Esistono 32 senatori interessati alla libertà della Rete?
Grazie a La Stampa e ad Anna Masera siamo riusciti a leggere il testo della disposizione di legge che il Governo strarebbe preparando (non si sa se per collocarla all'interno di un decreto-legge o in altro provvedimento) e che consentirebbe ad Agcom di diventare il padrone assoluto e giudice unico di tutto quanto accade online.
Ben oltre, quindi, la semplice (e a questo punto residuale) tematica del diritto d'autore, da cui, pure, l'intera vicenda aveva preso le mosse.
Il regolamento del senato (articolo 156 bis) prevede che: "Per le interpellanze sottoscritte da almeno un decimo dei componenti del Senato si adottano le procedure e i termini di cui al presente articolo. Ciascun Senatore può sottoscrivere in un anno non più di sei interpellanze con procedimento abbreviato. Le interpellanze di cui al presente articolo sono poste all'ordine del giorno entro quindici giorni dalla presentazione, eventualmente ricorrendo a sedute supplementari".
Abbiamo, ora più che mai, l'esigenza di sapere se ci sono 32 senatori interessati alla libertà della Rete e, dunque, disposti a sottoscrivere l'interpellenza per renderla urgente.
Nonostante il pianto greco (che, ovviamente, non manca anche all'interno del rapporto) sulla pirateria cui abbiamo tristemente assistito anche in questi giorni (v. il discorso del Presidente di AGCOM, Corrado Calabrò, nell'audizione tenutasi in Senato sul discusso regolamento dell'Autorità in materia di diritto d'autore), i dati dicono altro.
Per citare Placido Domingo, chairman di IFPI, "Thanks to the amazing technology of the internet, the audience for recorded music is fast-expanding across the world. Artists who might not otherwise find a way to make their music available can take advantage of the new ways to distribute music the internet offers" (n.d.a. quando le dicevamo noi queste cose, qualche anno fa, ci dicevano che eravamo dei criminali).
O, ancora, per citare Frances Moore, chief executive di IFPI, "Consumer choice has been revolutionised, as new models for consuming and accessing music are rolled out in new and existing markets. The number of paying subscribers to services such as Spotify and Deezer has leapt in the last twelve months, from an estimated eight to more than 13 million. At the same time, cloudbased services, such as iTunes Match, have become a reality in the marketplace, helping drive the popularity of music downloading".
Il Digital Music Report 2012 registra un tasso di crescita degli introiti nel 2011 dell'8%, il più alto dal 2004 (senza contare la crisi economica mondiale).
Nel 2010, la crescita era stata del 5%, sempre su scala mondiale.
Complessivamente, al momento, il mercato digitale rappresenta il 32% degli introiti dell'industria discografica con picchi del 52% negli USA, del 53 nella Corea del Sud e, addirittura del 71% in Cina (la patria della contraffazione).
Il numero di download legali nel 2011, sempre secondo il rapporto IFPI, è stato di 3.6 billion, con un incremento del 17%.
Leggendo questi numeri mi è tornato alla mente il comunicato di ANICA di qualche giorno fa, quello che, nell'esprimere il proprio disappunto per l'audizione di Calabrò al Senato, affermava testualmente: "La pirateria potrà così continuare indisturbata a distruggere l'industria cinematografica, come ha già fatto con l'industria musicale indipendente".
Guardando i numeri, l'augurio che sento di rivolgere ad Anica è che la pirateria riesca a distruggere l'industria cinematografica come ha fatto con l'industria musicale.
Agcom: audizione di Calabrò al Senato. Quattro domande che avrei voluto fare
In questi minuti è in corso in Senato l'audizione del Presidente Calabrò per gli ultimi aggiornamenti sul regolamento dell'autorità in materia di diritto d'autore, la cui adozione è ormai prossima.
Fossi stato presente, avrei voluto rivolgere a Calabrò quattro domande. Magari qualcuno di Agcom trova tempo e voglia di rispondere online.
A seguito delle osservazioni avanzate dalla Commissione Europea, l'Agcom intende ancora adottare il regolamento in materia di diritto d'autore? In caso di risposta affermativa, intende limitarne l'ambito soggettivo ai soli fornitori di servizi di media audiovisivi?
In considerazione degli articoli apparsi sulla stampa, può confermare che il regolamento, qualora adottato, non conterrà misure che permettano all'autorità di ordinare ai provider di inibire l'accesso ai siti collocati all'estero e sospettati di violare il diritto d'autore?
In considerazione del rilievo mosso dalla Commissione Europea, intende l'Autorità, in caso di adozione del regolamento, introdurre termini per la presentazione di scritti difensivi che consentano di esercitare in modo effettivo il diritto al contradditorio?
L'Autorità dispone di uno studio indipendente sui c.d. Danni da pirateria? Perchè l'Autorità nelle comunicazioni ufficiali continua a citare unicamente i dati che le sono stati forniti dai titolari dei diritti e non fa menzione alcuna degli autorevoli studi che sono stati depositati dalle associazioni dei consumatori nel corso delle audizioni e che smentiscono alla radice quei dati?
A pag. 12 c'è un passaggio che evidenzia ormai la follia che si è impadronita dell'autorità e, dunque, quanto forte debba essere il nostro aiuto per ricondurla su un terreno proprio di uno stato di diritto: "...basandoci sull'esperienza acquisita in materia di diritto di cronaca noi abbiamo previsto un sistema di fair use che si fonda sulle eccezioni previste dalla legge sul diritto d'autore...".
Delle due l'una: o Calabrò ignora totalmente cosa sia il fair use disciplinato dal Copyright Act statunitente (e, dunque, quanto quella disciplina sia lontana dal nostro sistema di diritto d'autore), oppure pensa che l'intervento regolamentare dell'Autorità possa innovare la legislazione vigente.
Giovedì 21, di prima mattina, il Presidente dell'AGCOM, Corrado Calabrò, sarà sentito in audizione dalle commissioni settima e ottava del Senato sulle "problematiche emerse nel settore internet in materia di diritto d'autore".
Riprendo le parole di Luca Nicotra: "Catastrofico applicare le norme pensate dall'Autorità senza prima riformare un reperto archeologico del 1941 qual'e' la legge sul diritto d'autore, che deve essere adeguata alle nuove forme della creatività, della circolazione delle informazioni e della possibile remunerazione".
Personalmente non mi interessa discutere i termini (intesi in senso contenunistico e temporale) di una procedura viziata ab origine. Occorre, al contrario, recuperare da subito il senso della legalità perchè un'Autorità amministrativa indipendente non può e non deve muoversi in "un territorio di frontiera".
Le commissioni parlamentari ribadiscano la richiesta di moratoria che, come sitononraggiungibile, abbiamo avanzato nei mesi scorsi e su cui molti esponenti del mondo politico hanno già avuto modo di pronunciarsi in senso favorevole.
Ho letto con interesse la risposta dell’AGCOM circa le critiche avanzate da noi promotori dell’iniziativa sitononraggiungibile. Mi sia consentito replicare nel merito, sperando di apportare un positivo contributo alla discussione.
Nulla di nuovo sotto il sole: AGCOM tirerà dritto (senza diritto?)
Ieri pomeriggio ho partecipato, insieme agli amici promotori della campagna "Sito non raggiungibile", all'incontro con il Presidente di AGCOM, Corrado Calabrò in relazione al provvedimento in materia di diritto d'autore che l'Autorità si accinge ad adottare e che le consegnerà il potere di cancellare (o di rendere irraggiungibili) con un tratto di penna i siti sospettati di violare il copyright.
Come prevedibile l'incontro si è rivelato totalmente inutile nel merito, ma assai utile per rafforzare il convincimento di aver intrapreso una battaglia giusta in punto di fatto e di diritto.
Calabrò ha ammesso che l'Autorità si sta muovendo su un terrreno di frontiera, che non esistono equivalenti in ambito internazionale (l'Hadopi francese, ad esempio, ha un diverso impianto normativo alle spalle) e che l'Autorità non ha idea di quale sarà l'impatto quantitativo di questa delibera rispetto alla propria attività.
Tutte ragioni sufficienti per aderire alla richiesta di moratoria da noi avanzata tempo fa.
Invece, come se nulla fosse, l'Autorità andrà avanti e, come chiarito da Calabrò, entro breve (probabilmente nelle prossime due o tre settimane) adotterà il provvedimento definitivo.
Appare, allora, a tutti evidente che qui non siamo più ad un livello tecnico-giuridico, ma squisitamente politico.
Quando un'Autorità indipendente va avanti a prescindere e ben oltre quanto gli avrebbe imposto l'articolo 32 bis del D.lgs 177/2005 introdotto dal c.d. Decreto Romani, recuperando finanche una norma di 10 anni prima, l'articolo 182 bis lda (norma che, per inciso, nessuno ha mai interpretato come oggi l'autorità pretenderebbe di fare), per giustificare una propria traballante competenza in materia, quando succede tutto questo viene da chiedersi in chi o in che cosa in questo Paese si possa ormai confidare.