32 senatori chiedono a Monti chiarezza su norma governativa pro Agcom
Il 4 aprile u.s., 32 senatori hanno depositato
un'interpellanza al Governo per sapere
"quali siano le intenzioni del Governo in materia di diritto d'autore e quale contenuto abbia la proposta normativa in itinere, citata dal dottor Calabrò; quale sia la valutazione del Governo, per gli aspetti di propria competenza, in merito ai contenuti del Regolamento Agcom di cui all'allegato A della delibera 398/2011/CONS la cui adozione potrebbe avvenire a breve".
Staremo a vedere quali saranno gli sviluppi: nel frattempo un grazie di cuore a tutti i parlamentari che hanno sottoscritto l'interpellanza, a cominciare da
Vincenzo Vita che pure avevo aspramente criticato per le posizioni assunte sulla vicenda SIAE ai tempi del decreto liberalizzazioni
.
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Esistono 32 senatori interessati alla libertà della Rete?
Grazie a
La Stampa e ad Anna Masera siamo riusciti a leggere il testo della disposizione di legge che il Governo strarebbe preparando (non si sa se per collocarla all'interno di un decreto-legge o in altro provvedimento) e che consentirebbe ad Agcom di diventare il padrone assoluto e giudice unico di tutto quanto accade
online.
Ben oltre, quindi, la semplice (e a questo punto residuale) tematica del diritto d'autore, da cui, pure, l'intera vicenda aveva preso le mosse.
Il regolamento del senato (articolo 156 bis) prevede che: "Per le interpellanze sottoscritte da almeno un decimo dei componenti del Senato si adottano le procedure e i termini di cui al presente articolo. Ciascun Senatore può sottoscrivere in un anno non più di sei interpellanze con procedimento abbreviato. Le interpellanze di cui al presente articolo sono poste all'ordine del giorno entro quindici giorni dalla presentazione, eventualmente ricorrendo a sedute supplementari".
Abbiamo, ora più che mai, l'esigenza di sapere se ci sono 32 senatori interessati alla libertà della Rete e, dunque, disposti a sottoscrivere l'interpellenza per renderla urgente.
Cari Senatori, da che parte state?
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Il Governo su Agcom e diritto d'autore: un colpo al cerchio ed uno alla botte
Come noto, molti (tra cui il sottoscritto) ritengono che la normativa in materia di diritto d'autore abbia bisogno di una forte revisione (andrebbe ad esempio ridimensionata la parte relativa alle sanzioni penali) e che il luogo a ciò deputato sia il Parlamento.
Sotto questo profilo, ero e resto fortemente contrario ad un'iniziativa, come quella paventata dall'AGCOM, che andrebbe in direzione ostinatamente contraria e che poggerebbe, a mio modesto avviso, su basi giuridiche non solidissime.
Sul punto il governo, nella replica all'interpellanza citata, ha dato un colpo al cerchio e un colpo alla botte: giusto per non scontentare nessuno.
Così da un lato si dichiara che
"Proprio per questo, il Governo ritiene che, al fine di permettere il giusto e armonioso incontro tra le esigenze dei titolari dei diritti di autore e dei fruitori del materiale oggetto di protezione, sia il Parlamento stesso la sede più idonea per trovare la soluzione normativa all'annosa questione, dato che il tema centrale è la tutela delle libertà e dei diritti fondamentali", dall'altro, però, si promuove l'AGCOM a succursale del Parlamento ("la sede più idonea") affermando che
"il modello proposto (procedura amministrativa di oscuramento dei siti n.d.r.)
va esattamente nella direzione seguita dal Governo e dalle iniziative parlamentari di cui sopra e agisce nell'ambito di una regolamentazione rispettosa dei principi comunitari e coerente con le best practices internazionali" .
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Delibera Agcom sul diritto d'autore (in consultazione): interpellanza parlamentare
Oggi l'on. Cassinelli, unitamente ad altri parlamentari, ha
presentato una interpellanza nella quale si chiede, in buona sostanza, che sia il Governo a farsi carico di un organico progetto di riforma (da sottoporre poi al Parlamento) della legge sul diritto d'autore, piuttosto che lasciare ad un'autorità amministrativa come l'AGCOM il compito di riscrivere od implementare nuove regole del gioco in assenza di qualsivoglia dibattito democratico.
Qualche giorno fa Cassinelli, bontà sua, mi aveva chiesto un parere sul testo che stava per essere presentato e sull'opportunità di presentarlo.
Ripropongo qui le considerazioni svolte in privato.
"Credo che ci siano degli aspetti tecnici nella delibera in consultazione, sintomatici di un modo di fare rispetto al diritto d'autore che continua ad ignorare la circostanza che con Internet il mondo (anche dei contenuti) è cambiato.
In primo luogo si propone sostanzialmente un meccanismo di Notice and Take Down che opera da 12 anni negli Stati Uniti e che non mi pare abbia prodotto risultati nella lotta alla pirateria. Al contrario, come un interessante dossier della EFF dimostra, è riuscito benissimo a far sparire video scomodi con la scusa del copyright (una musichetta di sottofondo non si riesce a resistere alla tentazione di inserirla in qualsiasi video). In secondo luogo, si immagina di rendere inaccessibile alcuni siti stranieri mediante inibizione sul modello the pirate bay (e stiamo parlando di un provvedimento cautelare arrivato in Cassazione) con provvedimento amministrativo.
Si dirà, ma già funziona così per i siti pedopornografici e per quelli di scommesse: bene, non ci stiamo mettendo su una china pericolosa? Mi chiedo e ti chiedo: chi sarà il prossimo? E al prossimo non si dirà forse, perchè ti lamenti? E' stato fatto per il diritto d'autore!
Nutro, infine, profonde perplessità dal punto di vista giuridico su una competenza generalizzata dell'Agcom in materia di diritto d'autore, ma si tratta di una questione di cui si occuperà il TAR se e quanto il provvedimento verrà adottato".
Se avete perplessità anche voi sulla delibera Agcom aderite alla campagna
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