venerdì, maggio 15, 2009

La Legge HADOPI è un buon inzio, ma non basta, va estesa...

Chi segue le vicende della Rete sa bene che qualche giorno fa è stata approvata in via definitiva in Francia la famigerata legge HADOPI, quell'esempio di civiltà giuridica in forza del quale se VOI siete titolari dell'abbonamento Internet e VOSTRO figlio scarica materiale protetto dal diritto d'autore, la connessione la tagliano a VOI, che il file-sharing non sapete neppure che cos'è e che quando sentite parlare di peer2peer pensate si tratti dell'offerta promozionale di un supermercato.

Del resto, parliamoci chiaramente, se avete allevato un criminale una qualche responsabilità ce l'avrete, no?

Vi dirò che, tutto sommato, questa francese mi sembra proprio una buona legge. Trovo perfettamente ragionevole, ad esempio, che se uno scarica l'ultima hit di britney spears illegalmente rischi di vedersi disconnettere dalla rete, mentre se visioni materiale pedopornografico no.

Tuttavia, il principio che sta dietro il provvedimento è talmente buono che andrebbe esteso, come sostiene Ed Felten.

Perchè allora non pensare di estendere la dottrina del Three Strikes alla carta stampata? In fondo, come Internet, anche la carta stampata è un mezzo attraverso cui possono essere compiute violazioni del copyright.

E allora, sostiene Felten, applichiamo lo stesso principio alla lettura e scrittura, e per tutti gli usi di stampa, compresi quelli informali. In caso di violazione del copyright sarà vietato scrivere o leggere qualunque cosa per un anno.

Certo, i più garantisti tra voi storceranno il naso, tireranno fuori l'obsoleto concetto di libertà di espressione, ma, in fondo, a chi importa? Quanto meno in Francia e per Internet pare proprio non importi a nessuno.

E allora, uniamoci ad Assumma, nel salutare questo "momento storico" e auguriamoci che sia solo l'inzio, perchè la battaglia per "il giusto rispetto della proprietà intellettuale" potrà dirsi conclusa solo allorquando l'ultimo pirata si sarà consegnato nelle mani della giustizia.

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giovedì, aprile 09, 2009

Ultim'ora: Francia, inatteso stop al three strikes

Lo riferisce Le Monde.

Pare che la partita si sia riaperta. Un buona notizia.

Staremo a vedere.




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giovedì, aprile 02, 2009

Three strikes... ci siamo

Alla fine il Parlamento francese ha approvato la famigerata proposta di legge che prevede la disconnessione da Internet degli utenti (rectius: dei titolari dell'abbonamento) che si siano macchiati di ripetute (tre) violazioni del diritto d'autore in rete.

Un paio di considerazioni a caldo.

La lobby dell'industria dell'intrattenimento è ormai in grado di farsi approvare qualsiasi proposta normativa, anche la più folle, senza trovare resistenza. Mi pare evidente che gli Internet Service Provider non abbiamo alcun peso politico e finanche le TelCo arrancano di fronte all'aggressività dei (veri) titolari dei diritti.

Per certi versi assistiamo alla riedizione dell'anacronistica lotta contro il videoregistratore... solo che questa volta hanno imparato che le battaglie non si conducono nelle aule di giustizia (si corre il rischio di perderle), ma direttamente nelle aule parlamentari, facendosi approvare leggi ad personam.

Altra cosa: non ho ben compreso tutto il testo approvato (ho qualche problema di comprensione del francese), ma cosa significa disconnessione per violazione del diritto d'autore?

Tutto il web è un'enorme violazione del diritto d'autore. Basta prendere la nostra legge, leggerla e poi farsi una navigata... che facciamo disconnettiamo un intero paese? N0, perchè pare che più di qualcuno auspichi la pronta adozione di un eguale provvedimento in Italia.

Io stesso dovrei essere disconnesso... prendete il mio blog... ci sono ben più di tre violazioni del diritto d'autore... e vi garantisco che ho davvero a cuore le pretese degli autori. Solo che certe regole non sono state pensate per le persone "comuni" e per gli usi "comuni".

Il Diritto d'autore per lunghissimo tempo è volato sopra le teste delle persone. C'era, ma non veniva percepito .

Il Diritto d'autore non si preoccupava delle persone comuni e le persone comuni non si preoccupavano del diritto d'autore.

Con il Web tutto è cambiato, vogliamo rendercene conto?

La mia speranza è che questa legge imploda alle prime applicazioni, sotto il peso delle sue contraddazioni, per la fragilità di una costruzione di cartone.





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mercoledì, giugno 25, 2008

Un gran bel film...

Il film ha qualche anno (è del 2000) ma io non l'avevo mai visto. Capita. Ci sono film che appena vedi il trailer pensi "questo lo vado a vedere appena esce", poi passano i giorni, le settimane e te ne dimentichi. Con Memento è andata esattamente così. Strana coincidenza per un film che parla della perdita di memoria.

Poi un paio di mesi fa mi è apparso davanti, mentre mi aggiravo in uno dei tanti multimedia store. Prezzo decisamente contenuto (€ 9,90), una confezione bellissima, in metallo, due DVD (il film "normale" e la versione "cronologica" - se avete visto il film potete immagnare di cosa stia parlando - più extra vari), insomma era arrivato il momento di vederlo.

Il film è incredibilmente magnetico e snervante. Un continuo andare avanti e tornare indietro, con un Guy Pearce superbo nel ruolo dello smemorato, ossessionato dalla ricerca del killer che ha violentato e ucciso sua moglie.

Se non lo avete visto, merita di esserlo.

p.s.: impegni di lavoro mi hanno tenuto lontano da Olivennes. Speriamo che la Divina Provvidenza tenga lontano Olivennes (e le sue idee) da tutti noi!

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venerdì, giugno 20, 2008

Si può sperare ancora nel buon senso? Forse no...

Non ho neppure fatto in tempo a sperare nel buon senso come valido avversario del lavoro della commissione Olivennes che, come mi segnala Dok, viene fuori la notizia del convegno organizzato dall'Associazione Italiana Editori che avrà come ospite d'onore proprio Olivennes, il quale evidentemente è diventato una sorta di braveheart dei guerrieri del copyright, l'uomo che ha osato mettere nero su bianco ciò che per i nostri combattenti era solo un pruriginoso pensiero inconfessabile.

Impegni di lavoro permettendo cercherò di esserci e di riprendere l'intervento di Olivennes... vuoi mettere immortalare un pezzo di storia?

Tuttavia a questo punto voglio confessarvi anche il mio pensiero proibito... vorrei tanto alzarmi in piedi durante il suo intervento e fantozzianamente gridare: "LA PROPROSTA OLIVENNES E' UNA CAGATA PAZZESCA!!!" :-)



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giovedì, giugno 19, 2008

Si può sperare ancora nel buon senso?

Fino ad oggi avevo sperato che il progetto elaborato dalla Commissione Olivennes, restasse confinato in qualche cassetto ministeriale, che venisse tirato fuori solo in occasione di convegni (tanto per accendere un pò la platea) o di lezioni universitarie (tanto per raccontare agli studenti di una proposta stravagante che voleva tagliare la connessione ai loro padri perchè i figli si scambiavano canzoni di Britney Spears).

Poi oggi si diffonde in rete la notizia del progetto di legge francese di iniziativa governativa che fa propri i risultati della commissione olivennes e prepara la strada affinchè una scellerata idea liberticida diventi legge nel cuore dell'Europa.

Non credo valga la pena commentare il merito del provvedimento proposto. Non c'è merito.

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notizie, notizie e ancora notizie

Sono giorni carichi di notizie per chi si occupa, per passione e lavoro, di diritto delle nuove tecnologie.

Lunedì: Punto-Informatico riferisce di una clamorosa sentenza che condanna un blogger per il reato di stampa clandestina.

Martedì: la SIAE si fa promotrice di un progetto di legge (rivoluzionario a detta loro) sulla tutela giuridica del Format.

Mercoledì: viene pubblicato un interessante rapporto della University of Hertfordshire su musica e comportamenti delle giovani generazioni.

Giovedì: la Francia fa sul serio (colpa dell'eliminazione dagli Europei?) e il presidente Sarkozy traduce le idee liberticide della commissione Olivennes in un progetto di legge da sottoporre all'attenzione del Parlamento.

Un bel pò di cose su cui fermarsi un attimo a riflettere per capire quale futuro attende la Rete e quelli che la popolano.


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venerdì, marzo 21, 2008

Per fortuna che c'è la Svezia...

Lo ammetto... quando venne fuori il rapporto della commissione olivennes pensavo che la sua idea centrale (risoluzione ex lege del contratto stipulato con il provider per l'accesso alla rete in caso di ripetute violazioni del copyright) fosse talmente folle e sproporzionata (un pò come chiudere tutte le persone in casa per evitare che possano capitare disordini nelle piazze) che nessuno avrebbe mai potuto pensare seriamente di dargli credito e seguito.

Poi, come molti di voi sapranno, questa settimana salta fuori la notizia che in Giappone sono gli stessi ISP a strizzare l'occhio alla proposta (nell'epoca di Internet il codice legale comincia a diventare superfluo... quello informatico basta e avanza).

Apprendo con un pò di sollievo che, almeno in Svezia, il Ministro della Giustizia e quello della Cultura hanno preso posizione contro un simile approccio sostenendo che il disconnettere le persone per violazione del copyright è una misura in grado di avere serie ripercussioni "in a society where access to the Internet is an imperative welfare-issue"

Un'altra considerazione: ognuno può avere la propria scala di valori... ma io trovo aberrante che la disconnessione dalla rete sia stata pensata e proposta per la violazione dei diritti d'autore e nessuno si sia mai sognato di pensarla e proporla per lo scambio online di materiale pedopornografico.

Credo che si stia decisamente esagerando.

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venerdì, gennaio 18, 2008

Quest'idea non mi è nuova!!!

Leggo oggi su Punto-Informatico che la Cina ha qualche problemino con la pirateria (no?!?! davvero?!?!?) e per debellare alla radice il fenomeno ha deciso di mettere in campo una serie di azioni, tra cui questa: "La prima fase del progetto richiederà investimenti di 750mila euro, sarà completata in maggio e si concretizzerà in una piattaforma per il monitoraggio dei contenuti che circolano online. Radi i dettagli trapelati: funzionerà come un motore di ricerca, sarà dotata di un database che archivierà il materiale autorizzato, sarà in grado di assistere le autorità nel rintracciare musica e film trasmessi online senza permesso. Individuata una violazione, il sistema invierà automaticamente una diffida al gestore del servizio illegale."

Un momento... ma io questa cosa l'ho già letta da qualche altra parte... accidenti dove?!? Ma si! E' stranamente simile ad una delle proposte della Commissione Olivennes! La commissione di studio voluta da Sarkozy!!!

Maledetti cinesi, copiano sempre tutto! :-)

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giovedì, dicembre 06, 2007

E' la rete o Interlex che qualche volta sbaglia?

Mi è dispiaciuto molto leggere il titolo dell'ultimo numero di Interlex: "La Rete si ribella e qualche volta sbaglia" .

L'errore in cui sarebbe incorsa la rete sarebbe stato quello di esprimere critiche severe all'operato della commissione Olivennes, che molti, compreso il sottoscritto (ma questo poco conta) hanno bollato come liberticida.

Paolo Nuti, presidente di Mc-Link, storico provider italiano, sulle pagine di Interlex dice che "c'è qualcosa di buono nel patto francese". Cosa? Beh, detto in poche parole, il fatto che solleva da un pò di problemi pratici i provider nella gestione delle segnalazioni effettuate dai titolari dei diritti per presunte utilizzazioni illecite di materiale protetto.

Piccolo particolare: per produrre questo effetto vengono gettate le basi giuridiche per demolire la neutralità della rete, viene messa a serio rischio la privacy dei navigatori, si propongono soluzioni tecniche sulla cui efficacia qualche leggerissimo sospetto (di fantozziana memoria) incomincia a sorgere.

A ciò aggiungasi una previsione che da sola impedisce qualsivoglia valutazione positiva su quel documento: quella del punire l'intero nucleo familiare con la sospensione o la risoluzione ex lege del contratto di abbonamento per l'accertata violazione del diritto d'autore da parte di uno dei suoi componenti.

E' un documento da bocciare senza se e senza ma. Lo hanno fatto già in tanti in questo paese e le reazioni negative non mancano anche nella stessa Francia.
Lo stesso Stefano Rodotà ha sottoscritto un appello al Ministro Rutelli a firma di Leonardo Chiariglione perchè l'operato di quella commissione stia ben lontano dal nostro Paese.

Stavolta non è certo la Rete a sbagliare.

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mercoledì, novembre 28, 2007

Gli estremisti (francesi) del diritto d'autore

Denis Olivennes (nella foto) è il CEO di FNAC, nota multinazionale della distribuzione di musica, film e videogames, attiva anche in Italia. Denis Olivennes è anche la persona cui il neoeletto presidente francese, Nicolas Sarkozy, ha pensato bene di affidare il compito di presiedere una commissione di studio in cui la commistione di interessi tra grandi produttori di contenuti e ISP ha portato alla produzione di un documento liberticida, il cui estremismo ha profumi e sapori orientali.

Del resto come non sentire l'inconfondibile odore dell'involtino primavera nel passaggio in cui si pone in relazione la violazione del diritto d'autore con la sospensione dell'accesso ad Internet, fino alla risoluzione ex lege del contratto di abbonamento e relativo inserimento in apposita black list?

Il concetto è semplice no? Vostro figlio si è scaricato qualche album tramite Emule? Beh voi d'incanto non avete più il diritto di accedere ai servizi online del vostro comune, non potete più effettuare operazioni con la vostra banca online, non potete più parlare via skype e, per vostra fortuna (parliamoci chiaro, lo fanno per il vostro bene), il pagamento degli F24 non sarà più un problema.

Ma non è meraviglioso? E' un mondo bellissimo! Lo so cosa state pensando... ma come, se scarico materiale pedopornografico, anche con sentenza passata in giudicato, non me la staccano la connessione ad Internet!

Vorrete mica mettere sullo stesso piano le due cose? Siete i soliti anarchici, terroristi, che girano su Internet alla ricerca di materiale protetto.

Tuttavia, anche se la FIMI plaude all'iniziativa francese e si augura che la stessa geniale soluzione venga presto proposta in Italia (magari dalla Commissione Gambino di cui noi di Frontiere Digitali facciamo parte e magari anche con la nostra benedizione!), forse si potrebbe risolvere il problema in maniera più radicale vietando direttamente le connessioni domestiche.

...in fondo la Cina non è poi così lontana.


"Credo che sarebbe giusto per il senso comune ribellarsi contro le ragioni estreme sostenute oggi a favore della "proprietà intellettuale". Quel che le legge chiede oggi è sempre più stupido, tanto quanto uno sceriffo che arresti un aeroplano per violazione di proprietà. Ma le conseguenze di questa stupidità saranno molto più profonde" (L. Lessig, Cultura Libera)




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