giovedì, settembre 13, 2007

I cerchi concentrici della libertà

Tanti eventi di recente (il caso Frattini, le suonerie dell'IPhone, le misure tecnologiche di protezione, i parcheggi a pagamento, la pay-tv), pur nella loro eterogeneità e diversità mi sembra siano accomunati da quella che si potrebbe chiamare la "teoria dei cerchi concentrici".
Immaginate che un giorno, svegliandovi, scopriate che qualcuno ha tracciato un cerchio molto grande, davvero enorme e casa vostra ne sia il centro. Scoprite così che da quel momento non vi sarà più possibile oltrepassare quel cerchio, non potrete più spostarvi al di là di quella lunghissima circonferenza.
All'inzio gridereste allo scandalo, ma poi ci sarebbe da andare al lavoro, da fare la spesa ed in fondo non è che da casa vostra vi siate poi spostati mai più di tanto, in fondo neppure nei desideri più reconditi avreste desiderato di visitare, che ne so, il circolo polare artico o la groenlandia. Insomma quel cerchio è così grande che è vero che riduce la vostra libertà di movimento ma è anche vero che, a dirla tutta, non ce ne si accorge nemmeno. Però c'è. A voi non è cambiato nulla ma la vostra libertà si è ristretta. Non vi è cambiato niente eppure quel cerchio c'è.
Poi passano gli anni, a quel cerchio neppure ci pensate più, il mondo di prima non lo ricordate, il nuovo mondo sta tutto dentro al cerchio. Poi vi svegliate una mattina e scoprite che qualcuno ha tracciato un'altro cerchio, sempre grandissimo, ma un pò più stretto... e poi ancora un'altro e un altro ancora...
A volte mi sembra che quello che stanno facendo con le nostre libertà sia proprio questo: restringerle poco alla volta, in maniera quasi impercettibile, in modo che ad ogni nuovo giro di vite ci si sia già dimenticati del precedente e di quanta libertà abbiamo lasciato per strada.
Accade con le libertà informatiche, accade con le libertà civili, accade con le libertà politiche. Chi si ricorda come erano le nostre città solo 15 anni fa? Ora si paga tutto e si paga per cose che erano tutte gratis.
Si paga tutto e non si possiede nulla, non si è padroni di nulla: l'era dell'accesso si sta materializzando e sembra non conoscere fine.
Accadono cose per cui una persona di buon senso si metterebbe ad urlare, a sbraitare ed invece, tranne pochi "ribelli" tutto viene accettato come "normale". Accade che compri, cioè tiri fuori quattrini per il file di una canzone e poi se vuoi ascoltarlo sul tuo telefonino o usarlo come suoneria ti chiedono di pagarlo di nuovo...di pagare due volte la stessa cosa solo perchè vuoi usarlo su due dispositivi o per due finalità diverse.
Accade che fai un viaggio e ti riporti indietro un dvd (io mi ricordo che compravo i VHS quando facevo qualche viaggio all'estero, porcaccia miseria!) e se lo metti nel tuo lettore non funziona perchè l'hai comprato fuori dal tuo "cerchio" e se provi a farlo funzionare tu, se ti ribelli al fatto di avere buttato i soldi nel cesso, bè questo è considerato un illecito.
Domani avremo libri che non potremo far leggere a nostra moglie o ai nostri figli e ci convinceranno che è normale acquistare due copie dello stesso volume e che è normale che se la copia l'acquisti TU, te la puoi leggere solo TU.
E allora ho capito una cosa, ho capito che la mia generazione non deve battersi per migliorare le cose, ma deve battersi per riavere quello che gli è stato tolto, dal non dover pagare un abbonamento per cose che prima erano gratis, al poter conoscere senza che qualcuno ti venga a dire poi a chi o in che modo puoi trasmettere quello che hai appreso, al poter lavorare con dignità e con speranza.
DIGNITA' E SPERANZA: alla mia generazione le hanno portate via entrambe.

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2 Commenti:

Alle 7:12 PM , Anonymous Roberto Polli ha detto...

Illuminante, soprattutto per i non addetti ai lavori...

Grazie.
Pace, R.

 
Alle 10:57 PM , Anonymous fortunato ha detto...

Ecco che succede...come gli abitanti del Panopticon, siamo incatenati, ci vogliono incatenati e ci mantengono incatenati ai nostri posti, anche socialmente elevati, ma impossibilitati a muoverci, confinati entro mura alte e spesse, insormontabili ed attentamente vigilate. Eccoci legati mani e piedi alle nostre scrivanie , ai nostri banchi di lavoro. Eccoci sempre più coinvolti in falsi problemi, eccoci illusi di essere popolo che governa. Hanno azzerrato la nostra capacità critica, la coscienza dell'apprezzamento libero, l'approccio spontaneo alle logiche sociali. Il dominio del tempo e dello spazio...ecco l'arma segreta del potere dei nostri governanti "abusivi". Sono pochi e sempre gli stessi a governare, si trasformano, si riciclano, muoiono e risorgono ancora più forti come araba fenice. La loro bruttezza esteriore è pari alla loro marcescenza interiore.
I TEMPI SONO MATURI PER SPEZZARE LE CATENE A CUI CI TENGONO PRIGIONIERI!
Bisogna recuperare il senso della nostra identità perduta come individui e come popolo.
Dignità e Speranza ...non muoiono mai...covano silenziose come cenere di carbone e sono pronte a riattizzarsi al primo soffio di vento....
Fortunato

 

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