Una volta passi, due sono troppe
Se c'è qualcuno che conosce Riccardo Luna e i tipi di Wired può far presente che non tutto può essere ridicolizzato per finalità di marketing?
Già è stato duro doversi sorbire la trovata di Internet for Peace (Internet candidata al Premio Nobel per la pace, una cosa che ti leva i ceffoni dalle mani), ora anche questa roba di Internet come diritto costituzionale: decisamente troppo.
Per carità la proposta arriva da uno dei luminari del diritto, il Prof. Stefano Rodotà (che, per inciso, è ordinario di diritto civile e non un costituzionalista, come scrive, Wired... la differenza non è di poco conto), ma questa non è ragione sufficiente per trasformarla nell'ennesima campagna di marketing che, dopo aver strumentalizzato il premio nobel per la face, finisce per strumentalizzare la nostra Costituzione in nome di qualche copia da vendere in più.
Ci sono cose di fronte alle quali occorrerebbe avere ben altro rispetto: la Costituzione è tra queste.
P.s.: non entro nel merito della proposta di Rodotà: la considero un'utile provocazione ed occasione di approfondimento sulla costituzionalizzazione delle tecnologie da svolgere nelle sedi opportune. Non tutto si presta ad una petizione online.
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