Dal Comune di Trento un ordine del giorno sul software libero (e non solo)
Il 21 luglio u.s. il Consiglio comunale di Trento, pressocchè all'unanimità (32 favorevoli, 0 contrari, 5 astenuti), ha approvato un ordine del giorno con cui impegna il Sindaco e la Giunta non solo ad un più ampio utilizzo del software libero e dei formati aperti ma anche "a pubblicare, preferibilmente e ove possibile, il proprio materiale cartaceo ed informativo prodotto, incluso il sito internet comunale, o altri tipi di opere creative, indicando una delle sei Licenze Pubbliche Creative Commons e riportandone sul materiale prodotto il riferimento e l'utilizzo dello stesso secondo quanto previsto dalle licenze".
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Nemesys: l'epilogo
Qualche giorno fa, mentre ero in vacanza, mi arriva un'email di Fabio Bravo che mi informa della risposta della Fondazione Ugo Bordoni circa le modalità di licensing del software Nemesys.
Si tratta, comunque, di un'ottima notizia che evidenzia una mentalità open anche nel settore pubblico.
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Nemesys in EUPL: la proposta arriva su Punto Informatico
Ieri
Punto Informatico ha ripreso la proposta avanzata negli ultimi giorni da me e Fabio Bravo affinchè l'AGCOM rilasci Nemesys, il software per la misurazione della velocità delle connessioni a banda larga, con licenza EUPL.
Arriverà una formale presa di posizione dell'
AGCOM?
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Tutto il mondo è paese
"However, FCC analysis shows that the median actual speed consumers experienced in the first half of 2009 was roughly 3 Mbps, while the average (mean) actual speed was approximately 4 Mbps," says the report. "Therefore actual download speeds experienced by US consumers appear to lag advertised speeds by roughly 50 percent".
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AGCOM: quel software deve essere open
Qualche giorno fa
un comunicato dell'AGCOM ha informato i titolari di un abbonamento Internet che
"a partire dal prossimo ottobre sarà possibile monitorare le prestazioni della propria connessione ad internet da postazione fissa attraverso un software certificato e gratuito che il consumatore potrà utilizzare sul proprio personal computer".
"Il software" si legge nel comunicato "messo a disposizione degli utenti, denominato NEMESYS, potrà essere scaricato gratuitamente dal sito www.misurainternet.it in via realizzazione".
Nel comunicato nulla si dice, però, circa la licenza d'uso che accompagnerà il software. Trattandosi di uno strumento che dovrà servire ai consumatori per un maggiore controllo sulle obbligazioni contrattuali assunte dai rispettivi provider è necessario che tanto i provider quanto i consumatori possano esercitare un controllo sul software, accedendo liberamente al suo codice sorgente.
Sarebbe, dunque, un ottimo segnale da parte dell'AGCOM se la stessa volesse adottare per la sua distribuzione una licenza open source, ad esempio (considerata la natura istituzionale dell'authority) la
EUPL.
La European Union Public Licence (EUPL) è stata predisposta nell’ambito dell’IDABC, un programma della Comunità europea che intende promuovere la fornitura interoperabile di servizi paneuropei di eGovernement alle pubbliche amministrazioni, alle imprese ed ai cittadini.
Si tratta di una licenza open source che, come si legge nel preambolo, "permette di rafforzare l’interoperabilità giuridica adottando un quadro comune per il raggruppamento dei software del settore pubblico"
Sperem
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Licenze FLOSS
La scorsa settimana ho tenuto alcune lezioni per un corso dell'
ANCEI sull'open source.
Ho caricato su slideshare una delle presentazioni utilizzate.
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Segnalazioni: EUPL.it
La European Union Public Licence (EUPL) è stata predisposta nell’ambito dell’IDABC, un programma della Comunità europea che intende promuovere la fornitura interoperabile di servizi paneuropei di (eGovernement) alle pubbliche amministrazioni, alle imprese ed ai cittadini.
Si tratta di una licenza open source che, come si legge nel preambolo, "permette di rafforzare l’interoperabilità giuridica adottando un quadro comune per il raggruppamento dei software del settore pubblico".
L'amico
Fabio Bravo ha voluto dedicare all'argomento il sito
www.eupl.it che vi consiglio di visitare perchè ricco di materiali assai interessanti.
Buona lettura!
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Software Libero: meno male che c'è la Corte Costituzionale
Come noto, il 26 marzo 2009 la Regione Piemonte si era dotata di una
legge recante
"Norme in materia di pluralismo informatico, sull'adozione e la diffusione del software libero e sulla portabilità dei documenti informatici nella pubblica amministrazione".
All'articolo 1, comma 3 (occorre ricordare sempre che si sta parlando di una legge regionale) si poteva leggere questa perla: "3. Alla cessione di software libero non si applicano le disposizioni di cui all' articolo 171-bis della legge 22 aprile 1941, n. 633 (Protezione del diritto d'autore e di altri diritti connessi al suo esercizio), come sostituito dall' articolo 13 della legge 18 agosto 2000, n. 248 (Nuove norme di tutela del diritto d'autore)."
Sul punto (e anche su altro) è intervenuta qualche giorno fa la Corte Costituzionale (
sentenza n. 122/2010) per ricordare che
"la norma censurata, che sarebbe superflua secondo l’interpretazione propugnata dalla resistente, sottrae al precetto penale la cessione, in qualsiasi forma, di software libero, ancorché essa possa rivelarsi abusiva sia per invalidità della licenza, sia per contrasto con eventuali limiti o prescrizioni dalla medesima licenza previsti. La stessa resistente, del resto, chiarisce che le licenze open, proprio per garantire le libertà riconosciute all’utente, «impongono precisi limiti alla possibilità di modificare (o negare) i diritti di quest’ultimo» e «queste garanzie, naturalmente, si riflettono anche in vincoli e responsabilità per coloro che utilizzano, studiano, sviluppano tali software».
L’ampia formula adottata dal legislatore regionale, dunque, esclude dall’ambito applicativo del precetto penale anche condotte suscettibili di essere qualificate come abusive, superando il limite inderogabile dell’ordinamento penale e perciò ledendo la competenza esclusiva dello Stato in tale materia, ai sensi dell’art. 117, secondo comma, lettera l), Cost. (ex plurimis: sentenze nn. 295 e 168 del 2009 e n. 183 del 2006).Ne deriva che deve essere dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’art. 1, comma 3, della legge della Regione Piemonte n. 9 del 2009".
Insomma, meno male che è intervenuta la Corte Costituzionale a ripristinare quelle garanzie, anche penali, a difesa del software libero che un legislatore regionale, animato dal sacro fuoco della libertà, aveva finito per considerare "superflue".
Dagli amici mi guardi Dio... :-)
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Open P.A.
Riporto di seguito un comunicato stampa del progetto
OpenMind. Mi pare desinamente una "buona pratica" da replicare in altri comuni.
Comunicato Stampa 30/01/2009 San Giorgio a Cremano Ieri mattina Mimmo Giorgiano e Luciana Cautela, rispettivamente sindaco e assessore alle politiche sociale hanno presentato in Villa Bruno il progetto Anagrafe sociale.Il progetto, frutto della collaborazione con l'associazione OpenMind, consentirà ai dipendenti comunali ed in particolare quelli del settore sociale di avere a disposizione una banca dati aggiornata di persone in difficoltà alle quali indirizzare la propria attività. A beneficiarne saranno quindi gli ultimi, i quali, monitorati dai medici di base e dai parroci, saranno tempestivamente inseriti nella banca dati.Alla presentazione hanno preso parte Corrado Gabriele, assessore regionale all'istruzione formazione e lavoro, Gianvincenzo Nicodemo, coordinatore del progetto Anagrafe Sociale e Roberto Boschin, coordinatore dello sviluppo software che gestirà l'archivio informatico. Il software è stato realizzato interamente con risorse libere ed è utilizzabile sia su piattaforma windows che linux.Non è la prima volta che l'associazione OpenMind mette a disposizione del Comune di San Giorgio le competenze dei propri soci; un connubio vincente che continua a inanellare successi.Il progetto sarà inserito nei prossimi giorni sul portale sourceforge net, dichiara Roberto Dentice presidente dell'associazione Openmind, in modo da permettere una più larga diffusione del lavoro realizzato.
Fonte:
http://www.insomma.it/Home/tabid/297/ctl/Details/Mid/1374/ItemId/1963/language/it-IT/Default.aspx http://www.e-cremano.it/opencms/opencms/e-cremano/news/news_0207.htmlOpenMind - Associazione di Promozione SocialeEtichette: amministrazione digitale, free software, open source, p.a.
Copyleft: le video-lezioni
Simone Aliprandi, avvocato votato alla causa del copyleft, ha realizzato quattro interessanti video-lezioni i cui titoli (e relativi link) trovate qui di seguito:
- Il concetto di copyleft
- Free Software e Open Source
- Le licenze Creative Commons
- Interoperabilità e Standar Aperti
A me sono piaciuti molto: buona visione!
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Qualche scatto da "Yes we can! Open source, Copyleft e Creatività alla Sapienza"
Grazie a tutti quelli che ci sono passati a trovare e che hanno animato il dibattito con i loro interventi ;-)


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La repubblica del Software

Domani alla Sapienza, Facoltà di Scienze della Comunicazione, (ore 10 - 14) verrà presentato, tra le altre cose, il film “La Repubblica del Software”, Free/Open Source Software nella Pubblica Amministrazione italiana con contributi di Richard Stallman, Bruce Perens, Ippolita, Renzo Davoli, Mariella Berra, Salvatore Tucci, Wikimedia, Pietro Folena, Vincenzo Vita, Flavia Marzano, Hacklab Cosenza, Vittorio Pagani.
Se siete da quelle parti, passateci a trovare ;-)
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Slideshare parte II - presentazione convegno OS
Il 3 marzo u.s.
ho partecipato al workshop
"Open Source - Open Ideas for Public Administration", presentando
una lettera aperta alla Commissione Nazionale Open Source.
La lettera è nata dall'inziativa di
Diego Zanga e ha raccolto una serie di autorevoli adesioni.
Di seguito la breve presentazione del documento.
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Yes we can... copyleft, open source e creatività alla Sapienza
Mi sa che sto diventando troppo autoreferenziale però l'evento mi pare interessante... nonostante la mia partecipazione :-)
YES, WE CAN Copyleft, Open Source e creatività alla SapienzaLa Facoltà di Scienze della Comunicazione della Sapienza di Roma, organizza per
il giorno 18 marzo alle ore 10:00, un incontro sul tema della creatività nell’era di Internet che affronterà le tematiche del software libero e delle licenze libere per i contenuti creativi.
Durante l’incontro verrà presentato il film
“La Repubblica del Software”, Free/Open Source Software nella Pubblica Amministrazione italiana con contributi di Richard Stallman, Bruce Perens, Ippolita, Renzo Davoli, Mariella Berra, Salvatore Tucci, Wikimedia, Pietro Folena, Vincenzo Vita, Flavia Marzano, Hacklab Cosenza, Vittorio Pagani.
Verranno inoltre presentate le iniziative:
Co.Pi.Da., l’osservatorio della Facoltà di Sc. della Comunicazione sul diritto d’autore e le nuove tecnologie;
Liberius, lo sportello legale gratuito della Facoltà di Sc. della Comunicazione di assistenza alla creatività digitale.
L’evento, in collaborazione con la Free Hardware Foundation, il Linux User Group della Sapienza, il Comitato per la promozione dell’Open source della Provincia di Roma, sarà l’occasione per conoscere la storia e l’evoluzione del free/open source software, e delle licenze alternative al copyright tradizionale, le Creative Commons che hanno rivoluzionato la comunicazione digitale nell’era del Web 2.0.
Per l’occasione i docenti Arturo Di Corinto e Marco Scialdone terranno la lezione “Software libero, Cultura Libera” che terminerà con una sessione di domande e risposte da parte del pubblico.
L’evento, gratuito e aperto al pubblico, avrà luogo
il 18 marzo dalle 10:00 alle 14:00 presso il Centro congressi d’Ateneo della Sapienza a via Salaria 113.Il luogo è raggiungibile dalla Stazione Termini con le linee 86 e 92.
Nota: Negli spazi della conferenza sarà allestito un punto di distribuzione di materiali informativi della Provincia di Roma con distribuzione di penne USB con software libero precaricato sull’esempio dell’amministrazione parigina dell’Ile de France.Riferimenti:
www.dicorinto.it
Coordinamento e informazioni: Paola Filiani p.filiani_at_fastwebnet.it
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Lettera aperta alla Commissione Open Source
Punto Informatico pubblica oggi una
lettera aperta alla Commissione Open Source, istituita lo scorso anno su inziativa della Sen. Magnolfi.
Il tema centrale è quella delle licenze o meglio della loro assenza. Ci sono una serie di programmi messi a disposizione dalla P.A centrale che non riportano alcuna licenza d'uso. Bene, perchè allora non adottare la licenza GNU-GPL e consentire così che quello che è stato pagato con soldi pubblici ritorni nella disponibilità del pubblico e vi torni con una licenza persistente?
La lettera nasce dall'inziativa di
Diego Zanga e ha già raccolto una serie di autorevoli adesioni. Sono contento che mi sia stato chiesto di sottoscriverla e l'ho fatto con piacere.
Nel pomeriggio illustrerò i contenuti del documento nel corso del Workshop
"Open Source - Open ideas for Public Administration", alla
Link Campus - University of Malta
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E' già ieri...

Ho letto su
Punto-Informatico dell'avvio ufficiale dei lavori della cosiddetta
Commissione Open Source, istituita con Decreto del Ministro per le Riforme e le Innovazioni nella P.A., Prof. Luigi Nicolais e presieduta dal
Prof. Angelo Raffaele Meo.
Ho letto la notizia e ho pensato di vivere nel film "E' già ieri", con Antonio Albanese, in cui il protagonista si svegliava ogni mattina nello stesso identico giorno che continuava a ripetersi all'infinito.
Una Commissione del genere non era già stata istituita nel 2002 dall'allora Ministro Stanca e non era sempre presieduta dal
Prof. Angelo Raffaele Meo? Una rapida ricerca in rete ed ecco
la risposta: stessa commissione, stesso presidente. Poi mi è tornata in mente
la lettera aperta scritta da
Diego Zanga alla Senatrice Magnolfi qualche tempo fa sull'argomento. Già nei mesi scorsi
Zanga si era lamentato a tal proposito e chiedeva quanto meno di ripartire dai risultati della Commissione Stanca.
Dunque siamo al secondo capitolo della saga e se tutto va bene potrebbe essercene un terzo perchè come afferma
l'Osservatorio Open Source CNIPA (si, c'è anche quello!) le conclusioni della commissione potranno costituire un punto di partenza etc etc etc.
Insomma, in Italia si parte sempre, ma non si arriva mai.
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