domenica, agosto 24, 2008

Jamison Young, Jamendo, BeatPick ed X-Files - parte seconda

Seconda parte della storia: entra in gioco il nuovo film di X-files, "I Want to believe" e, qualora ce ne fosse bisogno, l'intreccio di licenze si complica ancora di più.

Eravamo partiti con un'opera pubblicata sotto CC Attribution.

Eravamo passati alla stessa opera pubblicata sotto CC Attribution-Non Commercial-ShareAlike (via BeatPick).

A questo punto avviene il colpo di scena. Uno dei brani di "Shifting sands of a blue car" di Jamison Young, Memories Child, viene scelto (con l'intermediazione di BeatPick) per la colonna sonora del nuovo film di X-Files. La produzione acquista la relativa licenza dalla BeatPick, che riesce così a concludere un'operazione in grado di suscitare la profonda invidia di ogni venditore: piazzare a pagamento qualcosa che è già disponibile gratuitamente (onore al merito!).

Pensate che sia tutto finito? Non proprio, perchè dopo poco Jamison pone fine al suo rapporto commerciale con la BeatPick e si iscrive alla ASCAP (The American Society of Composers, Artists and Publishers), una società americana di gestione collettiva dei diritti (una sorta di SIAE), che consente all'autore di mantere un certo controllo sulle utilizzazioni "non commerciali" dell'opera.

Come se non bastasse, sul suo Blog, Jamison riserva qualche critica a Jamendo e BeatPick ("Jamendo or Beatpick have little to do with free-culture from my view, or less and less as time goes on").

Adesso, se uso memories child in un contesto commerciale Ascap procederà alla riscossione dei relativi diritti? Riuscirò a far valere la mia licenza Attribution e le relative disposizioni? (ad esempio: "Licensor will not collect, whether individually or via a performance rights society, royalties for Your communication to the public, broadcast, public performance or public digital performance (e.g. webcast) of the Work.").

Mi chiedo, in conclusione, se non abbia ragione Jamison quando afferma, sempre sul suo blog: "My view is that the artists is being given bad information about the effects of the license on music art via Creative Commons, via way of possible manipulation by some of the business models around the license".

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20 Commenti:

Alle 3:00 PM , Blogger Dvd ha detto...

Gli articoli di Marco sulla vicenda jamison / x-files / beatpick sono interessanti e in effetti fanno luce su alcune problematiche connesse con l'uso del creative commons e più in generale con la distribuzione di musica su più piattaforme digitali.

Ci sono però alcuni argomenti che andrebbero esaminati più attentamente:
1) il segmento di mercato del music licensing è un settore particolarmente professionale dove le grandi società che utilizzano musica (in questo caso 20th century fox) hanno bisogno di cautelarsi contro possibili cause. Sono quindi disposte a pagare anche se potessero avere musica gratuita attraverso licenze cc pur di avere in mano un contratto di licenza specifica che gli autorizza ad usare la musica per particolari situazioni commerciali.

2) beatpick non vende il diritto ad utilizzare la musica e basta. BeatPick vende insieme al diritto ad utilizzare la musica una serie di servizi a valore aggiunto: un catalogo ristretto e selezionato, una search dedicata al musica licensing (sarà aggiornata nel beatpick 2.0 in uscita ad ottobre), servizi di consulenza gratuiti, servizi di mastering e editing, contratti di licenza pronti per essere utilizzati, un sistema di vendita online 24/24 7/7 e più in generale vende la professionalità acquisita dal suo management nel campo del music licensing. I professionisti del music lciensing usano quindi servizi simili a beatpick piuttosto che servizi dove la musica può magari essere usata gratuitamente ma che non offrono servizi a valore aggiunto.

3) Pare che solo beatpick guadagni da queste operazioni. é un impressione nettamente sbagliata. Infatti facciamo 50/50 con l'artista per ogni transazione. L'artista firma un contratto con beatpick non per diffondere la propria musica gratuitamente e basta ma per cercare di guadagnare. L'artista quindi da incarico a beatpick di cercare compratori. BeatPick poi usa il creative commons per diffondere in modo più semplice ed equo la musica dei propri artisti per scopi non commerciali. Quindi è l'artista che ci chiede di far pagare i clienti.

4) ascap consente un mandato non esclusivo con i propri artisti e quindi consente una flessibilità per quanto riguarda la collezione delle royalties.

5) incoraggiamo i nostri artisti a distribuire su tutte le piattaforme che a loro interessano. Ma non significa che siamo sempre a conoscenza di quello che fanno.

6) jamison young ha avuto ottime occasioni attraverso beatpick e jamendo. occasioni spesso precluse ad uno sconosciuto artista indipendente. Si lamenta ora di beatpick, magnatune e jamendo solo perchè dopo che abbiamo chiuso l'accordo con 20th century fox ha cominciato a volerci dire come dovevamo cambiare il nostro business model secondo la sua opinione. Jamison ha guadagnato bene dall'affare x-files e guadagnerà benissimo nei prossimi 3 anni con la collezione delle royalties che andrà interamente a lui.

7) la cosa bella degli ultimi anni è che si sono cominciati a vedere tanti e diversi modelli di business. Un artista può adesso scegliere cosa è meglio per lui. Ma non significa che ci siano modelli pià o meno giusti o perfetti. Semplicemente sono diversi a secondo delle esigenze dei clienti e dei fornitori.

Davide d'Atri
BeatPick.com
www.linkedin.com/in/davidedatri

 
Alle 3:19 PM , Blogger Marco Scialdone ha detto...

Ciao Davide,

solo una precisazione: nella prima parte avevo detto anche io che retrocedete all'artista il 50% del prezzo della licenza.

Inoltre, reputo davvero interessante, per una riflessione più ampia sulle Licenze Creative Commons, quello che scrivi (ed io condivido) al punto 1 quando dici: "Sono quindi disposte a pagare anche se potessero avere musica gratuita attraverso licenze cc pur di avere in mano un contratto di licenza specifica che gli autorizza ad usare la musica per particolari situazioni commerciali."

Sai perchè lo trovo fondamentale? Perchè io ritengo che tu abbia ragione quando sostieni che in certi ambienti le licenze CC non abbiano alcuna credibilità giuridica. Perchè se l'avessero non si porrebbe la necessità cui tu fai riferimento.

Questo è un limite che chi lavora al progetto CC deve adoperarsi per superare, altrimenti il progetto CC riesce a produrre solo una piccola parte dei suoi potenziali effetti positivi.

Infine, sui differenti modelli di business cui fai riferimento io ho forti perplessità giuridiche, ma nutrendole solo io direi che tutto va bene :-)

Insomma, tante delle cose che vedo in giro mi sembrano pura intermediazione di diritti (un'attività riservata per legge alla SIAE, nel nostro ordinamento)mascherata da una fittizia cessione degli stessi.

 
Alle 12:37 PM , Anonymous Anonimo ha detto...

a mio parere il digitale ha aperto grandi orizzonti ma proprio perché si tratta di orizzonti grandi sono anche poco definibili

comunque la discussione si fa interessante qui (leggi anche commenti): http://www.larivoluzione.it/

 
Alle 12:45 PM , Blogger Marco Scialdone ha detto...

Ciao Massimo, grazie per la segnalazione. Magari ci faccio un salto.

Hai ragione il digitale ha aperto grandi scenari, proprio per questo molti dei progetti nati negli ultimi anni sono perfettibili (come tutto nella vita... solo chi nonn fa, non sbaglia)... mi riassumi la discussione cui fai riferimento?

 
Alle 2:02 PM , Anonymous Anonimo ha detto...

a quanto ho capito Young sostiene che beatpick non possa accordarsi con la Fox in quanto la Fox vuole, nel contratto, la garanzia che beatpick abbia il controllo del 100% del copyright

secondo davide "to control", però non significa "controllare" ma "esercitare"

quindi secondo davide beatpick può offrire quella garanzia alla fox perché non ha il pieno controllo dei diritti ma ha il pieno diritto di esercitarli (pare un gioco di parole, ma la questione è fondamentale)

io stesso però non trovo nulla che sostenga la tesi di davide in quanto il "to control" che si trova nei più diversi contesti su internet significa sempre e soltanto "controllare", ossia avere il potere di permettere o negare ad altri il compimento di determinate azioni sul work

e ben venuti negli orizzonti del copyright :)

 
Alle 2:11 PM , Blogger Marco Scialdone ha detto...

In sostanza la Fox pretende (assai giustamente dal loro punto di vista) che l'autore abbia ceduto (nel senso di trasferiti a titolo definitivo) i diritti di utilizzazione economica sull'opera alla BeatPick, mentre quest'ultima a leggere sul loro sito (so che Davide D'Atri di BeatPick legge questo blog quindi potrà intervenire se lo ritiene) "2. Facciamo solamente contratti non esclusivi che possono essere rescissi in 30 gionri. Significa che puoi firmare altri contratti, cedere i diritti d’uso o vendere la tua musica allo stesso tempo ed ovunque tu voglia." In sostanza sembra che BeatPick sia titolare di una mera licenza (con possibilità di sublicenza a terzi) da parte dell'artista, liberamente recedebile da parte sua con un preavviso di 30 giorni.

 
Alle 2:56 PM , Blogger Dvd ha detto...

assolutamente fox non pretende che l'auutore abbia ceduto i diritti di utilizzazione economica.
So che in italia il music licensing non è cosi diffuso e certamente non lo è in forma instantanea ed online.

ma beatpick.com non fa molto di diverso da quello che fanno i maggiori player sul mercato (lo faceva 3 anni orsono quando ha aperto ormai abbiamo molti concorrenti).
basta che mettiate "music licensing" o "license music" su google e li troverete tutti.

Tutti questi player nel campo del music licensing instantly ed online hanno un catalogo di pre-cleared music.

In sostanza queste società "control 100% of the copyright". Tipicamente lo fanno in maniera non esclusiva e a termine (beatpick a 30 gionri di termine, altri 1 anno, altri ancora 5 anni).

Sarebbe infatti impossibile creare cataloghi così grandi di questo tipo se il management dovesse "to own the copyright of their artists". In quanto lo stesso management dovrebbe comprare questi diritti pagandoli tipicamente anticipatamente o comunque contribuendo alla produzione.

Questi cataloghi sono entrati sul mercato solo qualche anno fa e rappresentano una buon risorsa per gli artisti indipendenti in quanto permettono loro di continuare "to own the copyright of their music" ma allo stesso tempo cercare di vendere per film, tv e pubblicità.

Fino a qualche anno fa il publisher era sempre proprietario della musica. Con esiti spesso disastrosi per l'artista indipendente. ma questa è un'altra storia.

Davide
BeatPick.com

p.s. ho scritto alcune frasi in inglese per evitare incomprensioni. i nostri contratti sono in inglese, sede legale in uk, business conn paesi anglosassoni.

 
Alle 3:14 PM , Anonymous Anonimo ha detto...

sì hai centrato :)

beatpick allora si attacca al significato del verbo "to control" sostenendo che non significa "controllare" ma "esercitare" e che quindi possono offrire quella garanzia alla Fox

a me pare un cavillo debole, ma non sono un esperto, tu cosa ne pensi?

 
Alle 4:06 PM , Blogger Marco Scialdone ha detto...

Ho appena fatto una chiacchierata con Davide D'Atri (che ringrazio sia per la telefonata, sia per essere intervenuto sul blog) e mi ha chiarito alcuni aspetti della vicenda.

Parlando in maniera molto pratica... se gli avvocati dell'ufficio legale della Fox hanno ritenuto che il rapporto contrattuale in essere tra la Beatpick e Jamison Young fosse idoneo a soddisfare la condizione indicata, evidentemente a loro andava bene così.

Dovrei leggermi per intero il contratto di cui si parla per dare un giudizio nel merito. Però, ripeto, se i legali della fox non hanno avuto problemi evidentemente hanno reputato l'eventuale rischio accettabile.

 
Alle 5:11 PM , Anonymous Anonimo ha detto...

se beatpick si è presentata come controller al 100% immagino che la fox abbia calcolato il rischio pari a 0 :)

 
Alle 10:33 PM , Anonymous Anonimo ha detto...

hello, its interesting to see all this here. i want to make the point about the use of my song and ASCAP.

"Licensor will not collect, whether individually or via a performance rights society, royalties for Your communication to the public, broadcast, public performance or public digital performance (e.g. webcast) of the Work."

What's good about the CC BY license 2.5 is that it allows commercial use of content for "you" or "your" work. Keep in mind for a blanket to keep someone warm that blanket does not have holes in it. Publishers are in the ones that maintain the temperatures of those blankets. The CC BY license from my via is great sync licenses for artists, it also means if a venue uses all content under the CC BY license that the venue does not have to pay a bill to rights organizations for the use of that content.

These are good conditions for the self-publisher. Yet possibly upsetting for an established publishing industry.

Both Youtube and myspace might be considered commercial uses, from some points of view. Most artists want their content remixed and put with these services.

My thoughts are for now that artists that are not with a commercial publisher are best to put a creative commons license on their work that allows commercial use and join ASCAP. Its not the job of rights organizations to police attribution, it also seems logical that for someone to use a creative commons license they need to be sure that an artist is a member of ASCAP, as most of the rights organizations outside the US don't list who their members are. So how can the user of CC content be sure that a new name has not been created for the band. And who knows the future of technology with music and the web.

What i don't agree with about both Jamendo and Beatpick is that they are based in Europe/UK, its not possible for content of artists with rights organization outside the US to be with these services. It seems only possible for artists to be with ASCAP and use a creative commons license. Both Beatoick, Jamendo or Magnitune don't list this on their sites. Why not? Why is creative commons not letting artists that find out about the license know about this.

The ASCAP bill of rights states.

“We have the right to choose when and where our creative works may be used for free.”
“We have the right to license our works and control the ways in which they are used.”

no other rights organization that i'm know of allows member artists to do this.



http://www.jamoon.org blog
http://www.jamyoung.net download the tunes free

 
Alle 7:21 PM , Blogger Marco Scialdone ha detto...

Hi Jamison, welcome to my blog ;-)

 
Alle 9:46 PM , Anonymous Anonimo ha detto...

hey Marco,

nice to meet. just to add.

A problem i see with the beatpick contract is that when the artists signs with beatpick, the artist signing is signing that she/he warrants to protect beatpick from any kind of problems that the law might throw at BP. Beatpick also claim to be acting as a contractor not an agent. This is not the way sync licensing normally works.

Why don't beatpicks present more information on their website explaining how their business model works to artists that are not members of ASCAP?

Why has beatpick not presented their contract that they ask artists to sign to ASCAP for feedback?

It seems that the beatpick contract is not compatible with any of the rights organizations outiside the US, yet beatpick do not make this known on their website. It seems also that once beatpick has cut a deal for an artists work that the only rights organization that the artist can join is ASCAP. Yet this info is not on their website.

Beatpick look to be exploiting rights that would normally belong to publishers and a recording labels via use of the NC license. Yet then they take the compatible commercial rights, to the NC license. This might not be a problem for some artists, yet other artists need the information on the effects.

Including information like i mention above on beatpicks website, is what is going to make beatpick a fair play music label.

I take my content from beatpick site and go alone. I thank the fan of my tunes that gave a copy of the cd "shifting sands of a blue car" to the director of the x-files movie...

 
Alle 12:39 PM , Blogger Dvd ha detto...

ne ho sentite tante su questa storia x-files, beatpick e jamison young e devo dire che quello che ho letto era abbastanza lontano dalla realtà delle cose.. Anche se Marco Scialdone ha osservato cose interessanti. Lo ringrazio per la chiacchierata telefonica.

Finalmente viene sollevato l'argomento giusto. e sono pure d'accordo!. Un pò di tempo fa avevo scritto un intervento sulla lista cc incoraggiando gli artisti a iscriversi ascap.. non era un caso...

In poche parole jamison dice:
Nel mondo solo le collecting societies in usa (ascap, bmi e sesac) riconoscono mandati non esclusivi con i propri artisti.
(furono costrette dall'antitrust svariati anni fa).
In virtù di questi mandati non esclusivi si possono sviluppare modelli di business più flessibili che possano per esempio prevedere un "waiver to collect royalties" per quanto riguarda una serie di utilizzi e transazioni commerciali e non commerciali.
Questo tipo di "waiver" (essenzialmente una liberatoria) viene utilizzato in svariate maniere. Sostanzialmente l'artista e la società si mettono d'accordo che in qualche caso royalties non debbano essere collezionate. Per esempio per website audio streaming in quanto i clienti devono poter ascoltare la musica prima di comprare.
questo avviene in quanto in alcuni casi non conviene all'artista e alla società collezionarli (da qui la maggiore flessibilità).
Da qui nascono una serie di situazioni (e anche colossi come youtube, myspace, pandora, last fm sono coinvolti):

In poche parole in questa situazione sembrano esserci molte start up e le soluzioni sono tante e sono di differente tipo: illegali, parzialmente illegali, parzialmente legali, legali fino a prova contraria, illegali ma giuste, legali, legali ma ingiuste...
Noi pensiamo che beatpick sia nella categoria "legale". Questo in quanto non è corretto come dice jamison che solo società che risiedono in USA possono operare in questo modo. Infatti per esempio Jamendo è in luxemburg. Penso che anche loro ci abbiano pensato bene come noi a dove fare la società.

L'argomento è però estremamente interessante. é però doveroso ricordare che il conflitto non è tra artista e società, ma tra società e collecting society (caso mai ci fosse conflitto).
L'artista è infatti libero secondo questi modelli di business di decidere cosa fare. jamison ne è una prova: è stato con beatpick, quando ha deciso se ne va, comuqnue riscuote le royalties attraverso ascap.
Jamison però contesta che ci sia poca informazione da parte di queste società ed anche da parte di beatpick. penso che sia vero. ha ragione su questo punto. Potremmo tutti fare meglio.
3 considerazioni però:
1. l'artista non è penalizzato. quindi l'informazione ha un'importanza relativa.
2. da parte nostra cercheremo di fare meglio quando partiremo con il nuovo sito il 15 ottobre.
3. l'informazione la potrebbero e dovrebbero farla le collecting society... e non mi pare lo facciano.


Davide
BeatPick


in english for jamison young:

I've been hearing many things about X-Files, BeatPick and Jamison Young and I must say most of what I read is rather distant from the truth of matters...

Finally the right argument is being touched. And what's more I agree!. A few months ago I had even posted an intervention on the cc list encouraging artists to inscribe to ASCAP...

This is a brief summary of Jamison's thoughts on the matter:
In the world only US-based collecting societies (ASCAP, BMI and SESAC) allow for their artists to sign non-exclusive agreements (as they were obliged to do so by Antitrust regulations many years ago).
These non-exclusive agreements allow more flexible business models to develop, which may for example include a "waiver to collect royalties" regarding various forms of use of the music and a series of commercial and non commercial transactions.
This type of "waiver" may be used in many different ways.
Basically the artist and the company agree (more or less implicitly) that in some cases the royalties should not be collected.
This happens because many cases exist in which both the artist and the company have no interest in collecting the royalties (and this allows for more flexible models).
This gives birth to a series of situations (which also involve such giants as YouTube, MySpace, Pandora and LastFM):

Basically what happens is that many start ups are born, adopting a whole variety of possible solutions: from illegal to partially legal, from legal until the contrary is proven to illegal yet perceived as morally right, from legal to legal yet perceived as morally wrong...
We believe that BeatPick is in the "legal" category. Because it's not true, as Jamison states, that only USA based companies can operate in this way. For example Jamendo is based in Luxembourg. I think they carefully examined where to open their company (just as we did).

The argument is however extremely interesting. Yet it should be pointed out that if there is a conflict it should be between companies and collecting societies, not between companies and artists. In these business models the artist is indeed free to decide what he wants to do. Jamison is a living example of this: he was part of our roster, the moment he chose to leave he was free to do so, and continues to collect royalties through ASCAP.

Jamison states that these companies, including BeatPick, provide little information regarding certain activities. I think he's right on this point. We could certainly do better.
I do however have three considerations to make on this argument:
1. The artist is not penalized. So information has a relative degree of importance.
2. We are opening our new website on the 15th of October, and hopefully this will be an occasion to do a better job from this point of view.
3. Information should be provided by collecting societies... And is not.

 
Alle 12:44 PM , Blogger Dvd ha detto...

Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

 
Alle 6:16 PM , Anonymous Anonimo ha detto...

Beatpick took into consideration all the needs of fox and totally neglected my needs.

David, insisted that i give him all my rights, when i did not comply to his request, he created the best possible deal he could for fox.

 
Alle 1:20 AM , Anonymous Anonimo ha detto...

imparato molto

 
Alle 3:37 PM , Anonymous Anonimo ha detto...

La ringrazio per Blog intiresny

 
Alle 1:35 PM , Anonymous Anonimo ha detto...

leggere l'intero blog, pretty good

 
Alle 1:49 PM , Anonymous jam ha detto...

just to update on beatpick.. they list on their contract and site.. MIA... music industry association as organization that helps with arbitration... interestingly enough this company has nothing to do with arbitration, its a union for musical instruments.... Beatpick is not fair play. Not much different to any other part of the music industry, beatpick use CC just as marketing tool, nothing more. They have no interest in openness or innovation.

 

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