sabato, dicembre 19, 2009

Camiglieri, ma le fonti quali sono?

All'indomani dell'ordinanza cautelare del Tribunale di Roma che ha imposto a YouTube la rimozione di una serie di filmati relativi alla trasmissione Grande Fratello su richiesta di RTI, Tullio Camiglieri, coordinatore del Centro Studi per la protezione dei diritti degli autori e della liberta' di informazione, ha rilasciato un'intervista in cui, tra le altre cose, si dice questo:

"Non dimentichiamo che il danno che la pirateria provoca all'insieme dell'industria culturale del nostro paese si avvicina al miliardo di euro l'anno, e che negli ultimi dieci anni in Europa si sono persi 150.000 posti di lavoro a causa della stessa".

Vorrei sapere da Camiglieri, se mai dovesse leggere questo post, quali sono le fonti di questi dati? Quali sono le ricerche condotte da entità terze ed indipendenti da cui quei numeri vengono fuori?

Perchè tutte le ricerche indipendenti che ho avuto modo di leggere dicono altro, evidenziano uno spostamento dei consumi culturali e un trend complessivo di crescita (ovviamente in ogni spostamento di mercato qualcuno guadagna e qualcun'altro perde).

Perchè la storia della pirateria, causa di tutti i mali, invece di raccontarvela sempre tra di voi, senza diritto di replica e di critica, non ce la raccontiamo insieme con un pò di sano contraddittorio?

I pirati attendono fiduciosi.


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domenica, settembre 14, 2008

Bondi, la pirateria e un nuovo garante

Il Ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi, istituirà a breve, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, un tavolo tecnico contro la pirateria.

Stante quello che riferisce Milano Finanza, arriverà anche una nuova autorità di garanzia contro la pirateria online.

Va da sè che la pirateria, cioè lo sfruttamento su scala commerciale di opere dell'ingegno di cui non si detengono o di cui non sono stati corrisposti i relativi diritti, è un fenomeno da condannare senza riserva alcuna.

Il problema è che negli ultimi anni, complici campagne stampa ai limiti del terrorismo e un legislatore fin troppo accondiscendente, siamo diventati tutti un pò pirati. E questo non va bene.

Serve equilibrio tanto nel valutare lo scenario attuale, quanto nel proporre soluzioni.

Ora, se si costituisce un tavolo tecnico sulla pirateria e ci si "dimentica" di invitare una quasivoglia rappresentanza degli utenti della rete, di coloro che in prima persona hanno pagato e pagano per una caccia alle streghe che nulla ha a che fare con il rispetto dei sacrosanti diritti degli artisti e molto ha a che fare con gli interessi decadenti di un'imprenditoria incapace di relazionarsi con il nuovo, se ci si dimentica di fare questo, allora vuol dire che non si vuole affrontare seriamente il problema.

La storia insegna che chi si chiude all'interno del palazzo mentre fuori il popolo rumoreggia non ha poi alcun futuro da raccontare.

L'Associazione Scambio Etico ha scritto una lettera aperta al Ministro Bondi. Quella lettera so essere stata consegnata anche a Tullio Camiglieri, un giornalista di indubbio valore, per diversi anni capo della Comunicazione di Sky, chiamato a coordinare il tavolo tecnico istituito da Bondi.

Tullio Camiglieri faccia partire l'iniziativa con il piede giusto, dia il giusto valore alla lettera che ha tra le mani.

Bollare un'intera generazione come "pirata", quello si, sarebbe criminale.

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