Agcom e diritto d'autore: abbiamo vinto!
Cito testualmente dalla relazione (pag. 24): "L’intesa era però che il Governo avrebbe adottato una norma di interpretazione autentica che rendesse leggibili per tutti le norme primarie che inquadrano la nostra competenza. E’ vero che una tale norma non è indispensabile, ma sarebbe certamente utile in una materia, qual è quella in questione, nella quale, per la sua sensibilità, è auspicabile la massima chiarezza. Finché il Governo non adotterà questa norma, noi – almeno in questa Consiliatura – non ci sentiremo tenuti alla deliberazione del regolamento, pur così equilibrato, che abbiamo predisposto e messo a punto con ampia consultazione".
E' una vittoria storica per tutte le associazioni, in primis
Agorà Digitale, che in questi mesi hanno continuato a ripetere, ostinatamente e con fermezza, che AGCOM era sprovvista della necessaria copertura normativa per un intervento così vasto in materia di diritto d'autore online.
Tuttavia, non si tratta di un punto di arrivo, ma di partenza: è tempo di mettere all'angolo gli estremisti del copyright e costruire un ecosistema digitale in grado di tutelare davvero gli autori senza utilizzarne i relativi diritti come abile scusa per nuove e più subdole forme di censura.
Etichette: agcom, censura, diritto d'autore, regolamento
Rassegne stampa online: per renderle lecite, l’Italia segua la via francese.

Negli ultimi giorni
si è (ri)acceso in Rete il dibattito inerente
la liceità delle rassegna stampa che numerose amministrazioni pubbliche, per il tramite dei propri siti istituzionali, mettono a disposizione dei cittadini, i quali si trovano così nella condizione di leggere del tutto gratuitamente articoli di attualità tratti dai principali quotidiani o periodici.
Con lettera del 16 marzo u.s., la FIEG ha intimato alle predette amministrazioni di porre termine al servizio o, in alternativa, di acquisire apposita licenza.
Siamo di fronte all’ennesima frizione tra la regolamentazione vigente in materia di diritto d’autore e i comportamenti abilitati dalle nuove tecnologie che consentono una riproducibilità pressocchè immediata di qualsivoglia contenuto, con altrettanto immediata possibilità di condivisione.
(continua su Libertiamo)Etichette: censura, diritto d'autore, online, rassegna, stampa
Un'AGCOM troppo potente sarebbe pericolosa per la libertà della Rete

La tormentata storia tra l’Agcom e il diritto d’autore online sembra non conoscere tregua.
L’ultimo colpo di scena è arrivato ieri, quando, sul sito de La Stampa, è comparso il testo di una norma di matrice governativa che consegnerebbe all’Autorità pieni poteri di intervento.
Ma facciamo un passo indietro. Da circa un anno a questa parte l’Autorità ha intrapreso un percorso finalizzato all’adozione di un regolamento con il quale disciplinare i propri poteri in materia di diritto d’autore nelle reti di comunicazione elettronica.
(
continua su Libertiamo)
Etichette: agcom, censura, diritto d'autore, internet, libertà, libertiamo
Segnalazioni: "La riforma del diritto d’autore ed il rilancio del mercato degli audiovisivi
Domani interverrò per Agorà Digitale alla Roundtable I-Com “La riforma del diritto d’autore ed il rilancio del mercato degli audiovisivi digitali” che l’Istituto per la Competitività terrà a Roma dalle ore 17 alle ore 20 presso la sede di Via del Quirinale, 26.
Il dibattito aperto dalle relazioni iniziali di Marco GAMBARO, Professore di Scienze Economiche Aziendali e Statistiche Università di Milano, e Angelo ZACCONE TEODOSI, Presidente IsICult – Istituto italiano per l’Industria Culturale, prevederà gli interventi istituzionali di Antonio MARTUSCIELLO, Commissario Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, Renzo LUSETTI, Membro Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni Camera dei Deputati, Antonio PALMIERI, Membro Commissione Cultura, Scienza e Istruzione Camera dei Deputati e Roberto ZACCARIA, Vicepresidente Commissione Affari Costituzionali Camera dei Deputati.
Etichette: acta, agcom, agorà digitale, censura, diritto d'autore, sopa
L'internet che vorrebbero in nome del copyright
Qualche settimana fa Open Rights Group ha pubblicato la proposta di un codice di condotta che i titolari dei diritti d'autore stanno discutendo con i principali motori di ricerca inglesi od operanti in Inghilterra.
La lettura del documento si rivela particolarmente interessante per comprendere come potrebbe cambiare il web (e non solo il web) qualora gli estremisti del copyright dovessero prevalere.
Si ipotizza un'ingerenza non soltanto nei risultati delle ricerche che dovrebbero premiare i siti "certificati" rispetto agli altri, ma anche la completa "sparizione" dai risultati dei siti "pirata".
Si chiede, inoltre, ai motori di ricerca di assicurare che non sosterranno siti illegali consentendo loro di accedere a circuiti pubblicitari, impedendo finanche l'uso di "parole associate con la pirateria" (sic!) ("ensure that they do not support illegal sites by advertising them or placing advertising on them, or profit from infringement by selling key words associated with piracy or selling mobile applications which facilitate infringement").
Seguendo queste linee guida un sito realizzato da fan di una band musicale (che inevitabilmente conterrà materiale "pirata", anche se inoffensivo commercialmente) dovrebbe risultare quasi irraggiungibile attraverso i più comuni motori di ricerca e non dovrebbe poter accedere ad un servizio come "adwords" di google per farsi conoscere.
Ma la parte più inquietante del documento è quella relativa alle apps su android.
Si chiede a Google, in considerazione del suo interesse economico diretto, di:
1. visionare effettivamente ogni applicazione per valutare se possa facilitare o incoraggiare violazioni del diritto d'autore o se, semplicemente, sia strutturata per farlo;
2. rimuovere dall'android market tutte le applicazioni che consentono di scaricare illegalmente contenuti anche via p2p;
3. impedire che applicazioni simili possano essere nuovamente caricate;
4. chiudere gli account degli sviluppatori che abbiano realizzato le applicazioni di cui sopra.
In sostanza la maggior parte della applicazioni, oggi presenti, che consentono di scambiarsi contenuti e di comunicare dovrebbero essere rimosse, posto che nelle comunicazioni tra pari è inevitabile che ci si possa scambiare anche contenuti protetti dal diritto d'autore.
Questa è l'Internet che i titolari dei diritti vorrebbero in nome del copyright: vanno fermati, soprattutto nel loro interesse.
Etichette: android, caso google, censura, copyright, motori di ricerca, open rights group
L’emendamento “stargate” (ovvero, a proposito dell’emendamento “Fava” sulla responsabilità dell’hosting provider)

Gli appassionati di fantascienza ricorderanno un film del 1994, “Stargate”, nel quale un’antica porta, riattivata dopo secoli, metteva in collegamento la terra con un pianeta alieno.
Leggendo l’emendamento proposto dall’On. Fava (Lega Nord) alla legge comunitaria 2011, in questi giorni in discussione, e approvato in XIV Commissione, Camera dei Deputati, ho avuto l’impressione che nel nostro parlamento si sia aperto per qualche minuto uno “stargate” che ha risucchiato i nostri parlamentari indietro nel tempo, spingendoli in un universo parallelo.
(continua su Medialaws)
Etichette: censura, diritto d'autore, emendamento, fava, hosting provider
Sei pronto a difendere il tuo diritto all'informazione? Campagna adesioni Agorà Digitale 2012


Sono state settimane intense quelle appena trascorse. Grazie all'impegno e alla passione di tanti amici ed amiche che hanno deciso di dedicare una parte del proprio tempo ad
Agorà Digitale, da qualche ora è online la
campagna di adesioni per il 2012.
La campagna è stata realizzata da
Federico Ruberti di Ideas in the Making e vede come protagonisti due volti noti dello spettacolo e del giornalismo che hanno accettato, a titolo gratuito (ci tengo a sottolinearlo), di diventare testimonial dell'Associazione: il premio nobel, Dario Fo, e la giornalista di Servizio Pubblico, Giulia Innocenzi.
Il 2011 è stato un anno ricco di impegni e soddisfazioni: dalla mobilitazione contro il regolamento-censura Agcom sul diritto d’autore, alle battaglie per la trasparenza e i dati aperti, alla storica vittoria della prima class action per i diritti digitali dei cittadini.
Il 2012 ci aspetta con le nuove sfide: per vincerle abbiamo bisogno del vostro sostegno.
Se avete imparato ad apprezzare il diritto di informare ed informarsi tramite Internet, allora vi sembrerà cosa buona impegnarvi per difenderlo.
Sostenete Agorà Digitale.
Etichette: 2012, adesioni, agorà digitale, campagna, censura, dario fo, giulia innocenzi, informazione, internet, libertà
Segnalazioni: Convegno: libertà digitali, open source, open government & open data, Roma, 15 dicembre 2011

Settimana di convegni.
La mia relazione avrà per tema "Diritto d’autore online e libertà digitali: la responsabilità dell’Internet Service Provider alla luce della recente giurisprudenza di merito".
In particolare, proverò ad analizzare le sentenze gemelle RTI vs Yahoo e RTI vs IOL, e le ordinanze del Tribunale di Roma sui casi Yahoo e Rojadirecta.
In linea con il titolo del convegno, dopo l'evento pubblicherò sul blog la presentazione e un file con la raccolta dei provvedimenti citati (ed altri sullo stesso tema).
Se ci sarà tempo, non potrà mancare un riferimento ad Agcom, sempre nei miei pensieri :-)
Etichette: agcom, anf, censura, convegno, copyright, hosting provider, responsabilità
Mandateci la guardia svizzera! (su copyright e pirateria)
"Internet ha radicalmente cambiato il modo in cui consumiamo musica, film e giochi per computer. Non sembra, tuttavia, che ciò influisca negativamente sull'attività culturale. Inoltre, il quadro giuridico attuale consente di contrastare le utilizzazioni illecite di opere in maniera adeguata, rendendo infondato un intervento legislativo".
Ecco, ci risiamo. L'ennesimo comunicato del Partito Pirata.
Come si legge nel testo, "il Consiglio degli Stati del 19 marzo 2010 chiedeva al Consiglio federale di esaminare l'opportunità di adottare misure contro le violazioni del diritto d'autore. I produttori del settore si erano in precedenza lamentati di una contrazione delle entrate. Il Consiglio degli Stati ha voluto assicurarsi che questa evoluzione non fosse sintomo di una crisi imminente della scena culturale svizzera".
Di fronte ad una simile domanda il Consiglio Federale cosa ha fatto? Proprio quello che è stato chiesto da molte associazioni, tra cui
Agorà Digitale, nel corso delle audizioni in AGCOM sullo schema di regolamento in materia di diritto d'autore online: ha commissionato uno studio indipendente.
Risultato? E' venuto fuori che "in Svizzera fino a un terzo delle persone sopra i 15 anni scarica gratuitamente musica, film e giochi. Pare inoltre che, nonostante il grande interesse dei media e le numerose campagne di sensibilizzazione, la maggioranza degli utenti di Internet continui a non distinguere le operazioni lecite e illecite". E però, "la quota percentuale di reddito disponibile destinato ai consumi in questo ambito resta costante. Tuttavia, si osserva uno spostamento nel modo in cui questa cifra viene impiegata. Il denaro risparmiato utilizzando le borse di scambio viene rispeso comunque nel settore dell’intrattenimento, ma invece di acquistare supporti audio e video, i consumatori investono la parte risparmiata in concerti, visite al cinema e prodotti di merchandising."
Conclusione? "Visto lo spostamento delineato, i timori che questi sviluppi possano influire negativamente sull'attività culturale nazionale sono infondati. Il Consiglio federale non ritiene pertanto necessario un intervento legislativo".
Insomma il messaggio è chiaro: se prima di deliberare, si decide di conoscere, si finisce per scoprire che non c'è alcun bisogno di deliberare.
In AGCOM saranno così coraggiosi e spavaldi da decidere di volere conoscere per (e prima di) deliberare?

Etichette: agcom, censura, copyright, pirateria, svizzera
Sabam c. Scarlet: a futura memoria.
Ha fatto il giro della
Rete e dei
nostri quotidiani la
sentenza con cui la Corte di Giustizia UE ha stabilito che la legislazione dell'Unione vieta al giudice di uno Stato Membro di ordinare a un fornitore di accesso a Internet di predisporre un sistema di filtraggio generalizzato per tutti i propri utenti e senza alcun limite temporale al fine di evitare gli scaricamenti illegali di file protetti dal diritto d'autore.
Ciò determinerebbe, infatti, un insanabile contrasto, tra le altre cose, con l'articolo 15 della direttiva 2000/31 che esclude che una legislazione nazionale possa imporre ad un ISP un obbligo generale di sorveglianza sulle condotte degli utenti.
Al di là della portata "storica" o meno della sentenza (su questo rinvio ai tanti commenti che si sono succeduti nelle ore immediatamente successive alla sua diffusione - tra quelli che ho avuto modo di leggere,
Sarzana,
Micozzi,
Scorza,
Minotti) c'è un passaggio che non ho potuto fare a meno di apprezzare (anche perchè sottolinea una relazione/contrapposizione di recente negata da
autorevole dottrina), segnatamente questo:
"Secondly, that injunction could potentially undermine freedom of information since that system might not distinguish adequately between unlawful content and lawful content, with the result that its introduction could lead to the blocking of lawful communications. Indeed, it is not contested that the reply to the question whether a transmission is lawful also depends on the application of statutory exceptions to copyright which vary from one Member State to another. Moreover, in some Member States certain works fall within the public domain or can be posted online free of charge by the authors concerned. Consequently, it must be held that, in adopting the injunction requiring the ISP to install the contested filtering system, the national court concerned would not be respecting the requirement that a fair balance be struck between the right to intellectual property, on the one hand, and the freedom to conduct business, the right to protection of personal data and the freedom to receive or impart information, on the other".
La Corte ricorda che esiste una potenziale contrapposizione tra copyright e libertà di espressione che necessita di un appropriato e sapiente bilanciamento per evitare che la tutela del diritto d'autore si riveli novello strumento di censura.
A futura memoria.
Etichette: censura, copyright, diritto d'autore, freedom of expression, libertà di espressione, sabam, scarlet, sentenza
Copyright vs. Freedom of expression (Università Bocconi, 24 novembre 2011)
Ho caricato sul mio account di slideshare la presentazione utilizzata oggi nel corso della lezione tenuta presso la Bocconi di Milano. E' stata davvero una bella esperienza di cui non posso che rendere merito al Prof. Oreste Pollicino, cui va il mio più sentito ringraziamento.
Etichette: agcom, bocconi, censura, copyright, diritto d'autore
Segnalazione: Copyright vs. Freedom of expression, Università Bocconi, Milano 24 Novembre 2011

Grazie all'invito del
Prof. Oreste Pollicino, giovedì prossimo, 24 novembre, avrò l'onore e il piacere di tenere una lezione alla Bocconi sul tema
copyright vs. freedom of expression.
Ovviamente, ampio spazio sarà dedicato alla vicenda AGCOM e alle recenti critiche della Commissione Europea.
Se siete da quelle parti e vi va di passare siete graditi ospiti ;-)
Dove: Università Bocconi, Milano, via Sarfatti 25, aula 3.
Quando: giovedì 24 novembre 2011, ore 14:30
Etichette: agcom, bocconi, censura, copyright, diritto d'autore, expression, freedom, segnalazioni, speech
Il regolamento AGCOM sul diritto d'autore? Da riscrivere. Firmato la Commissione UE

Grazie all'amico
Fulvio Sarzana tutti abbiamo potuto leggere le osservazioni avanzate dalla Commissione UE sullo schema di regolamento AGCOM in materia di diritto d'autore online di cui alla delibera 398/2011/CONS.
Nonostante condivida molte delle preoccupazioni espresse da Fulvio, il mio primo pensiero è andato alle sonore bacchettate (come i severi maestri di altri tempi) inferte dalla Commissione alla nostra Autorità garante.
Non c'è una singola disposizione per la quale non vengano richiesti chiarimenti ("La Commissione rileva che il progetto di regolamento italiano usa definizioni diverse, tra cui “Gestore del sito”, “media audiovisivi o fornitore di servizi radiofonici “, “prestatore di servizi”, e “Fornitori di servizi”. Le autorità italiane sono invitate a chiarire chi sarà il soggetto colpito dalla notifica e dalla procedura di rimozione: “i gestori del sito web e dei media audiovisivi o fornitori di servizi radio solo o i fornitori di servizi in generale?") o per la quale non si suggeriscano correttivi ("Il periodo di tempo di 48 ore (nemmeno 2 giorni lavorativi) per rendere dichiarazioni scritte di difesa di cui all’art. 9 (4) sembra essere troppo breve. In vista di un effettivo diritto di difesa, sarebbe opportuno che il gestore del sito / fornitore di servizi di media audiovisivi abbia altre occasioni per fornire informazioni e argomenti prima che la procedura si concluda").
Molti dei chiarimenti richiesti (e lo dico non senza orgoglio) sono in linea con le osservazioni contenute nel
documento di risposta alla consultazione pubblica presentato da
Agorà Digitale e dalle altre associazioni che compongono la coalizione di
sitononraggiungibile.itQuasi imbarazzante è la conclusione in cui la Commissione imputa all'AGCOM la volontà di introdurre nuove eccezioni e limitazioni nella normativa nazionale.
In effetti, sono mesi che andiamo ripetendo che l'Autorità Garante sta operando al di fuori dalla legalità, invitandola a tornare sui suoi passi. Adesso abbiamo un'autorevole conferma.
L'Autorità è ancora in tempo per fermarsi: glielo abbiamo chiesto, continuiamo a chiederlo.
Adesso, però, c'è un elemento di novità: se i chiarimenti chiesti dalla Commissione dovessero comportare la modifica, fosse anche di una sola virgola, del testo ad oggi conosciuto, l'Autorità non potrà esimersi dal porlo nuovamente in consultazione.
Su questo vigileremo.
Nel frattempo, vista la sonora bocciatura, se l'AGCOM volesse prendere ripetizioni di diritto e di buon senso, noi siamo sempre disposti a dargliele.
Etichette: agcom, censura, commissione, commissione europea, copyright, diritto d'autore
Possiamo tornare a discutere di Moncler
Come si ricorderà, oltre 5oo siti erano stati "sequestrati" mediante ordine di inibizione rivolto nei confronti dei provider perchè accusati di vendere prodotti contraffatti del celebre marchio di abbigliamento.
Peccato che molti di questi siti non avessero nulla a che fare con la contraffazione o la vendita, ma fossero blog o forum di discussione.
Come si legge nel provvedimento del tribunale del riesame: "il provvedimento impugnato tende effettivamente a connotarsi per esorbitanza rispetto alla concreta acquisizione di elementi fattuali che consentano di evidenziare, chiaramente, acclarate condotte di contraffazione di capi con marchi moncler..."
Etichette: censura, dissequestro, inibizione, marchio, moncler, riesame, tribunale
Wikipedia va salvata

Da ieri, 4 ottobre 2011,
il sito italiano di Wikipedia è inutilizzabile. La più grande enciclopedia libera e gratuita che la storia dell'umanità abbia mai conosciuto, il più grande esperimento di conoscenza collettiva della Rete si è autosospeso per protesta nei confronti della disposizione contenuta nel ddl intercettazioni (in discussione alla Camera dei deputati) che, con un lessico pressapochista e giuridicamente becero, estende a tutti i siti informatici l'obbligo di rettifica attualmente previsto per la carta stampata.
Nei giorni scorsi
avevo provato ad esporre le ragioni che avrebbero potuto condurre a ridimensionare sensibilmente la portata censoria della norma c.d. Ammazza-blog, premettendo, tuttavia, che la stessa era scritta male e si prestava ad utilizzazioni strumentali. La presa di posizione di Wikipedia obbliga ad un'ulteriore riflessione.
(
continua su "Il Futurista")
Etichette: censored, censorship, censura, ddl intercettazioni, freedom, speech, wikipedia
Blog e obbligo di rettifica: 7 emendamenti per dimostrare che meritiamo norme migliori
Etichette: blog, censura, ddl intercettazioni, rettifica
Ammazza-blog? Io la penso diversamente

Si è riaccesa negli ultimi giorni la polemica sulla c.d. norma ammazza-blog contenuta nel ddl intercettazioni all’esame della Camera dei Deputati.
Si tratta di una disposizione tesa ad ampliare la portata del diritto di rettifica di cui all’articolo 8 della legge 47/1948 (c.d Legge sulla stampa) fino a ricomprendervi (secondo la lettura datane da molti commentatori) indistintamente tutti i siti informatici.
Quest’ultimi, entro quarantotto ore dalla richiesta, sarebbero tenuti a pubblicare le dichiarazioni dei soggetti ai quali siano stati attribuiti atti, pensieri o affermazioni da essi ritenuti lesivi della loro dignità o contrari a verità, purché le dichiarazioni o le rettifiche non abbiano contenuto suscettibile di incriminazione penale.
Una doverosa premessa: la norma è scritta male e già solo per questo andrebbe eliminata o profondamente emendata.
(
continua su "Il Futurista")
Etichette: ammazza-blog, censura, ddl intercettazioni, rettifica
La risposta di sitononraggiungibile.it alla nuova consultazione AGCOM
Qui potete leggere le nostre osservazioni e le nostre proposte di emendamento al regolamento (fermo restando che l'auspicio è quello di una moratoria sulla sua adozione).
Rimanete connessi ;-)
Etichette: agcom, censura, copyright, diritto d'autore, regolamento
Attivismo in rete
Segnalo due interessanti campagne partite oggi.
Agenda Digitale: si chiede alla classe politica l'adozione di un'agenda digitale per l'Italia coinvolgendo le rappresentanze economiche e sociali, i consumatori, le università.
Buona Rete a tutti.
Etichette: agcom, agenda, campagna, censura, digitale, libertà, non raggiungibile, sito
Save the date: Internet, ultimi giorni di libertà

Segnatevi la data. Sono gli ultimi giorni di libertà su Internet. Parola de
Il Fatto Quotidiano.
Mi dispiace solo che
Guido si sia lasciato prendere un pò troppo la mano nell'enfasi polemica. Tuttavia, stimandolo professionalmente ed umanamente, non ho dubbi sul fatto che, laddove, come credo, non cambierà nulla per chi quotidianamente vive le Rete, convincerà i tipi del Fatto ad uscire con il titolo "
Intenet, c'eravamo sbagliati".
Questo continuo richiamo alla Cina (che, forse, nasconde un desiderio recondito) lo trovo davvero fastidioso.
Il tempo sarà galantuomo.
Etichette: censura, ddl intercettazioni, internet, libertà