domenica, settembre 27, 2009

REFF vs. REWF

Ne avevo già scritto qualche giorno fa.

Qui trovate il comunicato stampa ufficiale di chi il REFF lo ha tirato su e non può che essere orgoglioso del risultato raggiunto (con qualche amarezza sotto il profilo umano, per quel che mi riguarda, per vicende caratterizzate dal solito opportunismo, ma così va il mondo)

Nel frattempo del REFF ne parla anche WIRED di ottobre, da qualche giorno in edicola.

Stay tuned ;-)

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lunedì, settembre 21, 2009

La nuova edizione del REFF.... ops del REWF :-)

Chi segue questo blog, ricorderà tutta la polemica (sposata anche da Lessig sul suo sito) per le condizioni originariamente contenute nel regolamento del RomaEuropaWebFactory, il concorso organizzato da Fondazione RomaEuropa e Telecom Italia.

Veniva proibita ogni forma di remix, mashup, manipolazione indipendemente dal fatto (e senza curarsi del fatto) che le opere da remixare potessero essere state rilasciate con licenze che consentissero esplicitamente il remix e, dunque, che fossero gli stessi autori delle opere originali ad augurarsi che terzi le utlizzassero quale "materia prima" per la propria creatività.

La risposta a una simile assurdità fu il REFF, RomaEuropaFakeFactory, un controconcorso incentrato esclusivamente sul remix.

Passa un anno e il concorso orginale si trasforma, accogliendo tutte le istanze del REFF: si può dire, dunque, che l'originale ha copiato il falso per rigenerarsi.

Si legge, infatti, nella presentazione della seconda edizione del REWF che, fra le novità principali, vanno menzionate l'introduzione dei Creative Commons (...mmm... forse volevano dire "l'uso di licenze creative commons"... o "l'ammissibilità al concorso di opere licenziate Creative Commons"... mmm... potevano essere più chiari) e l'introduzione del remix e del mash-up.

Una bella soddisfazione per i tanti amici che a suo tempo si mobilitarono in rete, dando vita al REFF.

Unica nota stonata: come spesso capita, non è mancato chi ha pensato bene di cambiare casacca alla prima occasione utile (basta scorrere i nomi dei partner della nuova edizione del REWF e si capisce di chi si tratta).

Occorre portare pazienza e confidare nell'antico proverbio cinese:"Se qualcuno ti fa un grave torto siediti sulla riva di un fiume e aspetta, prima o poi passerà il cadavere del tuo nemico".

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mercoledì, aprile 08, 2009

It's time for a change

Quando ieri pomeriggio, Oriana (Persico) mi ha scritto dicendomi che il RomaEuropaWebFactory aveva annunciato una revisione del regolamento del concorso per chiarire che "la titolarità esclusiva dei diritti di sfruttamento economico inerenti alle opere rimarrà in capo agli autori" , la prima cosa che ho pensato è stata che una parte del messaggio veicolato in questi mesi, con il nostro FAKE, era passato.

Su questo specifico punto, quanto meno, l'effetto di inversione si era compiuto: l'originale aveva "copiato" dal falso!

Fuor di battuta, hanno trovato ascolto le istanze da noi fatte valere circa l'assurdità di un regolamento che imponeva agli artisti, per poter partecipare al concorso, di spogliarsi a titolo definitivo dei diritti di utilizzazione economica sulle opere da loro create.

Resta ora il problema di restituire agli artisti i loro diritti... o RomaEuropa manda loro un foglio uguale e contrario a quello fatto firmare e spedire a suo tempo, oppure all'italica maniera... facciamo finta che non sia successo nulla.

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venerdì, febbraio 27, 2009

Su "L'Espresso" si parla del RomaEuropaFAKEFactory

Sul numero in edicola de "L'Espresso" c'è un articolo a firma di Derrick de Kerckhove dedicato al RomaEuropaFAKEFactory.

"Arte digitale libera e mixata", questo è il titolo "

"Se le nuove tecnologie abilitano modelli fondati sull’autodeterminazione e sulla condivisione di risorse e conoscenze, il realizzarsi di questa possibilità si scontra da un lato con la resistenza delle strutture economiche, politiche e legislative esistenti, dall’altro con un divide squisitamente culturale e di linguaggio. Copyright e processi di produzione artistico-culturale catalizzano spesso queste tensioni di fondo."

Non sarebbe stato possibile descrivere meglio le ragioni che stanno alla base di una provocazione intellettuale come il RomaEuropaFAKEFactory.

Nel frattempo il cantiere è in fermento... si sta organizzando la conferenza di presentazione per il 20 marzo p.v., si stanno raccogliendo le opere già arrivate, si sta tirando su (grazie all'infaticabile Salvatore Iaconesi... un uomo i cui geni dovrebbero essere oggetto di studio... mai visto nessuno lavorare con i suoi ritmi!) la piattaforma per l'uploading e tanto altro.

Devo dire che è un modus operandi per me completamente nuovo e spiazzante... ti rendi conto di quanto tu sia deformato professionalmente quando hai a che fare con veri artisti... insomma avevo già dei sospetti che la facoltà di giurisprudenza producesse danni persistenti nel tempo... ora ne ho la certezza :-)

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venerdì, febbraio 13, 2009

Un passo avanti...

Ricorderete la vicenda del regolamento del RomaEuropa WebFactory.

C'è un altro regolamento che merita attenzione, a mio avviso.

Quello dell'European Enterpreneurship Video Award 2009. Come si legge nel bando "l'obiettivo del concorso europeo 2009 di video sull'imprenditorialità è di dare ai cittadini europei un'occasione per riflettere sull'imprenditorialità e su una carriera da imprenditore. I video presentati potrebbero inoltre essere utilizzati dalla Commissione europea in occasione di campagne future volte a promuovere l'imprenditorialità".

Tre le tematiche (e relative categorie): "Lo spirito imprenditoriale", "Imprenditorialità innovativa", "Imprenditorialità responsabile".

Il miglior video in ciascuna delle tre categorie riceverà dalla Commissione europea un premio di 3000 EUR, il secondo classificato un premio di 2 000 EUR e il terzo un premio di 1 000 EUR.

Nel Bando non poteva mancare un punto dedicato al diritto d'autore.

Pur rappresentando un enorme passo avanti rispetto alle corrispettive previsioni del RomaEuropa Web Factory, il regolamento deliberatamente ignora le opere licenziate Creative Commons (nel caso di specie, occorerebbero opere licenziate CC By-SA) o similari: infatti al punto 7 è dato leggere: "I concorrenti non possono inserire nel loro video nessun brano musicale che non sia di dominio pubblico".

E' davvero un peccato, perchè quelle stesse opere avrebbero potuto essere usate come materiale da costruzione per ulteriore creatività.

E' un peccato perchè sono gli stessi autori di quelle opere ad averle licenziate cosicchè ciò fosse possibile, che questi ulteriori usi fossero non solo consentiti ma incoraggiati.

Tuttavia, mi sentirei di proporre una soluzione che rispetti la lettera del regolamento e consenta l'inserimento nei video di brani musicali licenziati con modalità compatibili a quelle richieste.

Il regolamento permette l'inserimento di brani che siano di pubblico dominio.

Il regolamento è stato stilato dalla Commissione Europea.

Nel 2007, la Commissione Europea, nell'ambito del progetto E-content plus, abbraccia una concezione dinamica del pubblico dominio, ricomprendente "contenuti che non sono o non sono più protetti dal copyright e materiale che è coperto da copyright, ma a cui tutti possono accedere e che tutti possono usare, per esempio, perchè rilasciati sotto licenze Creative Commons"

Allora a rigor di logica la Commissione Europea, quando nel bando parla di pubblico dominio, dovrebbe riferirsi alla sua concezione dinamica.

Visto che da sempre gli amici di BeatPick sono propensi alle sfide, passo loro l'idea: perchè non provare a partecipare con un video sull'imprenditorialità innovativa con musica licenziata Creative Commons? ;-)

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venerdì, gennaio 30, 2009

RomaEuropaFAKEFactory: se ne è parlato a "Codice Binario"

Ieri è andata in onda la puntata di "Codice Binario" dedicata all'iniziaitiva RomaEuropaFAKEFactory. Qui sotto trovate il podcast.




puntata n.12

RomaEuropaFAKEFactory - concorso internazionale di videoarte, musica, letteratura ed arte legale


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mercoledì, gennaio 28, 2009

Freedom4Remix: il nostro "Fake" Contest

Freedom4Remix: un nuovo capitolo.

Una volta ricevuta la risposta ufficiale da parte della Fondazione RomaEuropa, Salvatore (Iaconesi), Oriana (Persico) ed io abbiamo pensato: perchè allora non metterlo in piedi noi un concorso che accetti solo opere remixate? Perchè non fare della sana critica, condita con un pò di ironia? Perchè non dimostrare che la Rete è in grado di dare risposte, senza limitarsi alla protesta?

Ne è nata l'idea di un contro-concorso (che, poi, concorso vero e proprio non è, visto che non ci sono premi) che facesse "il verso" a quello originario :-)

E' così nato il RomaEuropa FAKE Factory contest!

Sul sito linkato trovate tutte le informazioni.

Con uno slogan potremmo dire che noi prendiamo tutto quello che il concorso originario scarta.

C'è voglia di lanciare un messaggio: la Rete ha abilitato nuove forme di espressività. Alcune di esse possono finanche essere forme di arte, ma questo, in realtà, poco importa. Sono soprattutto nuove modalità espressive, nuove forme di linguaggio.

Incoraggiarne la diffusione è un modo per incoraggiare le persone ad esprimersi liberamente e, così facendo, portarle ad apprezzare e rispettare l'altrui espressività e creatività.

E' sorprendente quante associazioni, nel giro di una settimana, ci abbiano manifestato la disponibilità a collaborare.

La Beatpick ha, addirittura, messo a disposizione del concorso l'archivio delle musiche rilasciate con licenze aperte sul loro portale. Ai partecipanti del concorso sarà quindi possibile iscriversi al portale di BeatPick, ascoltare la musica e scegliere quella che eventualmente potrà risultare gradita o utile per realizzare le proprie composizione in "cut'n mix".

Sul mio blog non posso che fare due ringraziamenti: il primo è per l'appoggio offertoci dall'Istituto per le Politiche dell'Innovazione e dal suo Presidente, Guido Scorza. Il secondo è per Massimo Melica ed Elisa Palmieri che ieri ci hanno ospitato per la registrazione di una puntata di "Codice Binario" dedicata alla presentazione dell'iniziativa e che andrà in onda sulla web radio de "Il velino", giovedì 29, alle ore 10:30.

Infine una speranza... che i due contest quello vero e quello "falso" (FAKE) possano un giorno confluire in un'unica manifestazione... in fondo l'arte è arte, senza distinzione di tecnica.



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domenica, gennaio 25, 2009

Freedom4Remix: stay tuned ;-)


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mercoledì, gennaio 21, 2009

Remixo anch'io, no tu no, ma perchè? Perchè no!

La storia del Roma Europa Web Factory contest si arricchisce di sempre nuovi "particolari"... Se leggete questo blog ormai ben sapete che gli organizzatori hanno deciso di estromettere ogni attività di mashup, remix etc.

Quello che, invece, non avevo letto (se non fosse stato, ancora una volta, per la segnalazione di Salvatore Iaconesi) è la meravigliosa liberatoria che gli artisti sono tenuti a firmare se vogliono prendere parte al concorso.

In sostanza, per partecipare alla competizione bisogna cedere, a titolo gratuito ed in esclusiva, alla Fondazione RomaEuropa tutti i diritti sulla propria opera!!!

E infatti il partecipante dichiara:

"1) di cedere sin d'ora a Fondazione Romaeuropa Arte e Cultura con sede in Roma, via dei Magazzini Generali 20/A e a Telecom Italia S.pA., con sede in Piazza degli Affari, 2.20123, Milano (di seguito "i Promotori"), per tutto il mondo e senza limitazioni temporali, in via esclusiva, ogni e qualunque diritto di sfruttamento , in qualsiasi forma e con qualunque mezzo, presente e futuro, ed in particolare: di riproduzione, adattamento, pubblicazione, diffusione, esecuzione e rappresentazione in pubblico, comunicazione al pubblico, messa a disposizione del pubblico, distribuzione, traduzione, elaborazione, noleggio e prestito, dell’Opera che il/la sottoscritto/a caricherà sul Sito. Resta inteso che i suddetti diritti potranno essere esercitati direttamente dai Promotori ovvero da soggetti terzi autorizzati dai Promotori stessi; nel qual caso resta inteso che i Promotori potranno individuare tali soggetti terzi nonché negoziare e concordare autonomamente con detti terzi le condizioni per l'esercizio dei suddetti diritti, a propria discrezione.

...

5) di accettare che la presente dichiarazione liberatoria e la concessione dei diritti di cui sopra ai Promotori è a titolo assolutamente gratuito; pertanto il/la Sottoscritto non avrà nulla a che pretendere, ad alcun titolo, né dai Promotori né da alcun terzo da questa autorizzato, in relazione allo cessione dei diritti e/o allo sfruttamento o meno dell’Opera."

Però il vero capolavoro è al punto 4.

Ricorderete che l'articolo 8 del regolamento recitava: "Non è ammessa, da parte dei partecipanti, alcuna attività di mashup, remix ed ogni altro genere di manipolazione, in ogni caso le opere frutto di mashup, remix ed ogni altro genere di manipolazione non potranno in alcun modo partecipare al Concorso. In caso di controversia tra i partecipanti, farà fede la data dell'upload."

Ecco, il punto 4 della liberatoria/licenza che il "povero" partecipante al concorso si trova costretto a firmare recita:

"4) di autorizzare sin d'ora i Promotori- nonché i terzi autorizzati dai Promotori - ad utilizzare anche singole parti o frammenti dell’Opera nonché a rimontare l’Opera, in tutto od in parte, qualora ciò sia ritenuto opportuno dai Promotori o dai terzi per il migliore sfruttamento dell’Opera; in particolare il/la sottoscritto/a autorizza i Promotori a permettere eventuali interventi di mashup e remix sull’Opera rinunciando fin d’ora a qualunque tipo di risarcimento, indennità, rimborso".

Io remixo, tu no :-)

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mercoledì, gennaio 14, 2009

Freedom for Remix: la risposta ufficiale

Poco prima di Natale avevo pubblicato questo post: "Divieto di Remix: cambiamo le regole?". In breve, si chiedeva alla Fondazione Romaeuropa e ai curatori del concorso Romaeuropa Web Factory di modificare l'articolo 8 del regolamento di gara che espressamente escludeva dalla competizione ogni attività di mashup, remix ed ogni altro genere di manipolazione.

Era una lettera scritta a quattro mani (rectius: a sei mani... ho dimenticato di citare Salvatore Iaconesi - Artisopensource - che aveva segnalato la "stranezza" del regolamento e che ha partecipato alla revisione finale del testo) con Oriana Persico di Degradarte e intendeva avviare un dialogo con la Fondazione ed i curatori della competizione per comprendere le ragioni di tale preclusione.

Ho ricevuto oggi da parte di Gianluigi De Stefano, curatore del Romaeuropa Web Factory in partnership con Telecom Italia, la risposta ufficiale che ci era stata promessa.

Potete leggerla qui di seguito. Della vicenda se ne riparlerà nel corso della puntata di Codice Binario, a cura di Massimo Melica, del prossimo 22 gennaio, ore 10:30, sulla web-radio de "Il Velino".

Mi piacerebbe ci potesse essere un intervento anche da parte di Gianluigi De Stefano. Verificherò con Massimo Melica e con il diretto interessato nelle prossime ore.

Buona lettura.


"Cari amici,

ho letto l'articolo che esprime perplessità riguardo all'articolo 8 del Regolamento di Romaeuropa Web Factory.

I vostri rilievi sono pertinenti e interessanti e ritengo quindi doveroso fornirvi alcuni chiarimenti circa le riflessioni che ci hanno portato alla formulazione dei divieti che l’articolo contiene.

E' bene ricordare, innanzitutto, che Romaeuropa Web Factory è un concorso a premi nato in partnership con Telecom Italia e che tutti i Promotori hanno indicato la chiarezza e la parità di condizioni come principi irrinunciabili.

Abbiamo ritenuto, perciò, che la tutela di un'intera collettività di artisti fosse un interesse che non dovesse in alcun modo entrare in conflitto con la libertà di espressione di ciascuno.

Un concorso come quello organizzato da Fondazione Romaeuropa e Telecom Italia ha un impatto nella comunità talmente rilevante da non poter prescindere dal rispetto delle norme di legge e ciò a tutela del regolare funzionamento del concorso.

Come è ben detto nel vostro intervento le attività di remix e mashup sono lecite solo se composte da materiale di pubblico dominio o oggetto di esplicita licenza da parte dell’autore.

Questo perché per la normativa vigente il diritto all’integrità dell’opera e il diritto morale di essere riconosciuto come autore dell’opera sono diritti spettanti all’autore che non possono essere ignorati.

Per poter ammettere opere oggetto di mashup e remix avremmo dovuto quindi o verificare i titoli di legittimità di ciascuna opera rendendo troppo farraginosa e impraticabile l’ammissione delle opere stesse o esporre l’intero concorso al rischio di azioni giudiziarie intentate da qualche artista o da qualche concorrente.

Sappiamo bene che le pratiche oggetto del divieto sono molto comuni e sono ormai riconosciute come un "genere" a sé stante il quale ha un fascino e una dignità molto apprezzate.

Tuttavia di fronte alle osservazioni degli avvocati una rinuncia in questo senso ci è parso che fosse sopportabile visto gli scopi dell’intero progetto.

Chiarito tutto questo, vi ringrazio ancora per le parole di apprezzamento contenute nell'articolo e vi invito a partecipare a questa come alle prossime edizioni del Romaeuropa Web Factory"


Gianluigi De Stefano
Curatore Romaeuropa Web Factory in partnership con Telecom Italia


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lunedì, dicembre 29, 2008

Freedom for Remix: una prima risposta

Poco prima di Natale avevo pubblicato questo post: "Divieto di Remix: cambiamo le regole?". In breve, si chiedeva alla Fondazione Romaeuropa e ai curatori del concorso Romaeuropa Web Factory di modificare l'articolo 8 del regolamento di gara che espressamente escludeva dalla competizione ogni attività di mashup, remix ed ogni altro genere di manipolazione.

In buona sostanza, quella che il Prof. Lawrence Lessig ha definito Remix Culture era ed è bandita.

Ieri è giunta una prima risposta da parte dei curatori del sito i quali hanno spiegato sommariamente le ragioni della scelta, rimandando tuttavia ad un comunicato ufficiale della Fondazione che sarà pubblicato subito dopo le feste.

Conservo la speranza che ci possa essere un'apertura alle istanze contenute nell'email inviata.

Comunque vada, non posso che ringraziare sin d'ora i tanti amici e amiche che hanno supportato l'iniziativa inviando anch'essi un'email, avente per oggetto "Freedom for Remix".

Grazie, in particolare, ai miei studenti dei seminari alla Sapienza, grazie a Massimo Melica, che, come al solito, non ha fatto mancare il suo appoggio, grazie ad Adriana Augenti per le belle parole via email, grazie a Dok, per averne parlato sul suo Blog.

Grazie ad Oriana Persico e Salvatore Iaconoesi... Art is Open Source :-)

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venerdì, dicembre 19, 2008

Divieto di Remix: cambiamo le regole?

"La Fondazione Romaeuropa e Telecom Italia lanciano una grande sfida a tutti gli artisti e creativi che popolano il web. Una grande officina, sempre aperta, che intercetta, rilancia e premia il talento che viaggia sulla rete, attraverso quattro palcoscenici virtuali dedicati a videoarte, musica elettronica, scrittura creativa e user generated advertising."

Peccato che, come mi hanno segnalato alcuni amici, delle forme di arte vengono di per sè considerate illecite dal regolamento del concorso e, dunque, non possono partecipare.

Abbiamo scritto una lettera aperta alla fondazione.

Chi vuole può aderire inserendo la propria firma, come singolo o associazione. Basta andare qui.

In calce riporto il testo della lettera. Se volete darci una mano copiatela/incollatela e speditela a info@romaeuropawebfactory.it con l'oggetto: "Freedom for Remix"

Grazie ;-)

Alla Fondazione Romaeuropa Festival, ai curatori del concorso Romaeuropa Web Factory

Recentemente un articolo pubblicato su Artsblog e le osservazione mosse da alcuni artisti hanno portato alla nostra attenzione il Concorso Romaeuropa Web Factory, promosso dalla vostra Fondazione. Il riferimento in particolare va al bando di partecipazione del Concorso. Riteniamo, infatti, che l'articolo 8, "OBBLIGHI DEL PARTECIPANTE", meriti un'attenta valutazione ed una discussione pubblica capace di aprire un confronto culturale su temi a noi cari.

Il testo recita infatti così (cit.):


"Non è ammessa, da parte dei partecipanti, alcuna attività di mashup, remix ed ogni altro genere di manipolazione, in ogni caso le opere frutto di mashup, remix ed ogni altro genere di manipolazione non potranno in alcun modo partecipare al Concorso. In caso di controversia tra i partecipanti, farà fede la data dell'upload."

Il Concorso intende rivolgersi a tutti i giovani creativi che desiderino cimentarsi con i nuovi linguaggi, in quattro aree differenti: video-arte, musica elettronica, scrittura testuale, elaborazione di uno spot pubblicitario. Ma la clausola da voi posta lascia perplessi sotto un duplice profilo.

Il primo, e più evidente, è collegato al fatto che le forme di arte da voi menzionate, in particolare la video-arte e la musica elettronica, usino prevalentemente tecniche quali mashup, remix, manipolazione e che tali tecniche costituiscano al contempo il sostrato culturale e filosofico e la materia prima per la loro realizzazione


Il secondo, invece, attiene ad una presunzione di illiceità di quelle forme d'arte. Il regolamento sembra non tenere in minima considerazione il fatto che il video o l'opera possano essere state realizzate assemblando o manipolando opere le cui relative licenze permettano quel tipo di attività e, dunque, rendano perfettamente lecita (sotto il profilo delle pretese degli autori) l'opera derivata. Ancora, il regolamento sembra non tenere in minima considerazione il fatto che l'attività di remix o mash-up origini da materiale caduto in Pubblico Dominio e, pertanto, liberamente riutilizzabile per costruire sul passato e dar vita a nuove forme d'arte.

Alla luce di quanto sopra, siamo sicuri che la vostra istituzione, che opera da anni nel settore della promozione artistica e culturale anche a livello internazionale, abbia tutto l'interesse nel fornire risposte adeguate alle critiche da noi rilevate e nell'approntare giusti rimedi a scelte che riflettono un disagio generale nella lettura e nella comprensione delle dinamiche (antropologiche, culturali, sociali, economiche, tecnologiche) che attraversano la contemporaneità e, in particolare, la produzione artistica legata ai nuovi media e ai contenuti digitali.


Promotori

Marco Scialdone, DegradArte, ArtisOpenSource



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