mercoledì, giugno 24, 2009

Vi squilla il cellulare? Vi serve una licenza... secondo ASCAP

Pare che il senso del ridicolo (e quello della dignità personale e professionale) sia del tutto assente in certi ambienti. In quelli del Copyright più che in altri.

Come reagireste, infatti, se in un atto giudiziario (non, dunque, in un articolo giornalistico, in un'intervista, in un dibattito) trovaste scritto questo: "When a ringtone rings in "public", it is undeniably a "public performance as those terms are defined in the Copyright Act" (trad. "Quando una suoneria squilla in pubblico, si tratta innegabilmente di una pubblica esecuzione per come questi termini sono definiti nel Copyright Act")?

L'atto in questione, firmato dai legali di ASCAP (American Society of Composers, Authors and Publishers), è relativo ad una controversia con AT&T che ha del grottesco: si vorrebbe che i gestori di telefonia mobile pagassero non solo per consentire ai propri clienti di scaricare le suonerie, ma anche per il fatto che poi queste possano suonare in pubblico realizzando così una pubblica esecuzione del brano.

Secondo me occorrerebbe subito aprire un nuovo fronte.... cantare sotto la doccia a casa può anche andare bene, ma che uno canticchi facendo la doccia in spiaggia, dopo un rigenerante bagno in mare, mi pare assolutamente intollerabile... ce vò la licenza!

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venerdì, febbraio 13, 2009

I numeri fanno paura

Dal sito della FIMI:

Sanzione record per download e vendita di file illegali: 340 mila euro

La Polizia Postale e delle Comunicazioni di Isernia, nel corso di un’operazione relativa alla tutela del diritto d'autore, ha proceduto alla contestazione della violazione amministrativa di cui all'art.174-bis e segg. Della legge 633/41 a carico di un residente di 40 anni in provincia di Isernia resosi responsabile della violazione delle norme sul diritto d'autore, in quanto scaricava, acquisiva e scambiava dalla rete internet file di vario genere, traendone ingiusto profitto; nel corso delle verifiche, sono stati rinvenuti circa 1.500 cd e diverse centinaia di floppy disk, contenenti materiale di vario tipo e protetto dal copyright, l'ingente quantitativo del materiale sequestrato, ha consentito di applicare all'autore dell'attività illecita, una sanzione amministrativa molto elevata pari a circa 340.000,00 euro.

Ora, a parte che chi utilizza ancora i floppy disk è un eroe e questo, in uno stato civile ,lo dovrebbe tenere al riparo da ogni sanzione... ho provato a (ri)fare i calcoli.

L'articolo 174 bis recita: "1. Ferme le sanzioni penali applicabili, la violazione delle disposizioni previste nella presente sezione è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria pari al doppio del prezzo di mercato dell'opera o del supporto oggetto della violazione, in misura comunque non inferiore a euro 103,00. Se il prezzo non è facilmente determinabile, la violazione è punita con la sanzione amministrativa da euro 103,00 a euro 1032,00. La sanzione amministrativa si applica nella misura stabilita per ogni violazione e per ogni esemplare abusivamente duplicato o riprodotto"

Mettiamo il caso che al povero quarantenne d'Isernia (che, probabilmente, sarà costretto a vendersi la casa per pagare la sanzione amministrativa) sia stato applicato il minimo: 103 euro per ogni violazione, dunque per ogni file:

340.000/103= 3300,9

Quindi questo signore aveva ben 3300 file!

Ora mettiamo che fosse tutta musica: ogni cd in media ha 15 brani.

3300/15= 220

Accidenti, qui le cose si fanno serie: questo signore si era indebitamente appropriato di ben 220 cd, per un valore di mercato pari a:

220*18= 3960 euro

Questo disgraziato di Isernia ha causato un danno agli artisti e all'industria discografica per quasi 4000 euro.

Portategli via la casa... subito!

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domenica, dicembre 21, 2008

Copyright Wars: è la fine o solo un nuovo inizio?

Il Wall Street Journal dedica un lungo articolo alla decisione della RIAA (Recording Industry Association of America) di rinunciare all'instaurazione di giudizi "di massa" nei confronti dei file-sharers.

Da quando, nel 2003, la stessa associazione decise che era arrivato il momento di dare una severa lezione ai "pirati" della rete sono stati attivati 35.000 procedimenti.

Nessuno è stato risparmiato, compresi una giovane ragazza madre, una signora defunta (avrà lasciato il modem acceso?) e un'adolescente di soli 13 anni.

Tuttavia l'intento di "colpirne uno (...più di uno per la verità) per educarne cento" non ha dato i risultati sperati visto che le vendite hanno continuato la loro inesorabile discesa.

Sarà che le tecnologie cambiano il mercato, ne spostano quote significative: capita così che le fonti di un tempo si inaridiscano e occorra reinventarsi. Oppure si può dichiarare guerra al nuovo e chiedere alla legge di renderlo illegale.

L'atteggiamento di parte dell'industria dell'intrattenimento è stato sovente quest'ultimo. Basta ricordare l'avversione per i videoregistratori (cui seguì una lunga battaglia giudiziaria) o per le cassette vergini (...ognuna di esse è una copia venduta in meno... tuonavano i discografici dell'epoca).

Oggi la RIAA decide di abbandonare il campo di battaglia, ma è già pronta a continuare la guerra su un diverso fronte.

Ha capito che se non puoi sconfiggere i tuoi nemici (e non hai intenzione di allearti con loro), la soluzione è avvelenarne le fonti.

Se il problema è Internet, allora togliamogli Internet.

La RIAA dichiara di aver già raggiunto un accordo con diversi provider statunitensi affinchè risolvano l'abbonamento degli utenti che commettono ripetute (presunte) infrazioni del copyright.

Abbiamo ancora bisogno del diritto?

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mercoledì, novembre 19, 2008

Leggete per conto vostro, mi raccomando

Oggi, presso la Commissione Europea, è stata presentata Europeana. Per domani è previsto il lancio ufficiale.

Come informa Giovanni De Paola sul suo blog "Europeana è una libreria on-line che offre libri, audio, film, foto, quadri, mappe, manoscritti, giornali e documenti d'archivio, tutti parte del patrimonio culturale europeo".

"Sarà principalmente finanziata dall'Unione Europea, nell'arco 2009-2011 per l'80% dei 2 milioni di euro annuali necessari. Gli Stati membri e le istituzioni culturali pagheranno il resto".

E', dunque, un'iniziativa finanziata con soldi di noi tutti ed i cui contenuti, pertanto, dovrebbero essere liberamente disponibili, per noi tutti, sulla base di licenze che ne consentano il pieno godimento e condivisione.

Basta dare un'occhiata ai termini d'uso "provvisori" ("Disclaimer: Europeana.eu è un 'prototipo', pertanto i presenti Termini e condizioni d’uso devono ancora essere sottoposti ad uno studio giuridico accurato. Vanno considerati come una guida e come l’avvio di una buona prassi. Una revisione integrale avrà luogo nel’ambito del progetto Europeana v1, che avrà inizio nel 2009, e i termini e condizioni d’uso definitivi e giuridicamente vincolanti saranno pubblicati nel portale operativo, previsto per il 2010") per rendersi conto che così non è.

Mi ha colpito, in particolare, un passaggio che credo sintetizzi al meglio quanto assurda possa risultare una certa applicazione della normativa in materia di diritto d'autore in ambienti digitali: "Gli utenti inoltre possono salvare elettronicamente per uso personale anche pagine web che non mostrano articoli. La diffusione per via elettronica o l'invio via mail di articoli non sono consentiti senza la preventiva autorizzazione da parte della Fondazione EDL e / o del partner che fornisce il contenuto in questione".

Insomma: leggete pure... ma che non si sappia in giro.

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giovedì, novembre 13, 2008

Il terribile volto dei pirati

La FIMI annuncia una "brillante operazione condotta dal Comando Provinciale della GDF di Cuneo". A conferma, si legge nel comunicato: "la squadra operativa della tenenza di Mondovì ha infatti denunciato 1 persona per violazione della normativa sul diritto d'autore".

Acciderboli!

E chi mai sarà questa persona? Sicuramente un delinquente abituale, uno di quelli che ha una squadra di brutti ceffi da collocare agli angoli delle strade per smerciare cd e dvd taroccati.

Leggendo il comunicato stampa delle forze dell'ordine si scopre che dopo lunghe e accurate indagini ("Nel corso degli accertamenti, coordinati e diretti dal Dott. *****, Procuratore della Repubblica facente funzioni di Mondovì, i militari del Tenente ***, avvalendosi della collaborazione e del supporto tecnico della Federazione contro la Pirateria Musicale di Milano, hanno intercettato sul web diversi utenti che utilizzavano appositi programmi di condivisione informatica, per scambiarsi prodotti cinematografici e musicali, giochi e programmi per il P.C. illecitamente duplicati"), si è arrivati al pericoloso criminale, un "operaio cinquantunenne e sua moglie ***, casalinga di trentacinque anni .... i quali, all’atto dell’intervento disposto presso il loro domicilio dal Magistrato inquirente, sono stati sorpresi proprio mentre erano intenti a scaricare dalla rete materiale protetto da copyright."

Ora sento di vivere in un paese più sicuro.


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