tutte le telivisioni. Perchè è importante che la stampa informi i cittadini che, in Italia, non c'è libertà di stampa.
Etichette: bufale, internet, libertà
L'emendamento D'Alia è già legge... dal 2003
Ne avevo già parlato
qui.
Poi leggendo l'articolo "
Caccia alla streghe su Internet" su
Wired.it, ho scoperto che il
Sen. Vincenzo Vita (PD) la pensa esattamente come me
(“Non ho votato l'emendamento perché nonostante originasse da buone intenzioni, la sua scrittura era tecnicamente pericolosa. Non c'è bisogno di nuove leggi, c'è troppa enfasi normativa in questi settori. Con le leggi attuali già oggi se c'è un'indagine che accerta responsabilità definite, il sito può essere oscurato. L'emendamento D'Alia, oltre che dannoso per la sua ampiezza e indeterminatezza avrebbe delle conseguenze profondamente inutili, di tipo censorio”).
Completo il ragionamento con questo raffronto... ditemi voi se il combinato disposto dell'articolo 14, comma 3 (che riporto qui sotto) e 16, comma 3 (citato in un precedente
post), D.lgs 70/2003 non può portare ad affermare (forse un pò provocatoriamente) che l'emendamento D'Alia è legge dello Stato... dal 2003.
Comma 1 dell'Emendamento D'Alia, nel testo approvato al Senato:
Art. 50-bis.
(Repressione di attivita` di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet)
1. Quando si procede per delitti di istigazione a delinquere o a disobbedire alle leggi, ovvero per delitti di apologia di reato, previsti dal codice penale o da altre disposizioni penali, e sussistono concreti elementi che consentano di ritenere che alcuno compia detta attivita` di apologia o di istigazione in via telematica sulla rete internet, il Ministro dell’interno, in seguito a comunicazione dell’autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l’interruzione della attivita` indicata, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine.
Vs.
Articolo 14, comma 3, Decreto Legislativo 9 aprile 2003, n. 70
Art. 14 (Responsabilita' nell'attivita' di semplice trasporto - Mere conduit-)
1. Nella prestazione di un servizio della societa' dell'informazione consistente nel trasmettere, su una rete di comunicazione, informazioni fornite da un destinatario del servizio, o nel fornire un accesso alla rete di comunicazione, il prestatore non e' responsabile delle informazioni trasmesse a condizione che: a) non dia origine alla trasmissione; b) non selezioni il destinatario della trasmissione; c) non selezioni ne' modifichi le informazioni trasmesse.
2. Le attivita' di trasmissione e di fornitura di accesso di cui al comma 1 includono la memorizzazione automatica, intermedia e transitoria delle informazioni trasmesse, a condizione che questa serva solo alla trasmissione sulla rete di comunicazione e che la sua durata non ecceda il tempo ragionevolmente necessario a tale scopo.
3. L'autorita' giudiziaria o quella amministrativa, avente funzioni di vigilanza, puo' esigere, anche in via d'urgenza, che il prestatore, nell'esercizio delle attivita' di cui al comma 2, impedisca o ponga fine alle violazioni commesse.
Etichette: D'Alia, emendamento, filtraggio, libertà, siti, vincenzo vita, wired