venerdì, novembre 05, 2010

Decreto Pisanu addio? (Updated)

Stando a quanto riporta Repubblica pare che sia arrivata al capolinea la normativa sugli hot spot prevista dal Decreto Pisanu.

Se così dovesse essere, si rivelerebbe ancora una volta azzeccato il vecchio adagio "Dagli amici mi guardi Dio, che dai nemici mi guardo io".

Se questi sono i nemici della rete, speriamo che il Signore li conservi in salute.

Updated: dal sito del Governo, "Infine, pur mantenendo adeguati standard di sicurezza, è previsto il superamento delle restrizioni al libero accesso alla rete WiFi".

Maroni nella conferenza stampa ha detto: "...abbiamo fatto una serie di valutazioni per contemperare l'esigenza di libera diffusione del collegamento wi-fi con quelle legate alla sicurezza e alle misure antiterrorismo. Sono stato in Israele in questi giorni e mi sono confrontato su questo tema con il responsabile dell'antiterrorismo israeliano che ha una qualche competenza in materia e sono arrivato alla valutazione finale che si possa procedere all'abolizione, diciamo, delle restrizioni del decreto Pisanu che come sapete scade il 31 dicembre, rimarrà in vigore fino al 31 dicembre, dal 1 gennaio introduciamo la liberalizzazione dei collegamenti wi-fi attraverso gli smart phone o attraverso altri collegamenti offline senza bisogno come succede oggi di preventivamente registrarsi con la fotocopia del documento d'identità ecc., naturalmente da qui a dicembre valuteremo quali siano gli adeguati standard di sicurezza da mettere eventualmente in capo a chi fornisce il servizio di connettività ma il principio è che dal primo di gennaio i cittadini saranno liberi, gli utenti saranno liberi di collegarsi ai sistemi wi-fi senza quelle restrizioni introdotte cinque anni fa e che oggi sono ampiamente superate dall'evoluzione tecnologica".

Non vorrei apparire megalomane ma a me pare che il superamento del Pisanu sarà attuato nella stessa identica filosofia proposta un anno fa da me e dall'On. Cassinelli: peccato che non se ne ricordererà nessuno.


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giovedì, ottobre 28, 2010

Decreto Pisanu ... ogni anno le stesse inesattezze

Oggi Punto Informatico dedica un articolo al Decreto Pisanu e alle restrizioni in esso previste per gli hot-spot pubblici.

Questo il sottotitolo: "Con la fine dell'anno scade anche il dibattuto obbligo di registrazione degli utenti WiFi. Dal ministro Maroni uno spiraglio per il suo superamento. Ma non ci sono certezze"

Lo ripeto per l'ennesiva volta, sperando che prima o poi qualcuno trovi il tempo di leggere la norma prima di scrivere: quella parte del decreto c.d. Pisanu non scade! Qui gli innumerevoli post dedicati al tema.

Continuiamo a farci del male.

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martedì, ottobre 25, 2011

Wi-fi pubblico: ritorno al passato?

Non so quanto sia attendibile, ma nella bozza dell'ennesimo "decreto-sviluppo" (sarà il caso di cambiargli nome, anche per scaramanzia?!?) pubblicata da Repubblica c'è una disposizione che, se approvata, rimetterebbe indietro le lancette dell'orologio del wi-fi pubblico in Italia.

Come si ricorderà, le disposizioni che imponevano l'identificazione degli utenti degli hot-spot pubblici mediante documento di riconoscimento erano state abrogate definitivamente con la legge 10/2011, di conversione del D.L. 225/2010.

Adesso si vorrebbe introdurre una disposizione dal seguente tenore:

Dopo l’art. 6, comma 2 della legge 31 luglio 2005, n. 155 (decreto Pisanu, n.d.r.), è aggiunto il seguente comma: "2bis. Anche in deroga a quanto previsto dal comma 2, gli utenti che attivano schede elettroniche (S.I.M.) abilitate al solo traffico telematico ovvero che utilizzano postazioni pubbliche non vigilate per comunicazioni telematiche o punti di accesso ad Internet utilizzando tecnologia senza fili possono essere identificati e registrati anche in via indiretta, attraverso sistemi di riconoscimento via SMS e carte di pagamento nominative. Con decreto del Ministro dell'interno di concerto con il Ministro dello Sviluppo Economico, sentito il Garante per la protezione dei dati personali, possono essere previste misure di maggior dettaglio e ulteriori procedure semplificate anche negli altri casi previsti dal comma 2.”

La motivazione? E' riportata nello stesso documento.

"Con la recente abrogazione di alcune delle previsioni dell’art. 7 del c.d. decreto Pisanu (D.L. 27 luglio 2005, n. 144, convertito nella legge n. 155/2005) sono venuti meno una serie di obblighi posti in capo ai gestori di punti di accesso internet e di hot spot wifi. Ciò ha rappresentato senza dubbio una facilitazione per l’utilizzo di internet, a beneficio della collettività. D’altra parte, tale innovazione ha generato, da un lato, una rilevante asimmetria regolamentare a sfavore dei gestori che, utilizzando una diversa tecnologia (e segnatamente quella mobile) sono tutt’ora obbligati a identificare ed acquisire informazioni dell’utenza prima di attivare il servizio, a fronte di elevati oneri economici necessari per la registrazione e l’archiviazione di tali informazioni; dall’altro, tale asimmetria si riverbera anche in termini di sicurezza e prevenzione dei reati, poiché chi oggi utilizza postazioni pubbliche non vigilate o punti di accesso ad Internet tramite wi‐fi potrebbe farlo senza essere identificato, e dunque in completo anonimato".

Mi sfugge in che modo questa disposizione abbia a che fare con lo sviluppo economico del Paese. Mi è, invece, più chiaro come possa servire agli operatori di telefonia mobile per vendere più chiavette internet.




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giovedì, novembre 26, 2009

Decreto Pisanu e wi-fi libero: mi arrendo

Oggi l'on. Roberto Cassinelli ha dato risalto sul suo blog alla proposta di legge modificativa dell'articolo 7, comma 4, legge 155/2005, in materia di hot-spot pubblici, alla cui stesura ho collaborato.

Punto-Informatico gli dedica un interessante articolo, che evidenzia altre inziative che in questi giorni stanno prendendo corpo sullo stesso tema.

Continuo a leggere che il problema è la proroga. Ho scritto più volte che la proroga non c'entra nulla.

Mi arrendo: se lo dicono tutti, evidentemente il problema con il wi-fi deve essere la proroga del decreto Pisanu.

Forse aveva ragione Goebbels: "Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità".

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mercoledì, dicembre 17, 2008

Proroga in vista per il Decreto Pisanu-Prodi

Sulla base di quanto riferisce il sole 24 ore di oggi (pag. 33, nell'articolo "Sicurezza, arriva il rinvio"), nel decreto milleproroghe di fine anno (domani in Consiglio dei Ministri) ci sarà anche la proroga del c.d. Decreto Pisanu (già prorogato dal Governo Prodi).

Riporto la parte dell'articolo:

"Il dovere - previsto dalle misure antiterrorismo del 2005 - per chi apre un pubblico esercizio o un circolo privato nel quale ci sono postazioni Internet di chiedere la licenza al questore viene prorogato al 31 dicembre 2009"

Lezione di diritto: in Italia i provvedimenti temporanei sono definitivi (v. ad esempio la sospensione "temporanea" degli anni 40 circa l'accesso limitato all'albo degli avvocati - sic! - ) ed i termini di scadenza non scadono mai.

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giovedì, ottobre 07, 2010

Finalmente dopo due anni ci sono arrivati

Nelle ultime 24 ore è stato dato grande risalto in rete alla proposta bipartisan volta all'abrogazione dell'articolo 7 del c.d. decreto pisanu, ovverosia quella disposizione che, tra le altre cose, obbliga i gestori di un hot-spot pubblico alla previa identificazione (anche indiretta tramite sms) degli utilizzatori di una rete wi-fi.

Posso dire di essere commosso.

Sono due anni che predico, pressocchè nel deserto, tranne qualche lodevole eccezione, sul carattere permanente e non transitorio della normativa in esame e che, dunque, il problema non è mai stato la sua "proroga" di fine anno nel c.d. decreto milleproroghe (che andava ad estendere temporalmente un diverso aspetto dello stesso decreto), visto che non c'era nulla da prorogare.

Dodici mesi fa con l'on. Cassinelli avevamo messo mano ad un progetto di legge che cercava quanto meno di mitigare le asperità del citato articolo 7.

In quell'occasione non erano mancate le critiche volte a sottolineare l'errore implicito del progetto, ovverosia considerare permanente una disposizione in realtà transitoria.

Dopo due anni, finalmente, sono tutti d'accordo sul fatto che "per Natale, dunque, facciamoci un regalo: abroghiamo il decreto Pisanu, come proposto ieri pomeriggio a Montecitorio da Luca Barbareschi (Fli), Paolo Gentiloni (Pd) e Linda Lanzillotta (Api). Iniziamo il 2011 un po’ più leggeri e un po’ più moderni."

Meglio tardi che mai.



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lunedì, novembre 01, 2010

Decreto Pisanu... quando l'informazione è scorretta non la correggi più

Colgo l'occasione di questo articolo del Corriere della Sera per parlare della disinformazione in Rete.

Il tema è il c.d. Decreto Pisanu e le sue disposizioni relative al wi-fi.

Come altri articoli sul tema, la premessa è giuridicamente sbagliata "La norma scade il prossimo 31 dicembre, e qualcuno vorrebbe rinnovarla così com'è: cattiva idea".

Non sto qui a ripetere per l'ennesima volta perchè quella disposizione (nella parte relativa agli hot spot pubblici) non sia soggetta a termini di scadenza.

Quello che, invece, trovo interessante (anche riallacciandomi alla proposta di Quintarelli sulle rettifiche di cui ho parlato nel post precedente) è che una volta che un'inesattezza è diffusa in Rete non c'è verso di correggerla.

C'è una continua ripresa acritica di cose dette e scritte da terzi che neppure i giornalisti di mestiere si mettono a controllare. Del resto è semplice: se lo dicono in tanti deve essere vero.

Peccato che quei tanti siano la replica della replica della replica.

Se in questo caso si tratta alla fine di una sciocchezza, di un particolare di poco interesse, in altri casi la ripresa acritica di cose lette in giro e riproposte senza un minimo di verifica può danneggiare terribilmente la reputazione di persone o distorcere per sempre il senso degli eventi.

Prima di retweetare o di condividere, leggiamo con attenzione e manteniamoci critici.

La libertà di pensiero costa fatica.

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venerdì, dicembre 30, 2011

Decreto Pisanu, l'addio definitivo?

E' stata un telenovela appassionante durata tre anni, ma ora è giunta al termine.

Come i più affezionati lettori di questo blog ricorderanno, ogni anno (tra Natale e Capodanno) arrivava puntuale la proroga delle disposizioni del c.d. Decreto Pisanu relative agli internet-point.

Dal 2005, infatti, per aprire un internet point nel nostro stato bisogna richiedere la licenza al questore. Una norma transitoria che sarebbe dovuta restare in vigore fino al 2008, ma si sa che, in Italia, una proroga non la si nega a nessuno.

E così anno dopo anno, il termine del 2008 è stato spostato al 2009, al 2010 e così via.

L'anno scorso il primo colpo di scena. Via le disposizioni relative all'identifcazione (tramite documento d'identità!) dei frequentatori di hotspot pubblici e limitazione della licenza soltanto per coloro che intendessero aprire un pubblico esercizio che avesse quale attività principale la messa a disposizione di terminali connessi ad Internet.

Ieri l'addio definitivo: è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il grande classico di fine anno, il c.d. decreto milleproroghe (DECRETO-LEGGE 29 dicembre 2011, n. 216, in G.U. n. 302 del 29 dicembre 2011 - in vigore dal 29 dicembre 2011 - Proroga di termini previsti da disposizioni legislative).

Non mi pare ci sia traccia di proroghe ulteriori per l'articolo 7, D.L. 144/2005, convertito in legge 155/2005.

Dal primo gennaio 2012, si potrà aprire un internet point senza passare dal questore: un buon inizio.



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martedì, dicembre 15, 2009

Decreto Pisanu: ennesima proroga

Stando a quello che riferisce il Messaggero, nel decreto mille-proroghe in discussione giovedì p.v. al Consiglio dei Ministri, ci sarà anche l'ennesima proroga delle disposizioni del Decreto Pisanu relative agli Internet Point.

"Proroga a tutto il 2010 della richiesta alle Questure per aprire esercizi pubblici dotati di collegamenti internet. È quanto prevede la bozza del Milleproroghe che andrà giovedì in Consiglio dei Ministri".




domenica, novembre 22, 2009

Wi-Fi e Decreto Pisanu-Prodi-Berlusconi: ci risiamo

Mi è capitato di leggere questo articolo (e relativo appello) su wi-fi pubblico e normativa antiterrorismo.

Ogni anno il solito problema (proroga o non proroga) e la solita confusione.

L'ho scritto qui un anno fa. La normativa dettata dalla l. 155/2005 e dal successivo D.M. 16 agosto 2005, per ciò che concerne il wi-fi pubblico, non ha un termine di scadenza e, dunque, il problema della proroga non la riguarda.

Se non piace quella legge (e a me non piace per nulla!) bisogna iniziare con il modificare il comma 4 dell'articolo 7, L. 155/2005.

Il resto è fuffa internettiana che sotto Natale torna su, come un pasto che si fa fatica a digerire.

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martedì, gennaio 03, 2012

Intervista di inizio anno

Questa mattina sono intervenuto durante la trasmissione Start di Rai Radio Uno per parlare della mancata proroga del c.d. Decreto Pisanu e della liberazione degli Internet Point da tutti gli obblighi che da quella normativa scaturivano.

Qui trovate la registrazione della puntata.

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venerdì, febbraio 13, 2009

Internet Point ed email diffamatorie

Leggevo oggi su "Il Sole 24 Ore" (pag. 28, "Gestori non punibili per e-mail diffamatorie") della sentenza con cui la Corte di Cassazione (Sez. V penale) ha respinto il ricorso avverso l'assoluzione pronunciata dalla Corte di Appello nei confronti del gestore di un Internet Point (mandato assolto anche in primo grado) per e-mail diffamatorie "spedite" dal suo locale.

La vicenda ruotava attorno ad alcune email diffamatorie ricevute da Antonio Ricci, il patron di Striscia la Notizia, e partite da un Internet Point umbro. Gli autori materiali sono sempre rimasti sconosciuti, in compenso il titolare dell'esercizio commerciale si è dovuto sopportare tre gradi di giudizio.

Nella sentenza è dato leggere: "L'obbligo di identificazione degli utenti (si fa riferimento all'obbligo scaturente dal c.d. Decreto Pisanu n.d.r.) che fanno uso del terminale non è dettato ad impedire l'uso criminoso della comunicazione informatica, non imponendo al titolare dell'internet point alcun controllo sul contenuto delle comunicazioni".

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giovedì, dicembre 18, 2008

Ancora sulla Proroga del Decreto Pisanu-Prodi e sul wi-fi

Oggi Punto-Informatico riprende la notizia circa la proroga al 31 dicembre 2009 dei termini di cui all'articolo 7 della legge 155/2005.

Nell'articolo però si fa un pò di confusione tra Internet Point e Hot-spot wifi.

Infatti, è dato leggere: "Come già contemplato da altre norme, e ribadito da questa proroga, nessun privato potrà aprire la propria connessione WiFi impunemente: farlo senza una regolare registrazione in Questura, farlo senza catturare preventivamente i dati di chi si colleghi, espone chi lo fa all'essere considerato responsabile di azioni illegali eventualmente poste in essere da terzi."

Ora, a parte che nessun privato (o quasi) può aprire la propria connessione wi-fi perchè è, nella pressocchè quasi totalità dei casi, vietato dal contratto di abbonamento sottoscritto con il proprio provider.

Ma che c'entra la "registrazione" (non c'è nessuna registrazione) in questura?

Riporto qui di seguito le norme, in modo che chi è interessato possa attingere dalla fonte....

L'articolo 7 della l. 155/2005 così recita:

Art. 7.
Integrazione della disciplina amministrativa degli esercizi pubblici di telefonia e internet

1. A decorrere dal quindicesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto e fino al 31 dicembre 2008, chiunque intende aprire un pubblico esercizio o un circolo privato di qualsiasi specie, nel quale sono posti a disposizione del pubblico, dei clienti o dei soci apparecchi terminali utilizzabili per le comunicazioni, anche telematiche, deve chiederne la licenza al questore. La licenza non e' richiesta nel caso di sola installazione di telefoni pubblici a pagamento, abilitati esclusivamente alla telefonia vocale.

2. Per coloro che già esercitano le attività di cui al comma 1, la licenza deve essere richiesta entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto.

3. La licenza si intende rilasciata trascorsi sessanta giorni dall'inoltro della domanda. Si applicano in quanto compatibili le disposizioni dei Capi III e IV del Titolo I e del Capo II del Titolo III del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, nonche' le disposizioni vigenti in materia di sorvegliabilità dei locali adibiti a pubblici esercizi. Restano ferme le disposizioni di cui al decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, nonche' le attribuzioni degli enti locali in materia.

4. Con decreto del Ministro dell'interno di concerto con il Ministro delle comunicazioni e con il Ministro per l'innovazione tecnologica, sentito il Garante per la protezione dei dati personali, da adottarsi entro quindici giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono stabilite le misure che il titolare o il gestore di un esercizio in cui si svolgono le attività di cui al comma 1, e' tenuto ad osservare per il monitoraggio delle operazioni dell'utente e per l'archiviazione dei relativi dati, anche in deroga a quanto previsto dal comma 1 dell'articolo 122, e dal comma 3 dell'articolo 123 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, nonche' le misure di preventiva acquisizione di dati anagrafici riportati su un documento di identità dei soggetti che utilizzano postazioni pubbliche non vigilate per comunicazioni telematiche ovvero punti di accesso ad Internet utilizzando tecnologia senza fili.

5. Fatte salve le modalità di accesso ai dati previste dal codice di procedura penale e dal legislativo 30 giugno 2003, n. 196, il controllo sull'osservanza del decretodecreto di cui al comma 4 e l'accesso ai relativi dati sono effettuati dall'organo del Ministero dell'interno preposto ai servizi di polizia postale e delle comunicazioni.


Il D.M 16 agosto 2005, richiamato dal comma 4 dell'articolo 7, ha poi previsto all'articolo 4 (quindi una disposizione diversa rispetto a quella relativa al monitoraggio e conservazione dei dati, art. 2 dello stesso decreto che qui ometto, ma basta cercare in rete) che:

Articolo 4 - Accesso alle reti telematiche attraverso tecnologia senza fili

1. I soggetti che offrono accesso alle reti telematiche utilizzando tecnologia senza fili in aree
messe a disposizione del pubblico sono tenuti ad adottare le misure fisiche o tecnologiche occorrenti per impedire l'uso di apparecchi terminali che non consentono l'identificazione dell'utente, ovvero ad utenti che non siano identificati secondo le modalità di cui all'art. 1.


Ossia:

"identificare chi accede ai servizi telefonici e telematici offerti, prima dell'accesso stesso o dell'offerta di credenziali di accesso, acquisendo i dati anagrafici riportati su un documento di identità, nonché il tipo, il numero e la riproduzione del documento presentato dall'utente"

Successivamente il Ministero dell'Interno aveva chiarito che l'identificazione tramite documento d'identità poteva anche essere indiretta, ad esempio utilizzando un numero di cellulare (giacchè il rilascio della Sim è subordinato all'esibizione del documento d'identità di cui l'esercente trattiene copia).

Insomma la proroga attiene ad altro. Le regole per il wi-fi non sarebbero cambiate comunque, con la proroga o senza proroga... IMHO


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