lunedì, marzo 08, 2010

Good news: anche Equitalia finalmente in regola

Tempo fa avevo dato notizia dell'adeguamento dell'Agenzia delle Entrate alle indicazioni fornite dal Garante Privacy in merito ai certificati di protezione per i servizi telematici.

Noto con piacere che anche Equitalia si è messa in regola. Come si può verificare, la situazione non è più quella che segnalavo qui lo scorso anno.

Lentamente si cambia... in meglio.

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venerdì, novembre 20, 2009

Good news: l'agenzia delle entrate finalmente in regola

Prima dell'estate avevo segnalato la persistente inottemperanza dell'Agenzia delle Entrate rispetto al provvedimento del garante privacy del 18 settembre 2008, per quel che concerne le web application ("Per le web application è stato utilizzato un certificato Ssl di tipo self signed (non firmato da una Ca, Certification authority, ufficiale) non attendibile che, in mancanza di una Ca affidabile, non offre le garanzie di certezza dell'identità dell'erogatore del servizio tipiche della certificazione digitale tramite Pki (public key infrastructure): risultano pertanto facilitate azioni di phishing in danno di utenti del sistema e la possibile acquisizione indebita di credenziali di autenticazione, idonea a consentire utilizzi impropri dell'applicazione")

Grazie all'Associazione "Cittadini di Internet", tale circostanza è stata segnalata al Garante agli inizi di settembre.

Mi sono ricollegato oggi alla sezione "servizi telematici" del sito dell'Agenzia e il problema sembra risolto.

In luogo del certificato self-signed, ora c'è un certificato rilasciato da una CA internazionalmente riconsociuta, Cybertrust Inc.

Peccato che lo stesso non possa ancora dirsi per il servizio estratto conto di Equitalia S.p.A.

E' importante che i responabili dei sistemi informativi di Equitalia provvedano in fretta, anche perchè non aiuta di certo gli utenti/cittadini ritrovarsi su una pagina con il browser che ti avverte che la connessione non è sicura e che se vai avanti lo fai a tuo rischio e pericolo.

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giovedì, settembre 03, 2009

Ogni promessa è un debito

Prima della vacanze avevo scritto che avrei chiesto al Garante Privacy cosa ne pensasse del fatto che, nonostante il suo provvedimento 18 settembre 2008, l'Agenzia delle Entrate continuasse ad utilizzare un certificato self signed per i suoi servizi telematici, con grave rischio di phishing per gli utenti del sistema. Avevo segnalato, altresì, il caso del servizio "estratto conto" offerto da Equitalia S.p.A.

Ogni promessa è un debito. Come Associazione "Cittadini di Internet" abbiamo inviato una segnalazione al Garante. Vediamo quali saranno gli sviluppi.

Stay tuned!

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venerdì, luglio 31, 2009

Ci risiamo: dopo l'Agenzia delle Entrate, ecco Equitalia

Ieri al Telegiornale si parlava del servizio offerto da Equitalia per consultare, comodamente seduti da casa, la propria posizione debitoria nei confronti dell'erario.

Avere debiti con il fisco non è mai bello, ma si tratta di un ottimo servizio in linea con l'idea di "Amministrazione Digitale".

Oggi mi sono collegato a questa pagina e ho cliccato su accedi al servizio.

Quello che Firefox mi restituisce è



"Connessione sicura fallita

servizi.equitaliaspa.it utilizza un certificato di sicurezza non valido.

Il certificato non è affidabile in quanto il certificato dell'autorità emittente non è affidabile."

E come mai il certificato di sicurezza non è valido? (va da sè che l'utente medio chiude la finestra e pensa che il servizio non funzioni!)

Detto fatto... Sapete qual'è la CA che ha rilasciato il certificato? Agenzia delle Entrate, che naturalmente, non è una CA internazionalmente riconosciuta ed è questa la ragione per cui il vostro browser vi segnala che c'è qualcosa che non va.

Come dire, il lupo perde il pelo ma non il vizio... per questa stessa cosa l'Agenzia delle Entrate era stata bacchettata dal Garante per la Privacy, vi ricordate?

"Per le web application è stato utilizzato un certificato Ssl di tipo self signed (non firmato da una Ca, Certification authority, ufficiale) non attendibile che, in mancanza di una Ca affidabile, non offre le garanzie di certezza dell'identità dell'erogatore del servizio tipiche della certificazione digitale tramite Pki (public key infrastructure): risultano pertanto facilitate azioni di phishing in danno di utenti del sistema e la possibile acquisizione indebita di credenziali di autenticazione, idonea a consentire utilizzi impropri dell'applicazione".

Provo a segnalarlo ad Equitalia, sperando che, almeno loro, abbiano a cuore la sicurezza dei propri utenti.

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lunedì, giugno 15, 2009

Toglietemi tutto ma non il mio certificato "self-signed"

Qualcuno forse ricorderà il provvedimento del Garante Privacy del 18 settembre 2008 con cui si bacchetteva severamente l'Agenzia delle Entrate per le modalità di accesso all'anagrafe tributaria da parte di soggetti esterni all'amministrazione finanziaria, per la sicurezza dei sistemi di autenticazione degli applicativi ultilizzati e per altre inadempienza a cui l'Agenzia avrebbe dovuto porre rimedio in un termine che, a seconda delle contestazioni, andava dai 3 ai 12 mesi.

Il 10 giugno scorso è stato pubblicato sul sito dell'Agenzia un documento recante "Adeguamento dei servizi telematici dell'Agenzia delle entrate alle prescrizioni del Garante per la protezione dei dati personali (Provvedimento del Direttore)" nel quale si dà atto di quanto è stato fatto per ottemperare alle indicazioni fornite dal garante.

A suo tempo (era il settembre 2008), mi colpì in particolare una delle anomalie segnalate, che riporto qui di seguito:

"Per le web application è stato utilizzato un certificato Ssl di tipo self signed (non firmato da una Ca, Certification authority, ufficiale) non attendibile che, in mancanza di una Ca affidabile, non offre le garanzie di certezza dell'identità dell'erogatore del servizio tipiche della certificazione digitale tramite Pki (public key infrastructure): risultano pertanto facilitate azioni di phishing in danno di utenti del sistema e la possibile acquisizione indebita di credenziali di autenticazione, idonea a consentire utilizzi impropri dell'applicazione".

Conseguentemente il Garante prescriveva all'Agenzia delle Entrate di fare in modo che, entro tre mesi, tutte le applicazioni accessibili da rete pubblica in forma di web application fossero implementate con protocolli https/ssl provvedendo ad asseverare l'identità digitale dei server erogatori dei servizi tramite l'utilizzo di certificati digitali emessi da una Certification Authority ufficiale.

Di mesi ne sono passati quasi nove ma se ci si collega ad Entratel il certificato di protezione è sempre quello self signed.

Insomma, sono l'Agenzia delle Entrate... e mi certifico da sola, piaccia o meno al Garante Privacy.


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