Su "L'Espresso" si parla del RomaEuropaFAKEFactory
Sul numero in edicola de "L'Espresso" c'è un articolo a firma di Derrick de Kerckhove dedicato al RomaEuropaFAKEFactory.
"Arte digitale libera e mixata", questo è il titolo "
"Se le nuove tecnologie abilitano modelli fondati sull’autodeterminazione e sulla condivisione di risorse e conoscenze, il realizzarsi di questa possibilità si scontra da un lato con la resistenza delle strutture economiche, politiche e legislative esistenti, dall’altro con un divide squisitamente culturale e di linguaggio. Copyright e processi di produzione artistico-culturale catalizzano spesso queste tensioni di fondo."
Non sarebbe stato possibile descrivere meglio le ragioni che stanno alla base di una provocazione intellettuale come il RomaEuropaFAKEFactory.
Nel frattempo il cantiere è in fermento... si sta organizzando la conferenza di presentazione per il 20 marzo p.v., si stanno raccogliendo le opere già arrivate, si sta tirando su (grazie all'infaticabile Salvatore Iaconesi... un uomo i cui geni dovrebbero essere oggetto di studio... mai visto nessuno lavorare con i suoi ritmi!) la piattaforma per l'uploading e tanto altro.
Devo dire che è un modus operandi per me completamente nuovo e spiazzante... ti rendi conto di quanto tu sia deformato professionalmente quando hai a che fare con veri artisti... insomma avevo già dei sospetti che la facoltà di giurisprudenza producesse danni persistenti nel tempo... ora ne ho la certezza :-)
Una volta ricevuta la risposta ufficiale da parte della Fondazione RomaEuropa, Salvatore (Iaconesi), Oriana (Persico) ed io abbiamo pensato: perchè allora non metterlo in piedi noi un concorso che accetti solo opere remixate? Perchè non fare della sana critica, condita con un pò di ironia? Perchè non dimostrare che la Rete è in grado di dare risposte, senza limitarsi alla protesta?
Ne è nata l'idea di un contro-concorso (che, poi, concorso vero e proprio non è, visto che non ci sono premi) che facesse "il verso" a quello originario :-)
Con uno slogan potremmo dire che noi prendiamo tutto quello che il concorso originario scarta.
C'è voglia di lanciare un messaggio: la Rete ha abilitato nuove forme di espressività. Alcune di esse possono finanche essere forme di arte, ma questo, in realtà, poco importa. Sono soprattutto nuove modalità espressive, nuove forme di linguaggio.
Incoraggiarne la diffusione è un modo per incoraggiare le persone ad esprimersi liberamente e, così facendo, portarle ad apprezzare e rispettare l'altrui espressività e creatività.
E' sorprendente quante associazioni, nel giro di una settimana, ci abbiano manifestato la disponibilità a collaborare.
La Beatpick ha, addirittura, messo a disposizione del concorso l'archivio delle musiche rilasciate con licenze aperte sul loro portale. Ai partecipanti del concorso sarà quindi possibile iscriversi al portale di BeatPick, ascoltare la musica e scegliere quella che eventualmente potrà risultare gradita o utile per realizzare le proprie composizione in "cut'n mix".
Infine una speranza... che i due contest quello vero e quello "falso" (FAKE) possano un giorno confluire in un'unica manifestazione... in fondo l'arte è arte, senza distinzione di tecnica.