venerdì, gennaio 08, 2010

E se fosse successo da noi? (ovvero, l'erba del vicino è sempre più verde)

Leggo sempre con grande interesse il Blog di Stefano Quintarelli.
Qualche giorno fa mi ha colpito questo post: "Chiuderne 4500 per silenziarne 2: Il governo canadese per chiudere DUE siti critici del suo operato ne rimuove altri 4500 in Germania!"
Il governo canadese (evidentemente ci deve essere un rischio democratico anche lì) ha chiesto e ottenuto l'oscuramento di due siti di parodia sull'operato del ministero dell'ambiente.
La ragione della richiesta è sufficientemente inquietante: evitare la confusione su un tema così delicato come quello delle politiche ambientali ("We trust you appreciate the importance of avoiding confusion among the public concerning Canadian governmental affairs and that you will assist us in preventing this hoax from spreading further.").
Vien quasi da tirare un sospiro di sollievo per il fatto che da noi si pensa al massimo ad un codice di autoregolamentazione.

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lunedì, ottobre 13, 2008

Maroni e il file-sharing

Il Ministro Maroni ribadisce che, a suo parere, scaricare musica da Internet non è un reato.

L'affermazione è giuridicamente e sociologicamente corretta.

Il mero downloading non è di per sè penalmente rilevante (forse si potrebbe cavillare sulla lettera a) dell'art. 171 l.d.a, ma, a mio avviso, siamo più nell'articolo 174-ter l.d.a., dunque sanzione amministrativa).

Soprattutto l'attività di downloading, con buona pace dei Parlamenti di mezza Europa, non è considerata dagli utenti della rete come un comportamento a tal punto anti-sociale da dover essere contrastato attraverso disposizioni penali.

Ha ragione Maroni quando dice: "non si metta di traverso un fenomeno che è la realtà dei fatti e non un reato".

Si potrebbe monetizzare il file-sharing: le soluzioni, anche normative, ci sono. La volontà di attuarle... quella manca.

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