Torna la libertà di scontare i libri (anche online)?
La disposizione contenuta nell'articolo 2, comma 1 (
1. Fatte salve le disposizioni di cui al decreto legislativo 2 agosto 2007, n. 145 e al decreto legislativo 2 agosto 2007, n. 146, in materia di pratiche commerciali scorrette e di pubblicità ingannevole e comparativa, gli articoli 2 e 3 della legge 10 ottobre 1990, n. 287 e gli art. 101 e 102 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea, ogni impresa che svolga attività commerciale anche al dettaglio, in qualunque settore merceologico, può decidere in autonomia il periodo nel quale effettuare sconti, saldi o vendite straordinarie, la durata delle promozioni e l’entità delle riduzioni), se confermata, manderebbe in pensione anticipata una norma voluta dalla lobby dell'editoria che, dal 1 settembre 2011, ha imposto un tetto massimo agli sconti praticabili sui libri dagli store online.
Speriamo di liberarci, davvero, di una serie di disposizioni corporative e protezionistiche in danno dei consumatori e degli utenti.
Liberiamoci di... (parafrando il pay-off di Sky) :-)
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Esce Levi, entra Cassinelli

Sulla rete il tempo scorre in fretta e tutto in fretta si consuma. Solo pochi giorni fa si parlava della
Proposta di Legge Levi sui Blog, una polemica a mio avviso montata sul nulla o quasi ma che, come aspetto positivo, mostrava la capacità di Internet di funzionare quale cane da guardia del Parlamento (e si sa...i cani da guardia abbiano a tutto ciò che si muove e fa rumore... a una bicicletta come a un ladro) e dell'azione politica.
Ne avevo parlato con Massimo Melica nel corso della registrazione della puntata di
Codice Binario che andrà in onda giovedì prossimo. Una puntata per alcuni aspetti superata dagli eventi (
Levi ha pubblicamente annunciato che eliminerà dalla sua proposta la parte relativa ai siti), ma che, per altri versi, risulta ancora più attuale alla luce della
nuova proposta di legge dell'On.
Cassinelli (PDL), presentata alla Camera dei Deputati il 19 novembre u.s.
Mi riservo di tornare sul merito della proposta. Per ora qualche considerazione sul metodo e sull'apertura al popolo della Rete da parte di Cassinelli (che ha un suo
blog).
Cassinelli chiede il contributo degli internauti per giungere ad un testo che offra le dovute garanzie affinchè chi ha un blog possa continuare ad informare liberamente, al riparo da aberranti equiparazioni con la carta stampata e le relative formalità.
E' un segnale importante.
La rete ha dimostrato di saper vigilare. Dimostri ora di saper contribuire alla costruzione di regole chiare e giuste.
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Gli inutili allarmismi sul PDL Levi e la viralità (preoccupante) della Rete

Guardo con un certo stupore tutto quello che sta capitando in rete con riferimento alla
Proposta di legge sull'editoria dell'
On. Riccardo Franco Levi (PD) e mi ritornano alla mente le polemiche (anche in quel caso totalmente inutili e fuori luogo, basta guardare ai fatti) sull'allora neo-introdotto comma 1-bis, articolo 70 L.d.A. (vi ricordate la storia delle
immagini degradate?), con la differenza che almeno allora la discussione verteva su una norma esistente!
A quel punto il fuoco della polemica comincia a diffondersi rapidamente, come certi incendi d'estate, tant'è che lo stesso Daniele Minotti
ne prende le distanze a
più riprese.
Ne parla pure l'immancabile
Beppe Grillo che lancia la campagna Interntet "Free Blogger - no alla Legge Levi-Veltroni".
E Facebook? Poteva mancare la sollevazione virtuale via Facebook?
Certo che no! Oltre 16.000 iscritti!
Siccome non ci facciamo mancare nulla, su alcune liste di discussione la proposta, che origina da un parlamentare dell'opposizione, si trasforma magicamente in una proposta del governo (forse perchè è una proposta di legge delega... e non è che tutti sono tenuti ad aver studiato Diritto Costituzionale), del resto quando c'è qualcosa di vagamente liberticida ci deve essere per forza di mezzo Berlusconi... ti pare che non c'entri Silvio?
Partono pure raccolte firme per fermare la legge (che non esiste) e finanche per abrogarla!
Questa mattina trovo nella casella email un'autentica perla:
questa So che sembra incomprensibile... il fatto è che la petizione non si riferisce alla proposta di legge attualmente giacente presso la Camera dei Deputati ma al disegno di legge, pressocchè identico, presentato nella scorsa legislatura, sempre da Levi, allora al Governo.
Tirando le somme, di che stiamo parlando?
Di una proposta di legge che cerca di disciplinare alcuni fenomeni paraeditoriali su Internet e lo fa in modo non pienamente condivisibile.
Di una proposta di legge presentata da un deputato dell'opposizione e che, quindi, ha una possibilità vicina allo zero di essere approvato.
Di proposte di legge stravaganti e pericolose per Internet, giacenti in Parlamento, ce ne sono diverse, alcune presentate anche da parlamentari della maggioranza. Del resto qualcosa dovranno pur fare per giustificare la lauta indennità parlamentare.
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Cose da pazzi

Se ne è parlato tanto negli ultimi giorni: il
progetto di riforma della legge sull'editoria contiene delle perle che hanno travalicato i confini nazionali per trovare eco sulle pagine del
Times. Ci hanno definiti una nazione governata da anziani signori eletti da anziani signori. Siamo, davvero, qualcosa di diverso? Si può accettare con serenità che, a fronte di una valanga di critiche, un Ministro della Repubblica se ne esca dicendo, in buona sostanza, "Scusate ma non avevo letto con attenzione un provvedimento che porta il mio nome"?
Mi rendo conto che chi frequenta la rete, chi ne ama l'architettura, in qualche modo tende a sviluppare una visione di parte. A volte, perciò, mi piacerebbe guardare ad Internet con gli occhi di chi non la usa, se non per farsi stampare dalla segretaria le email che gli arrivano su una casella di posta elettronica che qualcun altro gli ha attivato e che, se non fosse per quei biglietti da visita su cui te la segnano in bella mostra, nemmeno si ricorderebbe che esiste. Ecco, mi chiedo: ma loro, come la vedono Internet? Come vedono noi, che raccontiamo quello che ci capita su un Blog, che dedichiamo tempo e denaro a cause ed iniziative da cui non ricaviamo mai un euro, ma anzi uno e più euro ce li rimettiamo sempre? Cosa penserebbero di me, che uso la mia carta di credito per finanziare Creative Commons e sono contento come un bambino quando mi arriva la lettera di ringraziamento e qualche adesivo da mettere sul pc?
Come ci vedono? Fanatici, terroristi, anarchici? Come siamo? Perchè io penso che se fai politica e scrivi o ti scrivono una roba per cui obblighi migliaia di persone ad iscriversi ad un pubblico registro (fosse anche mandare solo un'email o compilare un form online) mentre prima non lo dovevano fare, allora io mi aspetto che tu abbia fatto (o ti abbiamo fatto fare) un ragionamento per cui sei arrivato a pensare che forse è bene che migliaia di persone siano un pò più controllate. Non tanto, ma un pò di più si. E allora di questa gente io incomincio ad avere paura.
P.s.: oggi prima riunione della Commissione "Diritto d'Autore e Nuove Tecnologie", nell'ambito del Comitato Consultivo Permanente sul Diritto d'Autore. Proviamo a ripartire da lì, dai diritti dei fruitori dei contenuti digitali. Non abbiamo bisogno di nuove costrizioni, abbiamo bisogno di nuove libertà.
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