martedì, dicembre 14, 2010

Sonore sciocchezze confidenziali

In uno dei tanti "cable" pubblicati da Wikileaks c'è n'è anche uno che riguarda il c.d. Decreto Romani, allora in itinere.

Se tutti gli altri cable hanno la stessa "autorevolezza" c'è da preoccuparsi.

Il passaggio finale è meraviglioso perchè evidenzia quali siano le fonti su cui il corrispondente ha formato la propria opinione e sulla base delle quale manifesta le proprie preoccupazioni:

"16. (C) Advocates of Internet freedom have repeatedly warned
us that Italy's traditional elites -- on both sides of the
political spectrum -- are very uncomfortable with the
Internet's ability to bypass the traditional media that they
control. Becasue this new bill seems to address these kinds
of concerns, and because it also serves Berlusconi's business
interests, it is conceivable that this seemingly improbable
legislation might actually come into force in Italy. We note
that officers from SKY have told us that Deputy GOI Minister
Romani (for whom the new bill is named) has been leading
efforts within the GOI to help Berlusconi's Mediaset and to
put SKY at a disadvantage. This represents a familiar
pattern: Berslusoni and Mediaset have been using government
power in this way ever since the days of Prime Minister
Bettino Craxi. In addition, this bill would set precidents
that nations such as china could copy or cite as
justification for their own crackdowns on free speech."

Insomma, la blogosfera italiana (quella secondo la quale sono anni che viviamo in dittatura) e SKY, il principale concorrente di Mediaset.

A questo punto echeggia inquietante la celebre frase attribuita a a Gobbels: "Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità".

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sabato, settembre 04, 2010

Google/Youtube dovrà pagare per i video caricati dagli utenti

Un tribunale di Amburgo ha deciso che YouTube deve compensare la cantante Sarah Brightman per i video caricati dagli utenti della piattaforma.

La difesa spiegata da YouTube di essere un semplice hosting provider e, dunque, di non essere responsabile del materiale caricato dagli utenti non è stata considerata meritevole di accoglimento da parte della Corte.

Del resto che YouTube si sia progressivamente allontanato dal modello del "mero fornitore di spazio web" al quale la direttiva sul commercio elettronico garantisce un sostanziale regime di irresponsabilità rispetto al materiale caricato da terzi è evidenziato dalle scelte commerciali compiute a più riprese negli ultimi tempi: film a noleggio, accordi con le major e le collecting societies per la gestione dei diritti, integrazione con la televisione tradizionale.

I legali di YouTube annunciano di voler appellare la sentenza, ma la sensazione è che non si possa continuare ad invocare la disciplina sul commercio elettronico quando fa comodo e poi comportarsi come un vero e proprio broadcaster.

Sul punto mi pare che la direttiva comunitaria sugli avms (recepita nel nostro ordinamento con il c.d. Decreto Romani) chiarisca a sufficienza la nuova natura giuridica di servizi come quelli offerti da YouTube.

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