sabato, aprile 14, 2012

32 senatori chiedono a Monti chiarezza su norma governativa pro Agcom

Il 4 aprile u.s., 32 senatori hanno depositato un'interpellanza al Governo per sapere "quali siano le intenzioni del Governo in materia di diritto d'autore e quale contenuto abbia la proposta normativa in itinere, citata dal dottor Calabrò; quale sia la valutazione del Governo, per gli aspetti di propria competenza, in merito ai contenuti del Regolamento Agcom di cui all'allegato A della delibera 398/2011/CONS la cui adozione potrebbe avvenire a breve".

Era una proposta nata da questo blog e supportata da Agorà Digitale.

Sempre sul versante Agcom e regolamento in materia di diritto d'autore, Agorà Digitale si è rivolta direttamente alla Commissione Europea.

Staremo a vedere quali saranno gli sviluppi: nel frattempo un grazie di cuore a tutti i parlamentari che hanno sottoscritto l'interpellanza, a cominciare da Vincenzo Vita che pure avevo aspramente criticato per le posizioni assunte sulla vicenda SIAE ai tempi del decreto liberalizzazioni.

Etichette: , , , , ,

mercoledì, novembre 09, 2011

Il regolamento AGCOM sul diritto d'autore? Da riscrivere. Firmato la Commissione UE

Grazie all'amico Fulvio Sarzana tutti abbiamo potuto leggere le osservazioni avanzate dalla Commissione UE sullo schema di regolamento AGCOM in materia di diritto d'autore online di cui alla delibera 398/2011/CONS.

Nonostante condivida molte delle preoccupazioni espresse da Fulvio, il mio primo pensiero è andato alle sonore bacchettate (come i severi maestri di altri tempi) inferte dalla Commissione alla nostra Autorità garante.

Non c'è una singola disposizione per la quale non vengano richiesti chiarimenti ("La Commissione rileva che il progetto di regolamento italiano usa definizioni diverse, tra cui “Gestore del sito”, “media audiovisivi o fornitore di servizi radiofonici “, “prestatore di servizi”, e “Fornitori di servizi”. Le autorità italiane sono invitate a chiarire chi sarà il soggetto colpito dalla notifica e dalla procedura di rimozione: “i gestori del sito web e dei media audiovisivi o fornitori di servizi radio solo o i fornitori di servizi in generale?") o per la quale non si suggeriscano correttivi ("Il periodo di tempo di 48 ore (nemmeno 2 giorni lavorativi) per rendere dichiarazioni scritte di difesa di cui all’art. 9 (4) sembra essere troppo breve. In vista di un effettivo diritto di difesa, sarebbe opportuno che il gestore del sito / fornitore di servizi di media audiovisivi abbia altre occasioni per fornire informazioni e argomenti prima che la procedura si concluda").

Molti dei chiarimenti richiesti (e lo dico non senza orgoglio) sono in linea con le osservazioni contenute nel documento di risposta alla consultazione pubblica presentato da Agorà Digitale e dalle altre associazioni che compongono la coalizione di sitononraggiungibile.it

Quasi imbarazzante è la conclusione in cui la Commissione imputa all'AGCOM la volontà di introdurre nuove eccezioni e limitazioni nella normativa nazionale.

In effetti, sono mesi che andiamo ripetendo che l'Autorità Garante sta operando al di fuori dalla legalità, invitandola a tornare sui suoi passi. Adesso abbiamo un'autorevole conferma.

L'Autorità è ancora in tempo per fermarsi: glielo abbiamo chiesto, continuiamo a chiederlo.

Adesso, però, c'è un elemento di novità: se i chiarimenti chiesti dalla Commissione dovessero comportare la modifica, fosse anche di una sola virgola, del testo ad oggi conosciuto, l'Autorità non potrà esimersi dal porlo nuovamente in consultazione.

Su questo vigileremo.

Nel frattempo, vista la sonora bocciatura, se l'AGCOM volesse prendere ripetizioni di diritto e di buon senso, noi siamo sempre disposti a dargliele.


Etichette: , , , , ,

venerdì, febbraio 13, 2009

Un passo avanti...

Ricorderete la vicenda del regolamento del RomaEuropa WebFactory.

C'è un altro regolamento che merita attenzione, a mio avviso.

Quello dell'European Enterpreneurship Video Award 2009. Come si legge nel bando "l'obiettivo del concorso europeo 2009 di video sull'imprenditorialità è di dare ai cittadini europei un'occasione per riflettere sull'imprenditorialità e su una carriera da imprenditore. I video presentati potrebbero inoltre essere utilizzati dalla Commissione europea in occasione di campagne future volte a promuovere l'imprenditorialità".

Tre le tematiche (e relative categorie): "Lo spirito imprenditoriale", "Imprenditorialità innovativa", "Imprenditorialità responsabile".

Il miglior video in ciascuna delle tre categorie riceverà dalla Commissione europea un premio di 3000 EUR, il secondo classificato un premio di 2 000 EUR e il terzo un premio di 1 000 EUR.

Nel Bando non poteva mancare un punto dedicato al diritto d'autore.

Pur rappresentando un enorme passo avanti rispetto alle corrispettive previsioni del RomaEuropa Web Factory, il regolamento deliberatamente ignora le opere licenziate Creative Commons (nel caso di specie, occorerebbero opere licenziate CC By-SA) o similari: infatti al punto 7 è dato leggere: "I concorrenti non possono inserire nel loro video nessun brano musicale che non sia di dominio pubblico".

E' davvero un peccato, perchè quelle stesse opere avrebbero potuto essere usate come materiale da costruzione per ulteriore creatività.

E' un peccato perchè sono gli stessi autori di quelle opere ad averle licenziate cosicchè ciò fosse possibile, che questi ulteriori usi fossero non solo consentiti ma incoraggiati.

Tuttavia, mi sentirei di proporre una soluzione che rispetti la lettera del regolamento e consenta l'inserimento nei video di brani musicali licenziati con modalità compatibili a quelle richieste.

Il regolamento permette l'inserimento di brani che siano di pubblico dominio.

Il regolamento è stato stilato dalla Commissione Europea.

Nel 2007, la Commissione Europea, nell'ambito del progetto E-content plus, abbraccia una concezione dinamica del pubblico dominio, ricomprendente "contenuti che non sono o non sono più protetti dal copyright e materiale che è coperto da copyright, ma a cui tutti possono accedere e che tutti possono usare, per esempio, perchè rilasciati sotto licenze Creative Commons"

Allora a rigor di logica la Commissione Europea, quando nel bando parla di pubblico dominio, dovrebbe riferirsi alla sua concezione dinamica.

Visto che da sempre gli amici di BeatPick sono propensi alle sfide, passo loro l'idea: perchè non provare a partecipare con un video sull'imprenditorialità innovativa con musica licenziata Creative Commons? ;-)

Etichette: , , ,

mercoledì, novembre 19, 2008

Leggete per conto vostro, mi raccomando

Oggi, presso la Commissione Europea, è stata presentata Europeana. Per domani è previsto il lancio ufficiale.

Come informa Giovanni De Paola sul suo blog "Europeana è una libreria on-line che offre libri, audio, film, foto, quadri, mappe, manoscritti, giornali e documenti d'archivio, tutti parte del patrimonio culturale europeo".

"Sarà principalmente finanziata dall'Unione Europea, nell'arco 2009-2011 per l'80% dei 2 milioni di euro annuali necessari. Gli Stati membri e le istituzioni culturali pagheranno il resto".

E', dunque, un'iniziativa finanziata con soldi di noi tutti ed i cui contenuti, pertanto, dovrebbero essere liberamente disponibili, per noi tutti, sulla base di licenze che ne consentano il pieno godimento e condivisione.

Basta dare un'occhiata ai termini d'uso "provvisori" ("Disclaimer: Europeana.eu è un 'prototipo', pertanto i presenti Termini e condizioni d’uso devono ancora essere sottoposti ad uno studio giuridico accurato. Vanno considerati come una guida e come l’avvio di una buona prassi. Una revisione integrale avrà luogo nel’ambito del progetto Europeana v1, che avrà inizio nel 2009, e i termini e condizioni d’uso definitivi e giuridicamente vincolanti saranno pubblicati nel portale operativo, previsto per il 2010") per rendersi conto che così non è.

Mi ha colpito, in particolare, un passaggio che credo sintetizzi al meglio quanto assurda possa risultare una certa applicazione della normativa in materia di diritto d'autore in ambienti digitali: "Gli utenti inoltre possono salvare elettronicamente per uso personale anche pagine web che non mostrano articoli. La diffusione per via elettronica o l'invio via mail di articoli non sono consentiti senza la preventiva autorizzazione da parte della Fondazione EDL e / o del partner che fornisce il contenuto in questione".

Insomma: leggete pure... ma che non si sappia in giro.

Etichette: , , , ,

giovedì, maggio 29, 2008

Commissione Europea e Copia Privata

Charlie McCreevy, commissario europeo per il mercato interno, ha proposto la realizzazione di un forum per discutere del futuro dei prelievi per copia privata, imposti in modo non uniforme nei diversi paesi dell'Unione (ventuno su ventisette).

Al forum saranno chiamati a partecipare gli artisti e l'industria dell'intrattenimento. Mi auguro ci sarà spazio per una forte presenza delle Associazioni dei consumatori.

Da più parti in Italia e in Europa si invoca maggiore chiarezza circa le modalità con cui l'odioso balzello viene concretamente assegnato all'originaria finalità: ristorare gli autori per i (presunti) mancati introiti cagionati dalla possibilità di effettuare copie per uso privato (o per uso personale, se si guarda al nostro ordinamento).

E', inoltre, necessario adoperarsi per evitare assurde disparità di trattamento nelle diverse legislazioni nazionali che portano a far sì, ad esempio, che tra il prelievo per copia privata su dvd riscrivibile venduto in Francia e quello sullo stesso supporto venduto in Germania ci sia una differenza del 500%.

Etichette: , , ,

venerdì, febbraio 15, 2008

Lunga vita ai diritti (s)connessi

50 anni sono pochi, meglio 95... meglio ancora l'eternità.
Leggo su Punto-Informatico che il Commissario Europeo, Charles McCreevy, ha proposto un'estensione della durata dei diritti riconosciuti agli intepreti ed esecutori dagli attuali 50 anni a 95 anni.
Invece di procedere con continue estensioni non si farebbe prima a gettare la maschera e disporre che la tutela deve essere eterna?

Etichette: , ,

Powered by Blogger

Iscriviti a
Post [Atom]