mercoledì, ottobre 05, 2011

Cassinelli salva Wikipedia?

Stando a quanto riferisce Corriere. it in Commissione Giustiza della Camera dei Deputati il comitato dei nove ha trovato un accordo che "salva" i blog dall'obbligo di rettifica con il conseguente rischio di dover pagare multe salate.

Questo è il testo dell'emendamento proposto dall'On. Cassinelli e che, come potete leggere, limita l'applicazione della norma "ammazza-blog" ai soli "i siti internet che recano giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica e registrati ai sensi dell'articolo 5"

L'articolo 5 citato è quello della legge sulla stampa (l. 47/1948) che concerne esclusivamente le testate registrate.

Se così dovesse essere, almeno questa mina è stata disinnescata. Non abbassiamo la guardia.



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mercoledì, marzo 30, 2011

Il Governo su Agcom e diritto d'autore: un colpo al cerchio ed uno alla botte

Il Governo, a mezzo del sottosegretario Giro, ha fornito risposta all'interpellanza presentata dall'On. Cassinelli e altri 40 deputati sulla delibera AGCOM (al momento in consultazione) in materia di diritto d'autore nelle reti di comunicazione elettronica.

Come noto, molti (tra cui il sottoscritto) ritengono che la normativa in materia di diritto d'autore abbia bisogno di una forte revisione (andrebbe ad esempio ridimensionata la parte relativa alle sanzioni penali) e che il luogo a ciò deputato sia il Parlamento.

Sotto questo profilo, ero e resto fortemente contrario ad un'iniziativa, come quella paventata dall'AGCOM, che andrebbe in direzione ostinatamente contraria e che poggerebbe, a mio modesto avviso, su basi giuridiche non solidissime.

Sul punto il governo, nella replica all'interpellanza citata, ha dato un colpo al cerchio e un colpo alla botte: giusto per non scontentare nessuno.

Così da un lato si dichiara che "Proprio per questo, il Governo ritiene che, al fine di permettere il giusto e armonioso incontro tra le esigenze dei titolari dei diritti di autore e dei fruitori del materiale oggetto di protezione, sia il Parlamento stesso la sede più idonea per trovare la soluzione normativa all'annosa questione, dato che il tema centrale è la tutela delle libertà e dei diritti fondamentali", dall'altro, però, si promuove l'AGCOM a succursale del Parlamento ("la sede più idonea") affermando che "il modello proposto (procedura amministrativa di oscuramento dei siti n.d.r.) va esattamente nella direzione seguita dal Governo e dalle iniziative parlamentari di cui sopra e agisce nell'ambito di una regolamentazione rispettosa dei principi comunitari e coerente con le best practices internazionali" .

Equilibristi.



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mercoledì, febbraio 16, 2011

Delibera Agcom sul diritto d'autore (in consultazione): interpellanza parlamentare

Oggi l'on. Cassinelli, unitamente ad altri parlamentari, ha presentato una interpellanza nella quale si chiede, in buona sostanza, che sia il Governo a farsi carico di un organico progetto di riforma (da sottoporre poi al Parlamento) della legge sul diritto d'autore, piuttosto che lasciare ad un'autorità amministrativa come l'AGCOM il compito di riscrivere od implementare nuove regole del gioco in assenza di qualsivoglia dibattito democratico.

Qualche giorno fa Cassinelli, bontà sua, mi aveva chiesto un parere sul testo che stava per essere presentato e sull'opportunità di presentarlo.

Ripropongo qui le considerazioni svolte in privato.

"Credo che ci siano degli aspetti tecnici nella delibera in consultazione, sintomatici di un modo di fare rispetto al diritto d'autore che continua ad ignorare la circostanza che con Internet il mondo (anche dei contenuti) è cambiato.

In primo luogo si propone sostanzialmente un meccanismo di Notice and Take Down che opera da 12 anni negli Stati Uniti e che non mi pare abbia prodotto risultati nella lotta alla pirateria. Al contrario, come un interessante dossier della EFF dimostra, è riuscito benissimo a far sparire video scomodi con la scusa del copyright (una musichetta di sottofondo non si riesce a resistere alla tentazione di inserirla in qualsiasi video).

In secondo luogo, si immagina di rendere inaccessibile alcuni siti stranieri mediante inibizione sul modello the pirate bay (e stiamo parlando di un provvedimento cautelare arrivato in Cassazione) con provvedimento amministrativo.

Si dirà, ma già funziona così per i siti pedopornografici e per quelli di scommesse: bene, non ci stiamo mettendo su una china pericolosa? Mi chiedo e ti chiedo: chi sarà il prossimo? E al prossimo non si dirà forse, perchè ti lamenti? E' stato fatto per il diritto d'autore!

Nutro, infine, profonde perplessità dal punto di vista giuridico su una competenza generalizzata dell'Agcom in materia di diritto d'autore, ma si tratta di una questione di cui si occuperà il TAR se e quanto il provvedimento verrà adottato".

Se avete perplessità anche voi sulla delibera Agcom aderite alla campagna Sitononraggiungibile

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mercoledì, dicembre 01, 2010

Ispirazioni parlamentari

Che strana somiglianza...

questo il testo del Progetto di Legge 2962, presentato alla Camera dei Deputati dall'on. Cassinelli in data 19 novembre 2009:

"1. L’articolo 7, comma 4, della legge 31 luglio 2005, n. 155, di conversione del decreto-legge 27 luglio 2005, n. 144, è sostituito dal seguente: « 4. Con decreto del Ministro dell’interno di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e con il Ministro della pubblica amministrazione e innovazione, sentito il Garante per la protezione dei dati personali, sono stabilite le misure che il titolare o il gestore di un esercizio in cui si svolgono le attività di cui al comma 1 è tenuto ad osservare per il monitoraggio delle operazioni dell’utente e per l’archiviazione dei relativi dati, anche in deroga a quanto previsto dal comma 1 dell’articolo 122, e dal comma 3 dell’articolo 123 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, nonché le ipotesi in cui si renda necessaria la preventiva identificazione, anche indiretta, dei soggetti che utilizzano postazioni pubbliche non vigilate, ovvero punti di accesso pubblici a tecnologia senza fili, per accedere alla rete internet, specificando fra le modalità di identificazione del soggetto almeno un’ipotesi che prescinda dall’identificazione fisica del medesimo ».

E questo è il testo dell'emendamento al c.d. pacchetto sicurezza presentato dall'on. Palmieri qualche giorno fa:

"2. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, con decreto del Ministro dell'interno, sentito il Garante per la protezione dei dati personali, sono stabilite le ipotesi in cui si rende necessario il tracciamento di dati identificativi del dispositivo utente o la preventiva identificazione, anche indiretta, dei soggetti che utilizzano postazioni pubbliche non vigilate, ovvero punti di accesso pubblici a tecnologia senza fili, per accedere alla rete internet. 3. Le modalità di controllo dei dati previsti dal codice di procedura penale e dal decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, ed il controllo sull'osservanza del decreto di cui al comma 1 sono effettuati dal Ministero dell'interno."

Update: l'emendamento in questione è stato dichiarato inammissibile.


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domenica, luglio 04, 2010

Alla faccia dell'efficienza!

Il 28 gennaio 2010, l'on. Roberto Cassinelli ha presentato un'interrogazione parlamentare a risposta scritta rivolta al Ministro Brunetta, concernente l'estensione dell'uso ex lege della Posta Elettronica Certificati nei rapporti PA/professionisti iscritti ad un albo (in primis, avvocati).

Sono passati oltre quattro mesi e il Ministro non si è degnato di dare una risposta: alla faccia della lotta ai fannulloni!

Attendiamo fiduciosi.

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giovedì, giugno 17, 2010

Dovere di rettifica per i siti informatici: un ottimo emendamento firmato Cassinelli

Ho già parlato della disposizione contenuta nel DDL intercettazioni che, nella versione uscita dal Senato, imporrebbe a tutti i siti informatici il dovere di rettifica con modalità (e sanzioni) simili alla carta stampata.

L'esigenza è, per certi versi, sacrosanta: se si sostiene che la Rete rappresenti la frontiera avanzata della comunicazione, allora si può e si deve pretendere che chi esprime le proprie opinioni in Rete dia spazio alle possibili smentite o richieste di rettifica rispetto a quanto pubblicato.

Il modo in cui tale esigenza è stata tradotta sul piano normativo, tuttavia, suscita al momento perplessità, soprattutto nell'impianto sanzionatorio.

Da questo punto di vista non può che essere accolto con favore l'emendamento presentato dall'on. Cassinelli che, mi pare, risolva (o meglio risolverebbe ove fosse approvato) brillantemente le principali criticità oggi esistenti nella norma approvata in senato.

Fondamentale il distinguo operato tra testate telematiche registrate e semplici siti di informazione, sia sotto il profilo della tempistica per la pubblicazione della smentita, sia sotto quello sanzionatorio in caso di omissione.

Sarebbe buona cosa se, almeno su questo, maggioranza e opposizione votassero insieme.

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venerdì, febbraio 05, 2010

PEC e conservazione sostitutiva: due interrogazioni parlamentari per provare a chiarire qualche dubbio.

Una settimana fa l'On. Cassinelli ha presentato due interrogazioni parlamentari a seguito di qualche scambio di email intercorso tra di noi.

Le tematiche sono la PEC e la conservazione sostitutiva ed entrambe originano dall'ormai celebre (per chi si occupa di queste cose) articolo 16, D.L. 185/2008, convertito in legge 2/2009.

Per quanto concerne la PEC, l'interrogazione è tesa ad ottenere un chiarimento da parte del Ministro Brunetta onde acclarare se il regime particolare di cui sono destinatari i soggetti iscritti negli albi professionali valga esclusivamente nello stretto ambito professionale oppure anche in situazioni estranee alla loro attività professionale.

Per quanto riguarda la conservazione sostitutiva, posto che l'articolo 16, comma 5, del decreto-legge n. 185 del 2008 ha previsto che con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri possono essere individuate particolari tipologie di documenti analogici originali unici per le quali, in ragione di esigenze di natura pubblicistica, permane l'obbligo della conservazione dell'originale analogico oppure, in caso di conservazione ottica sostitutiva, la loro conformità all'originale deve essere autenticata da un notaio o da altro pubblico ufficiale a ciò autorizzato con dichiarazione da questi firmata digitalmente ed allegata al documento informatico e che ad oggi tale decreto non è ancora stato emanato, si chiede se sia intenzione del Governo procedere alla sua emanazione.

Vedremo quali saranno le risposte nei prossimi mesi.

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giovedì, novembre 26, 2009

Decreto Pisanu e wi-fi libero: mi arrendo

Oggi l'on. Roberto Cassinelli ha dato risalto sul suo blog alla proposta di legge modificativa dell'articolo 7, comma 4, legge 155/2005, in materia di hot-spot pubblici, alla cui stesura ho collaborato.

Punto-Informatico gli dedica un interessante articolo, che evidenzia altre inziative che in questi giorni stanno prendendo corpo sullo stesso tema.

Continuo a leggere che il problema è la proroga. Ho scritto più volte che la proroga non c'entra nulla.

Mi arrendo: se lo dicono tutti, evidentemente il problema con il wi-fi deve essere la proroga del decreto Pisanu.

Forse aveva ragione Goebbels: "Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità".

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sabato, febbraio 28, 2009

Abbiamo davvero bisogno di nuove norme?

Tempo fa, conversando con un amico, convenimmo sul fatto che l'ordinamento italiano mancava spesso di coerenza nelle sanzioni comminate. Gli dissi che sarebbe stato interessante avere a disposizione un software che, in caso di introduzione di una nuova legge, valutasse preventivamente le eventuali sanzioni ivi previste evidenziandone l'enormità o la particolare tenuità rispetto al bene oggetto di tutela.

Quel software non lo realizzammo mai e non so se altri l'abbiamo fatto.

Quello che so è che, leggendo il famigerato emendamento D'Alia e la proposta di modifica avanzata da Cassinelli, mi è venuto in mente un altro software che andrebbe sviluppato: ogni volta che si pensa di introdurre una norma "nuova" il software dirà se quella norma esiste già nell'ordinamento o le medesime finalità possono essere raggiunte applicando disposizioni (generali) già esistenti.

Perchè se come sostenuto da D'Alia, lo scopo di quell'emendamento è tirar via i gruppi che inneggiano alla Mafia su Facebook, posto che questo costituisca un reato, gli strumenti ci sono già, basta applicare l'articolo 16, D.lgs 70/2003.

Art. 16
(Responsabilita' nell'attivita' di memorizzazione di informazioni - hosting-)

1. Nella prestazione di un servizio della societa' dell'informazione, consistente nella memorizzazione di informazioni fornite da un destinatario del servizio, il prestatore non e' responsabile delle informazioni memorizzate a richiesta di un destinatario del servizio, a condizione che detto prestatore:
a) non sia effettivamente a conoscenza del fatto che l'attivita' o l'informazione e' illecita e, per quanto attiene ad azioni risarcitorie, non sia al corrente di fatti o di circostanze che rendono manifesta l'illiceita' dell'attivita' o dell'informazione;
b) non appena a conoscenza di tali fatti, su comunicazione delle autorita' competenti, agisca immediatamente per rimuovere le informazioni o per disabilitarne l'accesso.

2. Le disposizioni di cui al comma 1 non si applicano se il destinatario del servizio agisce sotto l'autorita' o il controllo del prestatore.

3. L'autorita' giudiziaria o quella amministrativa competente puo' esigere, anche in via d'urgenza, che il prestatore, nell'esercizio delle attivita' di cui al comma 1, impedisca o ponga fine alle violazioni commesse.


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sabato, novembre 22, 2008

Esce Levi, entra Cassinelli

Sulla rete il tempo scorre in fretta e tutto in fretta si consuma. Solo pochi giorni fa si parlava della Proposta di Legge Levi sui Blog, una polemica a mio avviso montata sul nulla o quasi ma che, come aspetto positivo, mostrava la capacità di Internet di funzionare quale cane da guardia del Parlamento (e si sa...i cani da guardia abbiano a tutto ciò che si muove e fa rumore... a una bicicletta come a un ladro) e dell'azione politica.

Ne avevo parlato con Massimo Melica nel corso della registrazione della puntata di Codice Binario che andrà in onda giovedì prossimo. Una puntata per alcuni aspetti superata dagli eventi (Levi ha pubblicamente annunciato che eliminerà dalla sua proposta la parte relativa ai siti), ma che, per altri versi, risulta ancora più attuale alla luce della nuova proposta di legge dell'On. Cassinelli (PDL), presentata alla Camera dei Deputati il 19 novembre u.s.

Mi riservo di tornare sul merito della proposta. Per ora qualche considerazione sul metodo e sull'apertura al popolo della Rete da parte di Cassinelli (che ha un suo blog).

Cassinelli chiede il contributo degli internauti per giungere ad un testo che offra le dovute garanzie affinchè chi ha un blog possa continuare ad informare liberamente, al riparo da aberranti equiparazioni con la carta stampata e le relative formalità.

E' un segnale importante.

La rete ha dimostrato di saper vigilare. Dimostri ora di saper contribuire alla costruzione di regole chiare e giuste.

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