domenica, marzo 13, 2011

Se Jamendo trae in inganno i suoi utenti...

Jamendo è un portale che ospita musica licenziata Creative Commons.

Da qualche tempo offre un servizio "pro" per acquistare i diritti per l'uso commerciale di quegli album per i quali tale uso non è coperto dalla licenza scelta dall'autore.

Pare, però, che si siano fatti prendere la mano, vendendo anche diritti già concessi liberamente dall'autore all'utilizzatore dell'opera.

Su Facebook, la mia amica Monica Mazzitelli mi segnala che, essendo alla ricerca di un brano da utilizzare per un book trailer, si è imbattuta in questo album dei R.e.l.

Come si può facilmente verificare, l'album è licenziato CC BY-SA, ovverosia una licenza che espressamente consente anche gli usi commerciali a condizione che l'opera "derivata" o che "incorpora" uno dei brani considerati sia a sua volta licenziata CC BY-SA.

Per quale motivo, allora, Jamendo (con un messaggio a dir poco ingannevole) mi invita genericamente ad acquistare "il diritto all'uso commerciale"?


Quello che potrebbe al massimo essere "acquistato" sarebbe il diritto ad un uso commerciale non coperto dalla licenza (ad es. se ho intenzione di licenziare l'opera derivata in modalità difforme da quella prevista dalla licenza CC BY-SA).

La cosa più grave è che lo stesso identico messaggio compare anche su Album licenziati con la sola clausola BY, rispetto ai quali ogni uso commerciale è già stato espressamente consentito dall'autore.

In questi casi si rivela più che mai giusto il vecchio adagio "Dagli amici mi guardi Dio che dai nemici mi guardo io"

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giovedì, novembre 18, 2010

REFF Book in libreria! (ma anche su Iphone, IPad, web ecc)

Tutto era iniziato così, con una lettera aperta scritta agli organizzatori del RomaEuropaWebFactory per protestare contro un regolamento anacronistico che sembrava ignorare gli aspetti più elementari di quell'arte digitale che pure si voleva promuovere.

Poi capita che ci siano persone a cui non basta protestare, che quando c'è qualcosa che non va ne costruiscono un'altra senza stare troppo a lamentarsi.

Il RomaEuropaFakeFactory (REFF) è stata un'esperienza entusiasmante. Aver contribuito alla sua realizzazione è stata una delle cose professionalmente più appaganti che mi sia capitato di fare.

Oggi quell'esperienza diventa un libro cartaceo, ma anche un'applicazione per IPhone e IPad e una piattaforma che sarà disponibile dal 22 novembre e che renderà il testo una perenne evoluzione.

Il libro è disponibile in formato cartaceo (a pagamento) o può essere letto gratuitamente sul web o su qualunque dispositivo mobile.

Ringrazio chi deciderà di acquistare il libro, di regalarlo o semplicemente di parlarne in giro. E' il frutto dell'entusiasmo, della passione e della voglia di fare di tante, tantissime persone (a partire dai curatori).

Quando vuoi un mondo diverso, vai là fuori ed inizia a costruirlo.

Noi del REFF abbiamo fatto così.




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sabato, ottobre 30, 2010

Italian Open Data License: un suggerimento

Seguendo la strada aperta dalla Open Government License anglosassone, anche da noi è stata adottata una licenza analoga, la Italian Open Data License (IODL) v. 1.0.

E' un'ottima iniziativa, come ha giustamente sottolineato Ernesto Belisario.

Visto che la licenza in questione è appena nata ed è ancora in versione beta mi permetto di segnalare quella che, a mio avviso, è un'imprecisione, sperando possa essere corretta.

Nella parte finale si dice: "La IODL è compatibile con i modelli di licenza Creative Commons 2.5": scritta così, ha poco senso.

Occorrerebbe specificare a quale licenza in particolare ci si riferisce, perchè è evidente che la IODL non sia compatibile con tutte le licenze CC.

In verità, la compatibilità dovrebbe essere con la licenza By-NC-SA.

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domenica, ottobre 17, 2010

Siae-Creative Commons e la trasparenza che manca

Vi invito a leggere questo post di Luca Nicotra: "Non chiedo che Wired faccia politica, però...".

Wired pubblica un articolo dal titolo "sensazionalistico" ("Siae, apertura verso i Creative Commons"), riciclando una storia vecchia di due anni e dalla quale non si è cavato un ragno dal buco.

Come ricorda Luca nella sua ricostruzione "Due anni fa SIAE e Creative Commons Italia si incontrano e formano un gruppo di lavoro che presentano con questo comunicato:


Il 23 dicembre 2008 a Roma si è formalizzata la costituzione del Gruppo di Lavoro Giuridico misto, composto da rappresentanti della SIAE e da esponenti del gruppo di lavoro Creative Commons Italia, tra i quali l’Avv. Deborah De Angelis in qualità di referente principale basato a Roma.
Il Gruppo di Lavoro Giuridico misto, che si incontrerà a Roma, presso la sede della Direzione Generale della SIAE, indicativamente ogni 15 giorni, svolgerà uno studio approfondito per dare la possibilità agli autori che hanno optato per il rilascio delle proprie opere con licenze libere, riservandosi gli usi commerciali, di affidare alla SIAE la raccolta e distribuzione dei relativi proventi."

Da allora il nulla e non solo nel senso di risultati raggiunti, che non sarebbe poi così assurdo considerando l'interlocutore istituzionale.

Ciò che sorprende è l'assoluta non trasparenza dei lavori di questo gruppo da parte di Creative Commons Italia: un vero e proprio ossimoro per un movimento che fa della condivisione e della libera circolazione delle informazioni le sue parole d'ordine.

Nessuno (neppure gli addetti ai lavori o gli studiosi della materia) ha potuto prendere visione dei verbali degli incontri, dei documenti prodotti, delle proposte avanzate da un lato e dall'altro.

Nessuna trasparenza.

Ammettiamo pure che questa opacità sia stata imposta da SIAE. Se così fosse, sarebbe stato un ottimo motivo per lasciare da subito il tavolo delle trattative.

Quando partecipai come esponente di Frontiere Digitali, insieme ad Arturo Di Corinto e Lorenzo De Tomasi, alla commissione nominata dal Prof. Gambino per approntare una proposta di revisione dell'attuale legge sul diritto d'autore, ponemmo come condizione che tutti i lavori fossero liberamente accessibili in rete e così avvenne.

Posto che a quel tavolo non si stanno decidendo le sorti dell'umanità e che perfino le bozze del famigerato ACTA sono state rese disponibili in rete, direi che è arrivato il momento di far conoscere alla Rete ed in Rete cosa è stato fatto in questi due anni... magari su wikileaks :-)

Liberate quei dati. Information wants to be free.



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mercoledì, settembre 01, 2010

Dal Comune di Trento un ordine del giorno sul software libero (e non solo)

Il 21 luglio u.s. il Consiglio comunale di Trento, pressocchè all'unanimità (32 favorevoli, 0 contrari, 5 astenuti), ha approvato un ordine del giorno con cui impegna il Sindaco e la Giunta non solo ad un più ampio utilizzo del software libero e dei formati aperti ma anche "a pubblicare, preferibilmente e ove possibile, il proprio materiale cartaceo ed informativo prodotto, incluso il sito internet comunale, o altri tipi di opere creative, indicando una delle sei Licenze Pubbliche Creative Commons e riportandone sul materiale prodotto il riferimento e l'utilizzo dello stesso secondo quanto previsto dalle licenze".

Qui potete leggere il verbale della deliberazione


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venerdì, marzo 19, 2010

On Air - Creative Commons @ Radio Power Station

Oggi la trasmissione radiofonica PourParlè (Radio Power Station - 100.5 Mh, se siete a Roma, altrimenti in streaming sul sito) dalle 17:30 alle 18:30 si parla di licenze Creative Commons.

In studio l'amico Arturo di Corinto, io al telefono :-)

Stay tuned!

p.s.: noto che il sito della radio è "All Rights Reserved"... magari si riesce a fargli cambiare idea :-)

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domenica, luglio 26, 2009

Tynt Tracer: vuoi sapere chi ti sta citando?

E' ancora in Beta, ma è un tool carino questo Tynt Tracer.

Come si legge sul sito: "Tracer tracks when users copy content from your web site and automatically adds a link back to the original page when your content is pasted. So, why do you need Tracer?Read more: http://tracer.tynt.com/features-and-benefits-of-tracer#ixzz0MNjxr1TY Under Creative Commons License: Attribution No Derivatives"

Come potete vedere tracer fa due cose: informa quanto un contenuto viene copiato e aggiunge un link (con annessa eventuale licenza abbinata a quel contenuto) che rimanda alla pagina originaria quanto esso viene "incollato" altrove.

Tracer è un ottimo modo, ad esempio, per automatizzare l'attribuzione di paternità e la corretta indicazione della licenza associata ad un determinato contenuto.

Let's test it!

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domenica, febbraio 22, 2009

Pensieri in disordine in attesa del lunedì...

Luca Barbareschi e Gabriella Carlucci odiano Internet... non capisco perchè... avranno i loro motivi o il loro tornaconto... del resto in Italia le cose della Rete non spostano un voto... vuoi vedere che spostano altro.

Ho iniziato a leggere "Public Domain. Enclosing the commons of the mind" di James Boyle... l'inizio è accattivante... "ognuno ha il suo personale punto di rottura...".

Devo scrivere una recensione di "Remix" di Lawrence Lessig... mi sono tornate in mente le parole di Giovanni Ziccardi "...la recensione, insieme alla nota a sentenza, sono, per tradizione, i primi esercizi che il giovane studioso compie per entrare nel mondo della pubblicazione scientifica. Apparentemente più semplici, richiedono invece grande attenzione, solidità scientifica e una forma mentis adeguata".

Ho acquistato un netbook... alla fine ho optato per il Samsung NC10 KA04.

Jamendo ha lanciato il servizio Pro... il mercato mostra la sua insofferenza verso il monopolio dell'intermediazione dei diritti. La legge italiana, come al solito, arranca.

Domani si ricomincia... speriamo faccia meno freddo.

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mercoledì, dicembre 24, 2008

Creative Commons - SIAE: questo matrimonio s'ha da fare

L'amica Deborah De Angelis riferisce in lista CSIG dell'ufficiale costituzione del Gruppo di Lavoro Giuridico misto, composto da rappresentanti della SIAE e da esponenti del Gruppo di Lavoro Giuridico di Creative Commons Italia.

Il Gruppo di Lavoro Giuridico misto, che si incontrerà periodicamente a Roma, presso la sede della Direzione Generale della SIAE, svolgerà uno studio approfondito per dare la possibilità agli autori che hanno optato per il rilascio delle proprie opere con licenze libere, riservandosi gli usi commerciali, di affidare alla SIAE la raccolta e distribuzione dei relativi proventi. Il primo incontro è stato fissato per il 9 gennaio 2009, h. 10.00.

Due piccole considerazioni:

1. Spero che i verbali delle riunioni vengano resi liberamente disponibili in rete, così da consentire una partecipazione il più ampia possibile.

2. Spero che si lavori anche sulle modalità di ripartizione, da parte della SIAE, degli eventuali introiti per utilizzazioni commerciali di opere licenziate CC, altrimenti si rischia, come la realtà odierna insegna, che i "poveri" artisti continuino a non vedere il becco di un quattrino, conquistando, però, il privilegio di poter versare la quota associativa SIAE.

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mercoledì, novembre 26, 2008

FIMI, Creative Commons e le classifiche d'autore

Dal 2009 la FIMI adotterà le licenze Creative Commons per le classifiche dei dischi più venduti.

In particolare si legge nel comunicato: "Dall’inizio del 2009 le charts dei dischi più venduti di FIMI, disponibili su www.fimi.it saranno diffuse tramite le licenze Creative Commons per quanto riguarda l’utilizzo su siti personali degli utenti della rete internet. Non solo, FIMI renderà disponibile un widget gratuito da includere nei siti personali degli utenti".

L'iniziativa è assai meritoria e rappresenta un segnale importante: il fatto che la Federazione dell'Industria Musicale Italiana attribuisca valore alle licenze Cretive Commons e, dunque, comprenda la necessità di un approccio meno integralista al diritto d'autore, quanto meno nei contesti "non-commerciali", va salutato con viva soddisfazione.

Altrettanto importante è ricordare che non c'è bisogno di alcuna licenza Creative Commons per pubblicare sul proprio sito che "nella settimana tra il 14 e il 20 novembre, "Novembre" di Giusy Ferreri è al primo posto nel digital download".

I dati e le informazioni, di per sè, non sono oggetto di tutela sulla base della Legge sul Diritto d'Autore.

La loro organizzazione in una banca dati o la loro rappresentazione in modalità creative, senz'altro si.

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giovedì, novembre 13, 2008

Io leggo copyleft! Roma, 21 e 22 novembre

Il 21 e 22 novembre 2008 a Roma, presso l’ex Lanificio di via di Pietralata 159a, due giorni dedicati al mondo del copyleft, dalla letteratura agli audiovisivi. A partire dalle ore 18.00 incontri e seminari con autori, editori, operatori e diffusori nel campo delle licenze “Creative Commons”.

Di seguito il programma:

Venerdì 21

ore 18.00
Seminario dal titolo: copyright, usi e abusi
Intervengono Arturo di Corinto, Monica Mazzitelli, Philopat, Marco Trotta

ore 20,00
Aperitivo

Dalle 21.00
Incontro con Duka e Philopat, presentazione del libro Roma ko
Incontro con Monica Mazzitelli, presentazione del libro Tana per la bambina con i capelli ad ombrellone
Incontro con Giulia Fazzi, presentazione del libro Ferita di guerra

Dalle 23.00
Copyleft Party!!!

Sabato 22

ore 18.00
Seminario dal titolo: copyleft, stato dell’opera e prospettive future.
Intervengono Arturo di Corinto, Duka, Monica Mazzitelli, Marco Trotta.

ore 20.00
Aperitivo

Dalle ore 21.00
Incontro con Roberto Caloro, presentazione del libro Telemachia
Incontro con Ferdinando Vaselli, presentazione in forma di spettacolo – conferenza del libro
Soprailcileodisanbasilio
Proiezione di cortometraggi girati con licenza “Creative Commons”

Dalle 23.00
Copyleft Party!!!

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mercoledì, novembre 12, 2008

Liberalarte! 3

Nel Player qui accanto trovate Liberalarte! 3, un progetto di musica libera, dalla produzione alla distribuzione, decisamente interessante, giunto al suo terzo capitolo.

Molti artisti, tante belle canzoni.

A me è piaciuta molto "Svegliami" dei Frangar non Flectar.

Buon ascolto!

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martedì, novembre 11, 2008

Copyleft: le video-lezioni

Simone Aliprandi, avvocato votato alla causa del copyleft, ha realizzato quattro interessanti video-lezioni i cui titoli (e relativi link) trovate qui di seguito:
  1. Il concetto di copyleft
  2. Free Software e Open Source
  3. Le licenze Creative Commons
  4. Interoperabilità e Standar Aperti
A me sono piaciuti molto: buona visione!

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martedì, novembre 04, 2008

GNU Free Documentation Licence v. 1.3

La Free Software Foundation ha rilasciato, in data 3 novembre u.s., la versione 1.3 della GNU Free Documentation Licence (GFDL) per soddisfare la richiesta avanzata una anno fa dalla Wikimedia Foundation, che gestisce il progetto Wikipedia, in merito alla possibilità di rilicenziare il materiale disponibilie su Wikipedia o altri wiki, attualmente sotto GFDL, con un particolare tipo di licenza Creative Commons, la Attribution-ShareAlike 3.0

La principale novità è l'aggiunta di una "section 11" rubricata "Relicensing". Sulla base delle nuove disposizioni il materiale che sia stato pubblicato su un "Massive Multiauthor Collaboration Site" (ad. es un wiki) sotto GFDL, prima del 1 novembre 2008 può essere rilicenziato sotto licenza CC-Attribution-ShareAlike 3.0.

Questa opportunità è, tuttavia a tempo limitato: il "relicensing" sarà consentito solo fino al 1 Agosto 2009.

Il perchè di questa scelta è spiegato dalla stessa Free Software Foundation: "We don't want this to become a general permission to switch between licenses: the community will be much better off if each wiki makes its own decision about which license it would rather use, and sticks with that. This deadline ensures that outcome, while still offering all wiki maintainers ample time to make their decision".

Si vuole evitare un passaggio continuo tra licenze che, sia pur simili nelle prerogative ricosciute agli utenti, rimangono comunque diverse.

Il testo completo della GFDL v. 1.3 è disponibile qui

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domenica, ottobre 26, 2008

Copyright, politica e censura

Sull'International Herald Tribune del 21 ottobre u.s. è stato pubblicato un interessante articolo di Lawrence Lessig sull'uso della legislazione in materia di copyright come strumento di censura.

Lessig nel suo articolo cita esempi relativi all'ultima campagna presidenziale in cui tanto Obama che McCain hanno dovuto fare i conti con assurde richieste di rimozione dai loro spot elettorali di materiale di cui questa o quella Corporation deteneva i diritti.

Ad esempio ricorda Lessig: "L'anno scorso, Fox News ha intimato a John McCain di interrompere l'uso di una clip che lo riguradava in prima persona in un dibattito moderato andato in onda sul canale Fox News. Il mese scorso, la Warner ha chiesto a YouTube rimuovere un video amatoriale che criticava Barack Obama perchè vi era utilizzata musica di cui la stessa deteneva i diritti, mentre la NBC ha chiesto allo staff della campagna di Obama di ritirare una pubblicità che comprendeva alcuni video di NBC News con Tom Brokaw e Keith Olbermann".

Chiara è la tendenza ad un utilizzare in modo distorsivo una legislazione concepita per incoraggiare la creatività e diventata, da una decina di anni, strumento di oppressione nei confronti di nuove modalità espressive.

Lessig individua nel Digital Millenium Copyright Act una delle cause di questo fenomeno: "Il Copyright è diventato un'arma politica a causa di una legge approvata una decina di anni fa: il Digital Millennium Copyright Act. Questa legge dice ad intermediari come YouTube che, a meno che non rimuovano rapidamente materiale pubblicato dagli utenti che sia sospettato di violare il copyright, loro stessi, in prima persona, potrebbero essere chiamati in causa quali responsabili per l'infrazione. Comprensibilmente, YouTube e altri ancora sono diventati molto vigili nell'eliminare ogni presunta violazione. Invero, You Tube è andato ben al di là di quanto richiesto dalla legge e ha iniziato a chiudere gli account di persone che si presume abbiano violato le leggi in materia di copyright solo tre volte".

La conclusione dell'articolo è semplice e, allo stesso tempo, difficile da attuare: "Sarebbe molto meglio se la legge sul copyright fosse limitata a quei contesti in cui la sua essenziale funzione di stimolo alla creazione serve effettivamente - promuovere l'innovazione e garantire che gli artisti siano pagati per il loro lavoro – lasciando perdere inutili battaglie sull'uso di materiale protetto da parte dei candidati o dei loro sostenitori".

Dal momento che revisioni normative come quelle auspicate da Lessig non sembrano essere dietro l'angolo, occorre fare in modo che quanto meno la fonte dei beni comuni non si inaridisca: è una fonte di creatività e di libertà.

Le licenze Creative Commons sono uno degli strumenti per evitare quell'inaridimento: help Building the Commons

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mercoledì, ottobre 22, 2008

Help building the Commons

E' iniziata la campagna di raccolta fondi 2008 di Creative Commons. L'obiettivo è quello dei 500.000 dollari entro il 31 dicembre 2008.

Personalmente ho subito aderito confermando la mia donazione dello scorso anno. Credo che il progetto Creative Commons rappresenti una delle realtà più positive e incoraggianti degli ultimi anni.

Un modo sorridente e non astioso di sfruttare le potenzialità della rete, finalizzato all'azione più che alla critica.

Quest'anno a sostegno della campagna c'è un bel video dal titolo "A share culture". Dateci un'occhiata: credo ne valga la pena.


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giovedì, ottobre 02, 2008

Beni comuni in ambienti digitali (ovvero, perchè è necessario un consumo "critico" dei prodotti culturali)

Sabato prossimo (4 ottobre p.v.) partecipo al BarCamp con un intervento sull'ambientalismo culturale. Se ci preoccupiamo (giustamente) della possibile desertificazione di vaste aree del globo terrestre, perchè non dovremmo preoccuparci della possibile desertificazione di vaste aree del mondo culturale?

Quali comportamenti socialmente responsabili è necessario porre in essere finanche nel consumo di prodotti culturali?

Questi sono i temi che cercherò di toccare nel mio intervento... sempre che di sabato ci sia qualcuno disposto ad ascoltare :-)

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mercoledì, ottobre 01, 2008

Beata ingenuità... (conversazioni tra avvocati)

In tarda mattinata mi chiama una collega...

(Collega)"Ciao Marco, avremmo deciso di rilasciare con Creative Commons dei video formativi che abbiamo realizzato"

(Io)"Bene, fantastico..."

(Collega) "Come procediamo?"

(Io) "Semplice, basta collegarsi al sito e (...segue spiegazione procedura)

(Collega) "Ah ho capito... senti e come associo..."

(io, interrompendo) "Ti prego non avanzare obiezioni legali... lo so non c'è collegamento tra autore, opera e licenza... è un progetto culturale... ha una valenza che va oltre la solidità giuridica... e poi sono americani..."

(Collega) "...ok ma allora chiunque...."

(io, interrompendo) "La smetti di fare l'avvocato?!?!"

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domenica, agosto 24, 2008

Jamison Young, Jamendo, BeatPick ed X-Files - parte seconda

Seconda parte della storia: entra in gioco il nuovo film di X-files, "I Want to believe" e, qualora ce ne fosse bisogno, l'intreccio di licenze si complica ancora di più.

Eravamo partiti con un'opera pubblicata sotto CC Attribution.

Eravamo passati alla stessa opera pubblicata sotto CC Attribution-Non Commercial-ShareAlike (via BeatPick).

A questo punto avviene il colpo di scena. Uno dei brani di "Shifting sands of a blue car" di Jamison Young, Memories Child, viene scelto (con l'intermediazione di BeatPick) per la colonna sonora del nuovo film di X-Files. La produzione acquista la relativa licenza dalla BeatPick, che riesce così a concludere un'operazione in grado di suscitare la profonda invidia di ogni venditore: piazzare a pagamento qualcosa che è già disponibile gratuitamente (onore al merito!).

Pensate che sia tutto finito? Non proprio, perchè dopo poco Jamison pone fine al suo rapporto commerciale con la BeatPick e si iscrive alla ASCAP (The American Society of Composers, Artists and Publishers), una società americana di gestione collettiva dei diritti (una sorta di SIAE), che consente all'autore di mantere un certo controllo sulle utilizzazioni "non commerciali" dell'opera.

Come se non bastasse, sul suo Blog, Jamison riserva qualche critica a Jamendo e BeatPick ("Jamendo or Beatpick have little to do with free-culture from my view, or less and less as time goes on").

Adesso, se uso memories child in un contesto commerciale Ascap procederà alla riscossione dei relativi diritti? Riuscirò a far valere la mia licenza Attribution e le relative disposizioni? (ad esempio: "Licensor will not collect, whether individually or via a performance rights society, royalties for Your communication to the public, broadcast, public performance or public digital performance (e.g. webcast) of the Work.").

Mi chiedo, in conclusione, se non abbia ragione Jamison quando afferma, sempre sul suo blog: "My view is that the artists is being given bad information about the effects of the license on music art via Creative Commons, via way of possible manipulation by some of the business models around the license".

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Jamison Young, Jamendo, BeatPick ed X-Files - parte prima

Premessa 1: con tutta probabilità Jamison Young, Jamendo e BeatPick sono parole che non dicono nulla ad un vasto pubblico. X-Files, invece, con tutta probabilità è più noto.

Premessa 2: come riporta Lorenzo sul suo blog ho chiesto informazioni a BeatPick per avere più chiara la vicenda.

I fatti sono questi (cerco di riassumerli in breve sperando di non omettere nulla di rilevante): un giovane artista australiano, stabilitosi in Europa, pubblica sul proprio sito e su Jamendo un album dal titolo "Shifting sands of a blue car" (lo trovate nel player, qui accanto), utilizzando la licenza Creative Commons più "permissiva", ossia quella "Attribution", nella versione localizzata australiana. In sostanza io licenziatario posso utilizzare l'opera come meglio credo, anche per finalità commerciali, anche per realizzare opere derivate. Devo solo indicare la paternità dell'opera secondo le modalità rese esplicite dall'autore e rendere chiari ai terzi, per ogni uso futuro, i termini della licenza originaria.

Quindi posso prendere l'opera di Jamison e, se ci riesco, posso provare a guadagnarci su, senza dovergli riconoscere nulla in termini monetari.

Fino a qui tutto semplice... solo che poi la faccenda inzia a complicarsi.

Se andate sul sito della BeatPick scoprirete che tra le opere di cui la stessa BeatPick detiene i diritti, non in esclusiva, c'è proprio "Shifting Sands of a Blue Car", solo che questa volta l'album risulta licenziato con la più restrittiva "Attribution-Non Commercial- ShareAlike" (generic), cioè non posso usare l'opera per finalità commerciali. Per gli usi commerciali sarà la BeatPick a licenziare l'opera, retrocedendo il 50% dell'introito all'artista, che le ha ceduto i diritti.

Capita allora che con la prima licenza ho, ad esempio, la possibilità di utilizzare gratuitamente "memories child" (uno dei brani dell'album... ricordate il titolo) come colonna sonora di un videogame che la mia azienda sta sviluppando, mentre nel secondo caso dovrò corrispondere alla Beatpick (facendo una simulazione sul loro sito, con un'ipotesi di bassa distribuzione del prodotto) la somma di € 1.388,75.

E così per tutti i possibili usi commerciali dell'opera.

Incomincia a sorgere un primo problema: se riempio questo blog di banner pubblicitari e mantengo il player qui accanto con l'album di Jamison Young, sono titolato a farlo? Io direi di si alla luce della licenza Attribution. La Beatpick, con tutta probabilità, busserebbe alla mia porta per chiedermi quanto loro dovuto.

Come la mettiamo? Dalla mia avrei il legal code della licenza che al punto 7, lett. b dice: "Notwithstanding the above, Licensor reserves the right to release the Work under different license terms or to stop distributing the Work at any time; provided, however that any such election will not serve to withdraw this License (or any other license that has been, or is required to be, granted under the terms of this License), and this License will continue in full force and effect unless terminated as stated above".

Dunque, anche se la medesima opera è stata rilasciata sotto una differente licenza, quella da me accettata con la prima utilizzazione (BY EXERCISING ANY RIGHTS TO THE WORK PROVIDED HERE, YOU ACCEPT AND AGREE TO BE BOUND BY THE TERMS OF THIS LICENSE) continua ad essere valida ed efficace.

Potrei avere però qualche problema a provarlo, perchè il testo della licenza non risulta associato all'opera e, laddove sparissero il sito dell'autore e quello di Jamendo, mi ritroverei con qualche freccia in meno nel mio arco.

To be continued...

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