domenica, dicembre 05, 2010

Una volta passi, due sono troppe

Se c'è qualcuno che conosce Riccardo Luna e i tipi di Wired può far presente che non tutto può essere ridicolizzato per finalità di marketing?

Già è stato duro doversi sorbire la trovata di Internet for Peace (Internet candidata al Premio Nobel per la pace, una cosa che ti leva i ceffoni dalle mani), ora anche questa roba di Internet come diritto costituzionale: decisamente troppo.

Per carità la proposta arriva da uno dei luminari del diritto, il Prof. Stefano Rodotà (che, per inciso, è ordinario di diritto civile e non un costituzionalista, come scrive, Wired... la differenza non è di poco conto), ma questa non è ragione sufficiente per trasformarla nell'ennesima campagna di marketing che, dopo aver strumentalizzato il premio nobel per la face, finisce per strumentalizzare la nostra Costituzione in nome di qualche copia da vendere in più.

Ci sono cose di fronte alle quali occorrerebbe avere ben altro rispetto: la Costituzione è tra queste.

P.s.: non entro nel merito della proposta di Rodotà: la considero un'utile provocazione ed occasione di approfondimento sulla costituzionalizzazione delle tecnologie da svolgere nelle sedi opportune. Non tutto si presta ad una petizione online.

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venerdì, ottobre 08, 2010

Internet for Peace: poco poco, ma si era capito



Ora che finalmente il Premio Nobel per la pace è stato assegnato al dissidente cinese Liu Xiaobo può calare il sipario su una delle più grandi operazioni di marketing degli ultimi tempi, quella lanciata da Wired Italia per la candidatura di Internet per il nobel per la pace.

Ninjia marketing rivela qualche succulento dettaglio.

Ora siccome "Grazie alla campagna Internet for Peace, Wired sia riuscito a fare quello che oggi devono fare i grandi brand: alimentare dei “movimenti sociali”, cavalcandone l’energia e diventando esponenti di spicco di un movimento sociale e culturale" e "Le prossime battaglie? Sono le parole d’ordine del movimento. Come dice Riccardo Luna nel suo post: “Ci batteremo ogni giorno per tre cose fondamentali: una più che decente connessione a banda larga per tutti, il wifi libero e la libertà della Rete”, mi permetto di suggerire a Riccardo Luna e a Wired Italia di riscoprire e, dunque, trarre ispirazione da uno dei massimi pensatori del novecento: il mitico Catalano di quelli della Notte (v. video sopra).

Inviterei, allora, Wired a battersi per cose altrettanto fondamentali come la felicità per tutti, meglio il downloading gratuito che quello a pagamento, meglio una connessione più veloce che una meno veloce.

Ecco... io candiderei la banda larga per il nobel per la pace del prossimo anno. Internet era un pò deboluccia, ma la banda larga secondo me ce la può fare.

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