mercoledì, febbraio 22, 2012

Segnalazioni: "La riforma del diritto d’autore ed il rilancio del mercato degli audiovisivi

Domani interverrò per Agorà Digitale alla Roundtable I-Com “La riforma del diritto d’autore ed il rilancio del mercato degli audiovisivi digitali” che l’Istituto per la Competitività terrà a Roma dalle ore 17 alle ore 20 presso la sede di Via del Quirinale, 26.

Il dibattito aperto dalle relazioni iniziali di Marco GAMBARO, Professore di Scienze Economiche Aziendali e Statistiche Università di Milano, e Angelo ZACCONE TEODOSI, Presidente IsICult – Istituto italiano per l’Industria Culturale, prevederà gli interventi istituzionali di Antonio MARTUSCIELLO, Commissario Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Renzo LUSETTI, Membro Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni Camera dei Deputati, Antonio PALMIERI, Membro Commissione Cultura, Scienza e Istruzione Camera dei Deputati e Roberto ZACCARIA, Vicepresidente Commissione Affari Costituzionali Camera dei Deputati.




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mercoledì, febbraio 08, 2012

#liberalizziamoilfuturo: il mio intervento

Questa mattina si è svolta oggi al Senato la conferenza stampa #liberalizziamoilfuturo che ha visto la partecipazione di una schieramento trasversale di parlamentari tra cui Donatella Poretti (Radicali), Lucio Malan (PDL) , Felice Belisario (IDV), Beppe Giulietti (Misto) e Vincenzo Vita (PD).

Con una certa sorpresa ho potuto registrare un consenso pressocchè unanime alla proposta di Agorà Digitale circa l'abolizione del monopolio SIAE nel settore dell'intermediazione dei diritti d'autore.

Qui di seguito l'audio del mio intervento. Su Radioradicale.it trovate l'intera conferenza stampa e presto anche il video.

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lunedì, febbraio 06, 2012

#liberalizziamoilfuturo

L'inizio dello slogan che, come Agorà Digitale, abbiamo scelto per la nostra campagna adesioni 2012 recita: "Bisogna darsi da fare in un modo accanito".

Non l'abbiamo mai vissuto come un semplice messaggio ad effetto, ma come la sintesi del nostro modo di operare.

Nelle prossime 48 ore dovremo darci da fare in un modo ancora più accanito perchè non si perda la straordinaria occasione di liberare il Paese da una serie di vincoli antistorici che rappresentano, al contempo, il principale ostacolo per la nascita di nuove iniziative imprenditoriali.

Nel corso di una conferenza stampa, convocata presso il Senato della Repubblica, mercoledì 8 febbraio, ore 11:00 presenteremo il pacchetto di riforme #liberalizziamoilfuturo.

Perchè abbiamo bisogno di liberarci dal monopolio SIAE e dall'odioso bollino (inutile balzello nella lotta alla pirateria), perchè abbiamo bisogno di scegliere, come regola e non come eccezione, soluzioni a codice aperto per il software della PA (come volano per le piccole e medie imprese che con il software libero/open source lavorano), perchè dobbiamo restituire al mercato la possibilità di decidere quali e quanti sconti applicare sui libri che compriamo, perchè dobbiamo liberare le biblioteche da una serie di vincoli che ne limitano fortemente la funzione di diffusione della cultura, anche digitale.

Come ha scritto Luca Nicotra, segretario di Agorà Digitale, sul suo blog: "Mercoledì quindi non faremo promesse. Presenteremo codice. Codice dello stato, cioè norme. Contenuti in emendamenti che dal decreto liberalizzazioni a quello semplificazioni ci permettano di cambiare passo. Ora. Davvero, cosa dobbiamo aspettare? Che siate un'associazione, un imprenditore o un esperto di nuove tecnologie scrivete subito. (nicotra@agoradigitale.org). E vi sarà dato spazio. E credito (altro principio delle comunità aperte). Ma solo se la vostra proposta può diventare velocemente codice."

Il nostro tempo è ora.

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mercoledì, dicembre 14, 2011

Sei pronto a difendere il tuo diritto all'informazione? Campagna adesioni Agorà Digitale 2012










Sono state settimane intense quelle appena trascorse. Grazie all'impegno e alla passione di tanti amici ed amiche che hanno deciso di dedicare una parte del proprio tempo ad Agorà Digitale, da qualche ora è online la campagna di adesioni per il 2012.

La campagna è stata realizzata da Federico Ruberti di Ideas in the Making e vede come protagonisti due volti noti dello spettacolo e del giornalismo che hanno accettato, a titolo gratuito (ci tengo a sottolinearlo), di diventare testimonial dell'Associazione: il premio nobel, Dario Fo, e la giornalista di Servizio Pubblico, Giulia Innocenzi.

Il 2011 è stato un anno ricco di impegni e soddisfazioni: dalla mobilitazione contro il regolamento-censura Agcom sul diritto d’autore, alle battaglie per la trasparenza e i dati aperti, alla storica vittoria della prima class action per i diritti digitali dei cittadini.

Il 2012 ci aspetta con le nuove sfide: per vincerle abbiamo bisogno del vostro sostegno.

Se avete imparato ad apprezzare il diritto di informare ed informarsi tramite Internet, allora vi sembrerà cosa buona impegnarvi per difenderlo.

Sostenete Agorà Digitale.


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martedì, novembre 29, 2011

Monti: "Conflitto di interessi? Governo sarà trasparente"

Stando a quanto riporta il Messaggero, il Presidente del Consiglio, Mario Monti, avrebbe dichiarato: "Conflitto interessi? Governo sarà trasparente. Di fronte alle accuse mosse da alcuni giornali di conflitto di interesse per alcuni membri dell’esecutivo, il governo assicura «trasparenza» nelle sue azioni. Attenti a parlare di conflitto di interessi - ha detto Monti - rispetto al quale saremo trasparenti. Chi nella società civile ha avuto delle competenze ed ha fatto la scelta di entrare nel governo, non lo ha fatto per trascinare le esperienze passate".

Bene, ma il premier passi dalle parole ai fatti: dia seguito all'invito lanciato da Agorà Digitale e numerose altre associazioni affinché siano pubblicati da subito su Internet i dati patrimoniali e reddituali e la mappa degli interessi finanziari e dei rapporti professionali di tutti i ministri del governo, rendendoli consultabili e fruibili a tutti i cittadini.

Non c'è bisogno di attendere una legge: i membri del nuovo governo possono immediatamente pubblicare questi dati su base volontaria.

Contro i privilegi e i conflitti di interessi: operazione trasparenza totale.

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martedì, novembre 22, 2011

Segnalazioni: a "Prima di tutto" su Rairadiouno si parla di file-sharing

Per chi fosse solito alzarsi presto, domani 23 novembre, alle 6:15 (!!!) interverrò su rairadiouno durante la trasmissione "Prima di tutto" per rispondere a qualche domanda su file-sharing e copyright.

Poi tutti a fare colazione :-)

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lunedì, settembre 26, 2011

Agorà Digitale 1 - Regione Basilicata 0

La felicità è immensa per il positivo esito del ricorso incardinato dinanzi al Tar Basilicata da Agorà Digitale nei confronti della Regione per omesso adempimento degli obblighi concernenti l'adozione di almeno una casella di posta elettronica certificata.

Una felicità non soltanto per il merito della vicenda, ma soprattutto per l'esplicito riconoscimento di Agorà Digitale come associazione dotata di legittimazione attiva in quanto portatrice di interessi giuridicamente rilevanti di una classe determinata ed omogenea di “utenti e consumatori”, quelli digitali.

Si legge, infatti, nella sentenza "Alla luce delle coordinate sopra tracciate, il Collegio ritiene, invece, sussistente la legittimazione ad agire in capo all’Associazione Agorà digitale, poiché la stessa non ha un fine politico generale, ma assume, come specifico scopo statutario quello di “difendere le libertà digitali…e di sviluppare una comunicazione in rete che sappia coinvolgere ed informare”. Tale associazione, quindi, in quanto rappresentativa proprio dello specifico interesse asseritamente leso dalla Regione con la mancata attuazione delle disposizioni del codice dell’amministrazione digitale è legittimata ad agire".

Un grazie naturalmente all'amico e collega Ernesto Belisario che ha patrocinato l'Associazione in giudizio.


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mercoledì, agosto 24, 2011

L'attivismo digitale produce buoni frutti, ma ha bisogno di risorse: tu che fai?

Quando oggi pomeriggio ho pubblicato un post dedicato alla nuova legge sul prezzo dei libri che, dal primo settembre, impedirà agli store online di praticare in Italia la scontistica ritenuta più giusta (come un libero mercato vorrebbe) e li vincolerà a massimali di Stato (non più del 15% di sconto sul prezzo di copertina, salvo poche eccezioni), ho ricevuto tanti messaggi in privato che chiedevano di replicare la mobilitazione contro la delibera AGCOM, culminata nella Notte della Rete.Inserisci link
Ho pensato che fosse giusto rispondere pubblicamente, con una riflessione più ampia.

La delibera AGCOM e la legge sul prezzo dei libri sono due vicende emblematiche.

Nel primo caso, Agorà Digitale, AltroConsumo, ADICONSUM, ASSOPROVIDER con l'assistenza legale dell'amico Fulvio Sarzana si sono mobilitate, hanno investito tempo e risorse, riuscendo così a rompere il muro di indifferenza dei media tradizionali, a coinvolgere un numero elevato di interlocutori istituzionali, ad ottenere lo stralcio delle parti più pericolose del provvedimento.

Nel secondo caso, le lobby si sono mosse indisturbate, hanno potuto tessere la loro tela in silenzio, senza che nessuno si opponesse ad una legge sciagurata: risultato? Fra qualche giorno tutti noi pagheremo di più i libri online.

Qualcuno dirà: perchè non vi siete occupati anche di questo?

Facile: non avevamo le risorse economiche per farlo.

Non basta la buona volontà, non basta l'impegno (ai limite del commovente) di pochi, non basta il volontariato.

Non basta quando i tuoi avversari hanno budget cospicui da poter spendere per sostenere le proprie iniziative.

Abbiamo bisogno anche noi delle stesse risorse e potremmo averle, badate bene, se tutti quelli che della Rete hanno fatto componente attiva della propria esistenza fossero disposti a donare 1, 5 o 10 euro.

L'obiettivo ambizioso che come Agorà Digitale ci stiamo ponendo per l'immediato futuro è quello di avere risorse adeguate per poter tutelare in modo compiuto i diritti digitali in Italia.

Sono fermamente convinto che ce la faremo.

L'attivismo digitale è in grado di produrre buoni frutti, lo abbiamo dimostrato. La sua assenza produce solo frutti avvelenati.

Il nostro tempo è ora: tu che fai?


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domenica, giugno 26, 2011

E adesso facciamo qualcosa che serva

Riporto integralmente un post pubblicato ieri da Luca Nicotra in merito alla vicenda (con cui ormai sto monopolizzando il blog, chiedo venia) della delibera AGCOM in materia di diritto d'autore.

Mi sento in perfetta sintonia con quanto scritto da Luca: vi invito a leggere e a chiedervi se non è il caso di "fare qualcosa che serva" (cit. Afterhours, "Il paese è reale")

"Ho pensato inizialmente di scrivere questo messaggio solo alla cerchia di alcuni conoscenti da mobilitare. Mandare una mail collettiva per raccontar loro questa storia incredibile di potere a cui ho assistito incontrando il Presidente dell'Autorità per le Garanzie delle Comunicazioni, Corrado Calabrò. Ho avuto un intero viaggio in treno Roma-Pisa per pensarci. Alla fine mi sono deciso leggendo i post degli amici avvocati Fulvio Sarzana e Marco Scialdone, che impressionati come e piu' di me dall'incontro, chiamano alla mobilitazione, e lo fanno pero' raccontando un bollettino di una sconfitta.
Non è così. Dobbiamo dirlo altrimenti non si capisce perche' stiamo urlando ai bari. Non c'era nessuna partita. L'intera Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni è un enorme imbroglio, un gioco di prestigio del potere. E non credo di fare l'eroe nel raccontarvelo. Sono un semplice cittadino che decide che è arrivato il giorno di rischiare seriamente di prendersi una querela per raccontare davvero cio' che ha visto.

Ho visto (ed è diverso da sentirselo dire) che chi dovrebbe vigilare sull'informazione, il cibo che ci e vi permette di pensare o di non pensare, è un ologramma proiettato da qualcun'altro. E c'entrano poco, Enzo Mazza e l'Industria dell'Intrattenimento (i colossi del cinema e della musica) con cui ce la siamo presa fino ad ora. Poveri noi e scusa Enzo, non avevamo capito niente, non avevamo capito che la partita era ben più grande, di un livello che tocca invece quell'enorme conflitto di interesse del nostro Presidente del Consiglio e proprietario di Mediaset e tutti i suoi (ex?)dipendenti all'interno del Ministero dello Sviluppo Economico e nell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. O cominciamo a dire che è questa la partita o non ci capirete, non capirete perchè ci agitiamo e sbraitiamo.

E non capendo non ci telefonerete e scriverete per darci una mano. Chi è di voi giornalista non ne parlerà infuriato, e anzi vi chiederete se è giusto dare cosi' tanto spazio ad un gruppo di mitomani. Non verranno decine di attivisti o di esperti nella sede di Agorà Digitale ad aiutarci. Mentre abbiamo dannatamente bisogno di voi, e del vostro sostegno. Abbiamo bisogno che ci andiate alla pagina www.agoradigitale.org/nocensura e lasciate i due euro che date ogni giorno a quel passante bisognoso ma non ad una battaglia cruciale per la democrazia come questa.

Nei giorni precedenti all'incontro di Calabrò con gli altri amici dell'iniziativa www.sitononraggiungibile.it avevamo molti dubbi sull'atteggiamento da tenere con il Presidente dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, che finalmente si era deciso a riceverci. Marco Pierani di Altroconsumo suggeriva di provare a stimolare il giurista che era in lui, facendogli capire che sarebbe stato ricordato nella storia come l'autore di un mostro "giuridico" e "civile" nell'occidente. Fulvio Sarzana ragionava sul fatto che sarebbe comunque stato possibile ottenere qualche concessione, e quindi di insistere sulle nostre argomentazioni. Solo Marco Scialdone, mi dava corda, cominciava a capire che c'era qualcosa di diverso da tentare, che forse era ora di iniziare una mobilitazione, che forse ci stavano prendendo in giro.

Il fatto è che nessuno di noi era pronto a cio' che ci si è presentato di fronte.


Calabrò non si era preparato un discorso o una parte da recitare. Non ha provato a contrapporre argomentazioni alle nostre, che ignari, siamo subito partiti, ordinati come scolaretti, a spiegare pacatamente le nostre posizioni e le nostre critiche.

Calabrò ha deciso di mettere in scena il potere che non deve giustificarsi, che può dire beffardamente, quasi ingenuamente "Speriamo di no" mentre gli spieghiamo l'inferno di decine di migliaia di richieste di rimozione di contenuti da cui saranno sommersi. Sarà il far west, con un approssimazione totale nella decisione di rimuovere o chiudere siti web, e decine, centinaia forse migliaia di contentuti innocenti e abusi del sistema. È questa l'ovvio risultato della censura. È questo il motivo per cui non è MAI accettabile in democrazia.

"Speriamo di no" non è dialogo. È la frase che può dire un pezzo di potere perchè sa che non c'e' scelta, non c'e' dibattito, la decisione di far passare il regolamento è già avvenuta altrove e il massimo che può fare è sperare di non essere travolto.

Chissà com'eravamo buffi agli occhi di Calabrò quando gli abbiamo chiesto conto del fatto che senza preavviso aveva rimosso Nicola D'Angelo, l'unico commissario che aveva promesso una lotta fino all'ultimo per evitare un sistema di censura cosi' pervasivo. Eravamo buffi e gli abbiamo ispirato una sorta di barzelletta: "Mi avevano informato " - ci ha detto sorridendo - "che D'Angelo voleva dimettersi. E allora l'ho dimesso io, il giorno prima". Cosa potevamo rispondere noi di fronte a questo?

Quando ci ha detto che le nostre preoccupazioni erano infondate, che l'Autorità vuole solo rimuovere singoli contenuti anche all'estero e non oscurare interi siti web, abbiamo provato a dirgli che non è possibile, se non con un controllo totale del contenuto del traffico in rete, e quindi dell'attività di ogni cittadino. Gli abbiamo anche detto dei costi ingenti, che porteranno alla chiusura di molte imprese e lui ha risposto, mentendo: "Strano, nessuno ci aveva parlato di costi fino ad ora. Ci avevano detto che prima non era possibile e che ora è possibile.". "Strano", ci ha detto. "Strano". Il Presidente dell'Autorità ci ha detto "strano" di fronte a quello che a noi invece pare un folle incubo.

È stato inutile ovviamente provare a parlare di dati di studi indipendenti. Non sa nemmeno cosa voglia dire il concetto di indipendenza, l'Autorità Dipedente che ci ha risposto "a noi invece l'industria ha detto che ad essere penalizzati sono i giovani".

Ovviamente non ha risposto a nessuna delle preoccupazioni giuridiche esposte dai bravi avvocati presenti. Come se non gli interessasse che l'Autorità di cui è Presidente sta per violare le leggi con il suo regolamento. Non gli interessa probabilmente perchè il potere ha mille risorse e se il TAR a cui ricorreremo boccerà il regolameno, probabilmente interverrà il Governo a riproporre lo stesso regolamento in forma di decreto legge, mettendoci una pezza.

"L'Italia sarà un esperimento, noi saremo un esperimento. Possiamo fermarci?" ha chiuso Calabrò, e senza motivazione, e anzi contraddicendo quanto aveva appena detto circa la complessità della materia si è risposto "No, dobbiamo chiudere subito, dobbiamo chiudere entro l'estate".

È sceso il silenzio mentre poi tutti abbiamo cominciato a lasciare la sala riunioni. Impietriti ci guardavamo e allo stesso tempo ragionavamo sul baratro potenzialmente senza fondo, in cui sta per buttarci l'Autorità.

E ci chiedevamo perche'?

Chi è che cosa può portare un'Autorità a rischiare a mettere in gioco se stessa e quindi anche le poltrone di tutti quelli che ci stanno all'interno? Perchè rischiano cosi' tanto, perche' stanno accellerando, in una corsa folle e senza freni? Perchè qualcosa che era previsto per l'autunno verrà approvato tra pochi giorni, il 6 luglio? Perche'?

E la risposta è semplice, e la sanno tutti dentro l'autorità. La sanno i funzionari e gli altri dirigenti che in gran parte tifano per noi e non ce la fanno piu' a sopportare questo schifo. Si teme che presto l'aria politica fuori e dentro Agcom non sarà cosi' favorevole. Forse non ci sarà la stessa protezione dei grandi soggetti dominanti il mercato dei media e non sarà cosi' facile spianare la strada ai progetti di conquista che il sistema mainstream ha sull'informazione online. E allora bisogna fare in fretta, raccogliere tutto il possibile in tempi brevi.

E allora che importa se ci avevano assicurato che ci sarebbe stato un nuovo incontro con tutti i soggetti interessati per discutere i risultati della consultazione pubblica? Che importa se ci avevano rassicurato che il regolamento, nella sua forma definitiva sarebbe anch'esso entrato nuovamente in consultazione permettendo un ampio dibattito? Che importa mentire e mentire pubblicamente? Che importa? Hanno tagliato tutto perche' hanno una fretta terribile. Se mamma televisione impone che il Web italiano debba essere forgiato in questo modo, Agcom e Calabrò obbediscono.

Ci ha detto un funzionario: "Ma è possibile che qui sotto vengano a protestare per ogni stronzata e ora, che stanno per portare una censura infernale in Italia non c'e' un cane che venga a dire qualcosa?".

Mentre il Web si sta mostrando in tutta la sua magnficenza, in tutta la sua capacità di mobilitazione, in tutto il suo potenziale di sviluppo per la società, dobbiamo tentare di raccontare all'Italia l'incubo in cui stiamo per finire. Dobbiamo riuscire a mettervi un tarlo nella testa. A voi che avete usato la rete per far passare contro ogni probabilità i referendum, voi che leggete questo post.

Continuo a postare questo dannato indirizzo www.agoradigitale.org/nocensura con la speranza che vi venga questo dubbio, continuo ad invitarvi a scrivermi (nicotra (at) agoradigitale.org), a venire a darci una mano, a scriverne sui giornali online e offline, a darci la forza economica di giocare una partita in cui per ora non ci hanno neppure permesso di scendere in campo.

Che dite, ci aiutate a fare qualcosa di buono?"

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sabato, maggio 14, 2011

La rimozione selettiva di Nicola D'Angelo

E' fatto notorio che la delibera Agcom 668/2010 sul diritto d'autore nelle reti di comunicazione elettronica, attualmente in fase di adozione, preveda la rimozione selettiva da un sito del materiale che il titolare dei diritti individui come utilizzato in violazione delle proprie prerogative.

Quello che, invece, non era noto è che il procedimento di rimozione selettiva operasse anche nei confronti dei Commissari AGCOM che avessero "osato" esprimere perplessità sul contenuto della delibera.

Un'intervista all'ormai ex relatore del provvedimento, Nicola D'Angelo, ci spiega come è avvenuta la sua defenestrazione e quali fossero le ragioni alla base della "sostituzione".

Un passaggio mi pare decisivo, anche perchè riprende una delle argomentazione che io, Fulvio Sarzana, Marco Pierani e gli amici di Agorà Digitale abbiamo speso nel corso dell'audizione in AGCOM.

Quali erano i suoi dubbi sul testo del copyright?
Sicuramente la chiusura per via amministrativa dei siti. A un'autorità come l'Agcom può sì spettare la vigilanza ma non la regolazione, che invece dovrebbe riferirsi sempre alla giustizia ordinaria. Altrimenti dove sono le garanzie delle parti, dov'è il contraddittorio?

Viviamo tempi folli e chiunque dica cose di buonsenso è considerato pazzo e viene rimosso.

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