Google e la globalizzazione del diritto
Google, tramite il suo blog, fa sapere che sta per adottare dei cambiamenti nella policy dei propri servizi per "far funzionare meglio il copyright online".
Se è vero che i servizi sono ormai globali, soprattutto quelli erogati in rete, non lo stesso può dirsi per la regolamentazione giuridica che resta frammaentata e, per molti aspetti, limitata ad ambiti nazionali.
Ed allora sorprende (o, meglio, diviene occasione per riflettere) che una parte delle ricette per "far funzionare meglio il copyright online" proposte da Google passi attraverso una migliore implementazione del Digital Millennium Copyright Act che è una legge statunitense e, dunque, trova applicazione limitatamente al territorio degli Stati Uniti d'America.
Mettiamo che io carichi su questo spazio che utilizzo come cliente di Google del materiale che un terzo ritenga violi il suo diritto d'autore.
Mettiamo che quest'ultimo invii una segnalazione a Google chiedendo la rimozione del materiale.
Mettiamo che Google, aderendo al dettato della normativa statunitense, mi chieda se ritenga opportuno far perverire una counter-notice (istituto non trova albergo nel nostro panorama normativo).
Mettiamo che alla mia counter-notice l'asserito titolare dei diritti non replichi.
A questo punto Google cosa fa? Ripristina il contenuto rimosso? E su quale base? Perchè se la normativa applicabile, come ritiene la nostra giurisprudenza, è quella del luogo di utilizzazione/percezione e non quello di stabilimento dei server, allora non c'è dubbio che lil DMCA non possa trovare applicazione.
La nostra normativa non conosce il meccanismo del notice and take down. Il risultato è che ripristinando il materiale rimosso a quel punto google opererebbe come content provider (rispetto a quel materiale) e non più come hosting provider.
Probabilmente è necessaria qualche riflessione in più. A servizi globali non corrispondono necessariamente regole globali.
Probabilmente è necessaria qualche riflessione in più. A servizi globali non corrispondono necessariamente regole globali.
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