lunedì, giugno 29, 2009

Emendamento D'Alia, facciamo un pò d'ordine

Nonostante sia stato detto e ridetto, continuano a circolare in rete notizie false - vi prego, non inoltrate email che vi arrivano su questa storia! - circa l'avvenuta approvazione del c.d. emendamento D'Alia (qui il testo allora presentato).

L'emendamento in questione è stato soppresso nel passaggio alla Camera del Ddl Sicurezza.

Ora il provvedimento è tornato al Senato, dove le Commissioni riunite Affari Costituzionali e Giustizia hanno concluso l'esame il 24 giugno senza approvare alcun emendamento.

Il disegno di legge passa all'esame dell'aula, dove è fissato per le ore 11 di martedì il termine per la presentazione di emendamenti.

Ad ogni modo se non credete a quanto sopra, fidatevi delle parole di D'Alia che ha presentato e fatto approvare dal Senato un ordine del giorno nelle cui premesse è dato leggere:

"premesso che: la Camera dei deputati durante l'esame in Commissione in sede referente ha soppresso l'articolo 60 del disegno di legge in materia di sicurezza pubblica recante disposizioni per la repressione di attività di apologia o incitamento di associazioni criminose o di attività illecite compiuta a mezzo internet".

L'ordine del giorno impegna il Governo a valutare l'opportunità di:

  • avviare un tavolo tecnico per l'esame e la valutazione degli strumenti tecnologici volti ad assicurare una maggiore sicurezza della rete internet in collaborazione con le istituzioni dell'Unione europea, con la partecipazione di università, enti di ricerca, con il Registro italiano del ccTLD.it, con organismi che collaborano a livello internazionale per il coordinamento delle risorse di internet e con associazioni di categoria dei prestatori dei servizi della società dell'informazione;
  • implementare le forme di collaborazione con istituzioni e organismi dell'Unione europea ed in particolare con l'Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell'informazione;
  • monitorare la corretta applicazione delle normative richiamate promuovendo, ove se ne ravvisi la necessità, le modificazioni o integrazioni ritenute opportune ai fini di una maggiore efficacia delle stesse.

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domenica, ottobre 28, 2007

Sedurre, abusare o sfruttare per me pari sono...

Nel c.d. pacchetto sicurezza licenziato dal Governo qualche giorno fa ed ora al vaglio del Parlamento si prevede l'introduzione dell'ennesima ipotesi di reato che interessa direttamente Internet.

Mi sembra di tutta evidenza, ormai, che per coloro che ci governano la Rete è un luogo di terroristi, fanatici, anarchici e pure un pò pervertiti.

La disposizione è la seguente: "Art. 609-undecies. - (Adescamento di minorenne). - Chiunque, allo scopo di sedurre, abusare o sfruttare sessualmente un minore di anni sedici, intrattiene con lui, anche attraverso l'utilizzazione della rete INTERNET o di altre reti o mezzi di comunicazione, una relazione tale da carpire la fiducia del minore medesimo è punito con la reclusione da uno a tre anni."

La prima cosa di cui si viene a conoscenza è che la seduzione, l'abuso o lo sfruttamento (che nella norma rappresentano l'elemento alternativo di dolo specifico) per la norma in commento sono finalità perfettamente equivalenti e tutte disdicevoli.

La seconda è che, come se non bastasse la pedofilia virtuale, adesso si vuole sanzionare penalmente anche la "relazione virtuale"... credo che il prossimo passo sarà sanzionare penalmente i pensieri impuri (sporcaccioni!).

La terza è che mentre nel mondo reale avere rapporti sessuali con una persona minore di anni 16 ma maggiore di anni 14 non è reato, su Internet lo diventerebbe la semplice "relazione virtuale" (su questo punto rimando alle lucide considerazioni di Daniele Minotti).

La quarta: quando si verifica l'evento? Cioè, quando si può dire che una relazione sia arrivata al punto tale da carpire la fiducia dell'interessato? E soprattutto qualora intrattenessi una simile relazione ma non carpissi la fiducia del mio interlocutore o interlocutrice non dovrei rientrare nella fattispecie di cui sopra, giusto?
In realtà, allora a leggerlo bene siamo di fronte a un grande provvedimento a favore dell'onestà intellettuale nelle relazioni...infatti se la relazione la si imposta sull'onestà... dicendo apertamente che si intende sedurre l'interlocurore/interlocutrice (o sfruttarlo sessualmente! sic!) si dovrebbe altresì essere al di fuori della nuova ipotesi di reato.

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