venerdì, dicembre 02, 2011

Mandateci la guardia svizzera! (su copyright e pirateria)

"Internet ha radicalmente cambiato il modo in cui consumiamo musica, film e giochi per computer. Non sembra, tuttavia, che ciò influisca negativamente sull'attività culturale. Inoltre, il quadro giuridico attuale consente di contrastare le utilizzazioni illecite di opere in maniera adeguata, rendendo infondato un intervento legislativo".

Ecco, ci risiamo. L'ennesimo comunicato del Partito Pirata.

Ah no, scusate, è un comunicato stampa del Consiglio Federale Elvetico.

Come si legge nel testo, "il Consiglio degli Stati del 19 marzo 2010 chiedeva al Consiglio federale di esaminare l'opportunità di adottare misure contro le violazioni del diritto d'autore. I produttori del settore si erano in precedenza lamentati di una contrazione delle entrate. Il Consiglio degli Stati ha voluto assicurarsi che questa evoluzione non fosse sintomo di una crisi imminente della scena culturale svizzera".

Di fronte ad una simile domanda il Consiglio Federale cosa ha fatto? Proprio quello che è stato chiesto da molte associazioni, tra cui Agorà Digitale, nel corso delle audizioni in AGCOM sullo schema di regolamento in materia di diritto d'autore online: ha commissionato uno studio indipendente.

Risultato? E' venuto fuori che "in Svizzera fino a un terzo delle persone sopra i 15 anni scarica gratuitamente musica, film e giochi. Pare inoltre che, nonostante il grande interesse dei media e le numerose campagne di sensibilizzazione, la maggioranza degli utenti di Internet continui a non distinguere le operazioni lecite e illecite". E però, "la quota percentuale di reddito disponibile destinato ai consumi in questo ambito resta costante. Tuttavia, si osserva uno spostamento nel modo in cui questa cifra viene impiegata. Il denaro risparmiato utilizzando le borse di scambio viene rispeso comunque nel settore dell’intrattenimento, ma invece di acquistare supporti audio e video, i consumatori investono la parte risparmiata in concerti, visite al cinema e prodotti di merchandising."

Conclusione? "Visto lo spostamento delineato, i timori che questi sviluppi possano influire negativamente sull'attività culturale nazionale sono infondati. Il Consiglio federale non ritiene pertanto necessario un intervento legislativo".

Insomma il messaggio è chiaro: se prima di deliberare, si decide di conoscere, si finisce per scoprire che non c'è alcun bisogno di deliberare.

In AGCOM saranno così coraggiosi e spavaldi da decidere di volere conoscere per (e prima di) deliberare?

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giovedì, settembre 09, 2010

Logistep: ancora tu?

Qualcuno di sicuro ricorderà il caso Peppermint, la casa discografica che si era avvalsa di una società, la Logistep, per pedinare virtualmente centinaia di frequentatori delle reti p2p dediti allo scambio di materiale protetto dal diritto d'autore.

In Italia e in Svizzera una simile pratica era stata dichiarata illegittima dai rispettivi Garanti Privacy, nonchè da diversi tribunali.

Logistep, tuttavia, ha continuato nella sua "attività" e ieri è giunta una sentenza del Tribunale federale di Losanna secondo la quale gli indirizzi IP sono indubbiamente dati personali e sottostanno quindi alla legge ffederale sulla protezione dei dati.

L'equivalente della nostra Corte di Cassazione ha definito "illecita la pratica di alcune imprese private che acquisiscono segretamente indirizzi IP. Un siffatto modo di agire è privo di una valida giustificazione. La ditta Logistep SA non è più autorizzata a raccogliere e a comunicare dati, ossia deve sospendere immediatamente ogni elaborazione di dati nell'ambito dei diritti d'autore".

Non tutto è lecito nella lotta alla c.d. pirateria. Dovrebbe essere ormai chiaro.

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sabato, gennaio 09, 2010

E se fosse successo da noi (parte II)? Avrebbe dovuto accendere un mutuo...

Paolo Attivismo sul suo blog richiama la notizia della prima condanna in Svizzera per file sharing illegale (leggete l'intero post perchè è molto interessante).

La cosa che mi ha colpito è la tenuità della sanzione: veniva contestata la messa in condivisione di 270 film e oltre 4200 brani musicali. La pena? 400 franchi, circa 270 euro e 30 "aliquote" (sul blog di Paolo ho scoperto che trenta aliquote corrispondono a trenta giorni di guadagno dell'imputato, praticamente un mese di stipendio e che, comunque, sono state sospese con la condizionale).

Da noi le cose sarebbero andate parecchio diversamente. L'aspetto penale è irrisorio (la pena prevista dall'articolo 171, comma 1, lett. a-bis) L.d.A. è oblazionabile e pagando circa 1000 euro il reato si estingue) ma fastidioso.

Quello che determina la vera "mazzata" è la sanzione amministrativa prevista dall'articolo 174 bis L.d.A., pari al doppio del prezzo di mercato dell'opera e in misura comunque non inferiore a 103 euro. Quel che è peggio è che la sanzione amministrativa si applica per ogni violazione e per ogni esemplare abusivamente duplicato o riprodotto.

Facendo due conti nel caso svizzero la sanzione amministrativa sarebbe ammontata a 103*4470= 460.410 euro.

Roba che devi accendere un mutuo o venderti la casa... ne sa qualcosa il malcapitato della provincia di Isernia.



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