#Quinta4President: perchè sostengo Stefano Quintarelli per la presidenza di AGCOM
Tra qualche settimana sapremo quali saranno i nuovi componenti dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM).
Nei mesi scorsi questo blog è stato quasi monotematico nel fornire informazioni sul regolamento che l'Autorità si apprestava a varare in materia di diritto d'autore online (senza averne la competenza) e che, solo grazie ad una straordinaria mobilitazione, è stato posto nel cassetto.
Quello che non possiamo permetterci è passare i prossimi sette anni (tanto dura il mandato dei consiglieri AGCOM) a difendere Internet da un'Autorità (in)dipendente dai poteri forti e dalle lobby.
Abbiamo bisogno di persone autorevoli e competenti che abbiamo una visione del futuro, senza essere preoccupati unicamente dalla necessità di salvaguardare l'esistente.
E' per questo che sostengo con convinzione la candidatura di Stefano Quintarelli alla presidenza di AGCOM.
Ho conosciuto Stefano qualche anno fa, prima virtualmente (attraverso il suo blog), poi di persona, in ragione della comune passione per l'innovazione.
Ne ammiro l'approccio equilibrato alle cose della Rete, mai sopra le righe.
Stefano Quintarelli ha il curriculum, le competenze, l'esperienza, l'intelligenza per essere davvero un presidente di garanzia. Un presidente che, ne sono certo, farebbe del "conoscere per deliberare" (citando Einaudi) il suo modus operandi.
Se volete sostenere la candidatura di Stefano Quintarelli, l'hashtag su Twitter è #quinta4president.
Questa mattina il presidente di Agcom, Corrado Calabrò, nel corso della sua relazione di fine mandato, ha annunciato formalmente che l'Autorità non varerà il tanto discusso regolamento in materia di diritto d'autore.
Cito testualmente dalla relazione (pag. 24): "L’intesa era però che il Governo avrebbe adottato una norma di interpretazione autentica che rendesse leggibili per tutti le norme primarie che inquadrano la nostra competenza. E’ vero che una tale norma non è indispensabile, ma sarebbe certamente utile in una materia, qual è quella in questione, nella quale, per la sua sensibilità, è auspicabile la massima chiarezza. Finché il Governo non adotterà questa norma, noi – almeno in questa Consiliatura – non ci sentiremo tenuti alla deliberazione del regolamento, pur così equilibrato, che abbiamo predisposto e messo a punto con ampia consultazione".
E' una vittoria storica per tutte le associazioni, in primis Agorà Digitale, che in questi mesi hanno continuato a ripetere, ostinatamente e con fermezza, che AGCOM era sprovvista della necessaria copertura normativa per un intervento così vasto in materia di diritto d'autore online.
Tuttavia, non si tratta di un punto di arrivo, ma di partenza: è tempo di mettere all'angolo gli estremisti del copyright e costruire un ecosistema digitale in grado di tutelare davvero gli autori senza utilizzarne i relativi diritti come abile scusa per nuove e più subdole forme di censura.
32 senatori chiedono a Monti chiarezza su norma governativa pro Agcom
Il 4 aprile u.s., 32 senatori hanno depositato un'interpellanza al Governo per sapere "quali siano le intenzioni del Governo in materia di diritto d'autore e quale contenuto abbia la proposta normativa in itinere, citata dal dottor Calabrò; quale sia la valutazione del Governo, per gli aspetti di propria competenza, in merito ai contenuti del Regolamento Agcom di cui all'allegato A della delibera 398/2011/CONS la cui adozione potrebbe avvenire a breve".
Staremo a vedere quali saranno gli sviluppi: nel frattempo un grazie di cuore a tutti i parlamentari che hanno sottoscritto l'interpellanza, a cominciare da Vincenzo Vitache pure avevo aspramente criticato per le posizioni assunte sulla vicenda SIAE ai tempi del decreto liberalizzazioni.
Ieri pomeriggio ho partecipato alla trasmissione Tipnews sul canale all news del digitale terrestre di T9Tv.
Parlando di pirateria online e regolamento Agcom, non potevo non caricare su YouTube un frammento "pirata", sperando che gli amici di T9Info non se ne abbiano a male ;-)
Un'AGCOM troppo potente sarebbe pericolosa per la libertà della Rete
La tormentata storia tra l’Agcom e il diritto d’autore online sembra non conoscere tregua.
L’ultimo colpo di scena è arrivato ieri, quando, sul sito de La Stampa, è comparso il testo di una norma di matrice governativa che consegnerebbe all’Autorità pieni poteri di intervento.
Ma facciamo un passo indietro. Da circa un anno a questa parte l’Autorità ha intrapreso un percorso finalizzato all’adozione di un regolamento con il quale disciplinare i propri poteri in materia di diritto d’autore nelle reti di comunicazione elettronica.
Esistono 32 senatori interessati alla libertà della Rete?
Grazie a La Stampa e ad Anna Masera siamo riusciti a leggere il testo della disposizione di legge che il Governo strarebbe preparando (non si sa se per collocarla all'interno di un decreto-legge o in altro provvedimento) e che consentirebbe ad Agcom di diventare il padrone assoluto e giudice unico di tutto quanto accade online.
Ben oltre, quindi, la semplice (e a questo punto residuale) tematica del diritto d'autore, da cui, pure, l'intera vicenda aveva preso le mosse.
Il regolamento del senato (articolo 156 bis) prevede che: "Per le interpellanze sottoscritte da almeno un decimo dei componenti del Senato si adottano le procedure e i termini di cui al presente articolo. Ciascun Senatore può sottoscrivere in un anno non più di sei interpellanze con procedimento abbreviato. Le interpellanze di cui al presente articolo sono poste all'ordine del giorno entro quindici giorni dalla presentazione, eventualmente ricorrendo a sedute supplementari".
Abbiamo, ora più che mai, l'esigenza di sapere se ci sono 32 senatori interessati alla libertà della Rete e, dunque, disposti a sottoscrivere l'interpellenza per renderla urgente.
Agcom: audizione di Calabrò al Senato. Quattro domande che avrei voluto fare
In questi minuti è in corso in Senato l'audizione del Presidente Calabrò per gli ultimi aggiornamenti sul regolamento dell'autorità in materia di diritto d'autore, la cui adozione è ormai prossima.
Fossi stato presente, avrei voluto rivolgere a Calabrò quattro domande. Magari qualcuno di Agcom trova tempo e voglia di rispondere online.
A seguito delle osservazioni avanzate dalla Commissione Europea, l'Agcom intende ancora adottare il regolamento in materia di diritto d'autore? In caso di risposta affermativa, intende limitarne l'ambito soggettivo ai soli fornitori di servizi di media audiovisivi?
In considerazione degli articoli apparsi sulla stampa, può confermare che il regolamento, qualora adottato, non conterrà misure che permettano all'autorità di ordinare ai provider di inibire l'accesso ai siti collocati all'estero e sospettati di violare il diritto d'autore?
In considerazione del rilievo mosso dalla Commissione Europea, intende l'Autorità, in caso di adozione del regolamento, introdurre termini per la presentazione di scritti difensivi che consentano di esercitare in modo effettivo il diritto al contradditorio?
L'Autorità dispone di uno studio indipendente sui c.d. Danni da pirateria? Perchè l'Autorità nelle comunicazioni ufficiali continua a citare unicamente i dati che le sono stati forniti dai titolari dei diritti e non fa menzione alcuna degli autorevoli studi che sono stati depositati dalle associazioni dei consumatori nel corso delle audizioni e che smentiscono alla radice quei dati?
Il parere del Prof. Onida sul regolamento AGCOM: niente di nuovo sotto il sole
Ieri Repubblica aveva pubblicato un articolo in cui si faceva riferimento ad un parere commissionato da AGCOM al prof. avv. Valerio Onida che, in buona sostanza, confermava la competenza dell'autorità all'oscuramento dei siti esteri.
Una cosa va chiarita: quel parere non è stato commissionato da AGCOM. E' stato depositato, unitamente ad altri documenti, nel corso delle audizioni che si sono svolte a seguito dell'adozione della delibera del luglio 2011 che approvava lo schema di regolamento sul diritto d'autore, ponendolo in consultazione.
Del resto una semplice analisi della date avrebbe svelato l'arcano: il parere è, infatti, datato "ottobre 2011". Secondo voi, avrebbe mai potuto l'AGCOM chiedere un parere DOPO l'adozione dello schema di regolamento a cui quel parere si riferisce?
Nel merito, si tratta di una lettura profondamente interessante, perchè si può condividere o no le conclusioni cui giunge, ma una cosa la dice in modo chiaro: non esiste una norma che espressamente attribuisca ad AGCOM il potere di oscurare i siti collocati all'estero (pag. 27 del parere: "L'obiezione che si potrebbe muovere a siffatto modo di ragionare e che nella specie manchi, a differenza delle ipotesi sopra richiamate, una specifica disposizione di rango legislativo che esplicitamente preveda il poter di emanare siffatti ordini di "oscuramento" di siti". )
Poi il prof. Onida ritiene che quel potere AGCOM lo abbia, comunque, sulla base del combinato disposto di altre disposizioni (i c.d. tre pilastri citati dal Presidente Calabrò).
Insomma, non era un visionario chi, da sempre, ha definito precaria una generalizzata competenza dell'Autorità in materia di diritto d'autore.
Qualche giorno fa Fabio Chiusi su L'espresso online ha pubblicato un lungo e dettagliato articolo dal titolo eloquente "Musica, la bufala delle major" in cui si contestano i dati forniti dall'industria musicale a sostegno dei danni da "pirateria".
Puntuale come la morte, è arrivata la replica di Enzo Mazza, presidente della FIMI: tutto falso, i numeri sono quelli e chi lo nega è un cialtrone.
Il problema è che le fila dei cialtroni continuano ad ingrossarsi: a fine gennaio è stato presentato il rapporto "The sky is rising" dove lo scenario delineato da Fabio Chiusi trova piena conferma.
Ho avuto modo di illustrarne i contenuti nel corso nella tavola rotonda "La riforma del diritto d’autore ed il rilancio del mercato degli audiovisivi digitali", organizzata dall'Istituto per la Competitività lo scorso 23 febbraio, destando la meraviglia e l'irritazione dei presenti, in primis del Commissario Agcom, Antonio Martusciello (si, proprio quello degli "arruffapopolo"), che nella sua relazione aveva sciorinato i soliti dati forniti direttamente dall'industria dell'intrattenimento (questo perchè l'Autorità è "indipendente").
E' stata mia premura farne avere il giorno seguente una copia allo stesso Martusciello, casomai decidesse di convertirsi al "conoscere per deliberare".
Ad esempio sarebbe interessante sapere se sbagliano la PricewaterhouseCoopers (PwC) e iDATE quando registrano che tra il 1998 e il 2010 "the value of the worldwide entertainment industry grew from $449 billion to $745 billion".
Così come sarebbe interessante sapere da chi o in che modo sono manipolati i dati fornti dalla IFPI (International Federation of the Phonographic Industry) secondo cui il valore globale dell'industria musicale nel 2005 era di 132 billion dollars, per salire nel 2010 a 168 billion dollars.
Segnalazioni: "La riforma del diritto d’autore ed il rilancio del mercato degli audiovisivi
Domani interverrò per Agorà Digitale alla Roundtable I-Com “La riforma del diritto d’autore ed il rilancio del mercato degli audiovisivi digitali” che l’Istituto per la Competitività terrà a Roma dalle ore 17 alle ore 20 presso la sede di Via del Quirinale, 26.
Il dibattito aperto dalle relazioni iniziali di Marco GAMBARO, Professore di Scienze Economiche Aziendali e Statistiche Università di Milano, e Angelo ZACCONE TEODOSI, Presidente IsICult – Istituto italiano per l’Industria Culturale, prevederà gli interventi istituzionali di Antonio MARTUSCIELLO, Commissario Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Renzo LUSETTI, Membro Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni Camera dei Deputati, Antonio PALMIERI, Membro Commissione Cultura, Scienza e Istruzione Camera dei Deputati e Roberto ZACCARIA, Vicepresidente Commissione Affari Costituzionali Camera dei Deputati.
La mia relazione avrà per tema "Diritto d’autore online e libertà digitali: la responsabilità dell’Internet Service Provider alla luce della recente giurisprudenza di merito".
In particolare, proverò ad analizzare le sentenze gemelle RTI vs Yahoo e RTI vs IOL, e le ordinanze del Tribunale di Roma sui casi Yahoo e Rojadirecta.
In linea con il titolo del convegno, dopo l'evento pubblicherò sul blog la presentazione e un file con la raccolta dei provvedimenti citati (ed altri sullo stesso tema).
Se ci sarà tempo, non potrà mancare un riferimento ad Agcom, sempre nei miei pensieri :-)
Mandateci la guardia svizzera! (su copyright e pirateria)
"Internet ha radicalmente cambiato il modo in cui consumiamo musica, film e giochi per computer. Non sembra, tuttavia, che ciò influisca negativamente sull'attività culturale. Inoltre, il quadro giuridico attuale consente di contrastare le utilizzazioni illecite di opere in maniera adeguata, rendendo infondato un intervento legislativo".
Ecco, ci risiamo. L'ennesimo comunicato del Partito Pirata.
Come si legge nel testo, "il Consiglio degli Stati del 19 marzo 2010 chiedeva al Consiglio federale di esaminare l'opportunità di adottare misure contro le violazioni del diritto d'autore. I produttori del settore si erano in precedenza lamentati di una contrazione delle entrate. Il Consiglio degli Stati ha voluto assicurarsi che questa evoluzione non fosse sintomo di una crisi imminente della scena culturale svizzera".
Di fronte ad una simile domanda il Consiglio Federale cosa ha fatto? Proprio quello che è stato chiesto da molte associazioni, tra cui Agorà Digitale, nel corso delle audizioni in AGCOM sullo schema di regolamento in materia di diritto d'autore online: ha commissionato uno studio indipendente.
Risultato? E' venuto fuori che "in Svizzera fino a un terzo delle persone sopra i 15 anni scarica gratuitamente musica, film e giochi. Pare inoltre che, nonostante il grande interesse dei media e le numerose campagne di sensibilizzazione, la maggioranza degli utenti di Internet continui a non distinguere le operazioni lecite e illecite". E però, "la quota percentuale di reddito disponibile destinato ai consumi in questo ambito resta costante. Tuttavia, si osserva uno spostamento nel modo in cui questa cifra viene impiegata. Il denaro risparmiato utilizzando le borse di scambio viene rispeso comunque nel settore dell’intrattenimento, ma invece di acquistare supporti audio e video, i consumatori investono la parte risparmiata in concerti, visite al cinema e prodotti di merchandising."
Conclusione? "Visto lo spostamento delineato, i timori che questi sviluppi possano influire negativamente sull'attività culturale nazionale sono infondati. Il Consiglio federale non ritiene pertanto necessario un intervento legislativo".
Insomma il messaggio è chiaro: se prima di deliberare, si decide di conoscere, si finisce per scoprire che non c'è alcun bisogno di deliberare.
In AGCOM saranno così coraggiosi e spavaldi da decidere di volere conoscere per (e prima di) deliberare?
Copyright vs. Freedom of expression (Università Bocconi, 24 novembre 2011)
Ho caricato sul mio account di slideshare la presentazione utilizzata oggi nel corso della lezione tenuta presso la Bocconi di Milano. E' stata davvero una bella esperienza di cui non posso che rendere merito al Prof. Oreste Pollicino, cui va il mio più sentito ringraziamento.
Segnalazione: Copyright vs. Freedom of expression, Università Bocconi, Milano 24 Novembre 2011
Grazie all'invito del Prof. Oreste Pollicino, giovedì prossimo, 24 novembre, avrò l'onore e il piacere di tenere una lezione alla Bocconi sul tema copyright vs. freedom of expression.
Ovviamente, ampio spazio sarà dedicato alla vicenda AGCOM e alle recenti critiche della Commissione Europea.
Se siete da quelle parti e vi va di passare siete graditi ospiti ;-)
Dove: Università Bocconi, Milano, via Sarfatti 25, aula 3.
Il regolamento AGCOM sul diritto d'autore? Da riscrivere. Firmato la Commissione UE
Grazie all'amico Fulvio Sarzana tutti abbiamo potuto leggere le osservazioni avanzate dalla Commissione UE sullo schema di regolamento AGCOM in materia di diritto d'autore online di cui alla delibera 398/2011/CONS.
Nonostante condivida molte delle preoccupazioni espresse da Fulvio, il mio primo pensiero è andato alle sonore bacchettate (come i severi maestri di altri tempi) inferte dalla Commissione alla nostra Autorità garante.
Non c'è una singola disposizione per la quale non vengano richiesti chiarimenti ("La Commissione rileva che il progetto di regolamento italiano usa definizioni diverse, tra cui “Gestore del sito”, “media audiovisivi o fornitore di servizi radiofonici “, “prestatore di servizi”, e “Fornitori di servizi”. Le autorità italiane sono invitate a chiarire chi sarà il soggetto colpito dalla notifica e dalla procedura di rimozione: “i gestori del sito web e dei media audiovisivi o fornitori di servizi radio solo o i fornitori di servizi in generale?") o per la quale non si suggeriscano correttivi ("Il periodo di tempo di 48 ore (nemmeno 2 giorni lavorativi) per rendere dichiarazioni scritte di difesa di cui all’art. 9 (4) sembra essere troppo breve. In vista di un effettivo diritto di difesa, sarebbe opportuno che il gestore del sito / fornitore di servizi di media audiovisivi abbia altre occasioni per fornire informazioni e argomenti prima che la procedura si concluda").
Molti dei chiarimenti richiesti (e lo dico non senza orgoglio) sono in linea con le osservazioni contenute nel documento di risposta alla consultazione pubblica presentato da Agorà Digitale e dalle altre associazioni che compongono la coalizione di sitononraggiungibile.it
Quasi imbarazzante è la conclusione in cui la Commissione imputa all'AGCOM la volontà di introdurre nuove eccezioni e limitazioni nella normativa nazionale.
In effetti, sono mesi che andiamo ripetendo che l'Autorità Garante sta operando al di fuori dalla legalità, invitandola a tornare sui suoi passi. Adesso abbiamo un'autorevole conferma.
L'Autorità è ancora in tempo per fermarsi: glielo abbiamo chiesto, continuiamo a chiederlo.
Adesso, però, c'è un elemento di novità: se i chiarimenti chiesti dalla Commissione dovessero comportare la modifica, fosse anche di una sola virgola, del testo ad oggi conosciuto, l'Autorità non potrà esimersi dal porlo nuovamente in consultazione.
Su questo vigileremo.
Nel frattempo, vista la sonora bocciatura, se l'AGCOM volesse prendere ripetizioni di diritto e di buon senso, noi siamo sempre disposti a dargliele.
Nei giorni scorsi i rappresentanti di Confindustria Cultura Italia costituita da AESVI, AFI, AGIS, AIE, ANES, ANICA, APT, FEM, FIMI, PMI, UNIVIDEO e della BSA Business Software Alliance sono andati a piangere dal Ministro per i beni e le le attività culturali, Giancarlo Galan, per i terribili danni che la pirateria online sta infliggendo alla loro attività.
Strano, però, notare la presenza di ANICA, visto che (fonte SIAE) nel 2010 si è realizzato "un risultato che il cinema attendeva da 25 anni: superata nel 2010 la soglia dei 120 milioni di presenze al cinema. Gli ingressi in sala, nel corso dell’anno scorso, sono stati infatti 120.582.757, il 10,39% in più rispetto al 2009. Gli incassi sono cresciuti del +16,37% per un totale di 772.772.356 euro".
Strano in generale, trovare i rappresentanti dell'audiovisivo, visto che secondo un recentissimo studio realizzato nell'ambito del Parlamento Europeo, "the audiovisual and cinema sectors have prospered and grown steadily over the last 20 years".
Ma come, una crescita ininterrotta di 20 anni e si lamentano?
Ah già, come si legge nel comunicato dell'incontro, c'è "la ricerca condotta dalla società indipendente TERA Consultants" secondo cui "le industrie creative dei cinque principali mercati europei nel 2008 hanno subito perdite di circa 10 miliardi di euro e di 185mila posti di lavoro. Solo in Italia i danni sono stimati in 1,4 miliardi di euro, con 22.400 posti di lavoro perduti".
Vede Ministro, forse Le avrebbero dovuto dire che "The study was commissioned by the international chamber of Commerce's BASCAP iniziative", e, giusto per avere un quadro più completo, Le avrebbero dovuto dire anche cos'è BASCAP iniziative: "About International Chamber of Commerce/BASCAP. Recognising that the protection of intellectual property rights is vital to sound economies, the International Chamber of Commerce (ICC) established BASCAP - Business Action to Stop Counterfeiting and Piracy - to increase awareness of counterfeiting and piracy activities and the associated economic and social harm and call for greater commitments by governments in the enforcement and protection of IPR. The study was commissioned by BASCAP initiative with the aim to advance the development of methodologies to better understand the vitality of Europe's creative industries – and what is at risk."
Caro Ministro, Lei ha sufficiente esperienza per capire che se un cliente ti commissiona un certo studio, tu dirai al tuo cliente esattamente quello che vuol sentirsi dire.
E' preoccupante, allora, che nel comunicato sia riemerso lo spettro della inibizione dei siti esteri senza passare dall'autorità giudiziaria nell'ambito dell'emanando regolamento AGCOM ("In questo senso, mi auguro che l’AGCOM possa fare quel passo in avanti per inibire quelle piattaforme estere pirata che tanto male arrecano alle nostre imprese, ai nostri autori e alla nostra cultura") che, grazie ad una straordinaria mobilitazione, eravamo riusciti a far stralciare dal testo posto in consultazione.
Caro Ministro, abbia il buonsenso di ascoltare tutti e di acquisire ogni necessario strumento di conoscenza, prima di sposare questa o quella causa.
E' arrivato il momento di dire basta agli elargitori di paura che hanno come unico fine quello di tutelare i propri interessi particolari a scapito dell'innovazione e del futuro dei contenuti creativi
Devo essere sincero: era da tempo che non mi capitava di partecipare ad un convegno così animato.
E' bastato pronunciare la parola magica "pirateria" perchè gli animi si accendessero al punto tale da determinare un abbandono della sala da parte di GiovanBattista Frontera, vice-presidente di AssoProvider.
L'accusa mossa è stata la solita: i provider "lucrano" indirettamente sulla pirateria invece di farsi parte attiva nella repressione delle condotte illecite dei loro clienti.
Peccato.
Peccato perchè la giornata si era aperta in tutt'altro modo, con una splendida analisi economica di Andrea Marzulli che di pirateria aveva parlato poco o nulla, evidenziando come i problemi principali per gli autori "in rete" sono quelli legati all'assenza di un'offerta legale adeguata, ad abitudini di consumo che portano le famiglie a preferire acquisti diversi da quelli "culturali" o di "intrattenimento ecc.
Quello che preme segnalare, però, è l'intervento conclusivo del commissario AGCOM, Sebastiano Sortino, relatore della dibatutta delibera in materia di diritto d'autore.
Non senza soddisfazione l'ho sentito parlare della necessità di un intervento del Parlamento in una materia così delicata, di Internet come diritto fondamentale, di impraticabilità di ipotesi sanzionatorie stile HADOPI, di difficoltà di coordinamento tra l'azione dell'Autorità amministrativa e quella dell'Autorità giudiziaria.
Per un momento mi è sembrato di riascoltare quello che dicevamo noi di sitononraggiungibile.it prima dell'estate.
Allora, però, ci davano degli "arruffapopolo dediti a sbornie di demagogia".