giovedì, maggio 12, 2011

Cultura e libertà in internet: 8 Associazioni di imprese e consumatori scrivono all'AGCOM per chiedere trasparenza

Circa un mese fa, grazie all'invito dell'amico Fulvio Sarzana ho preso parte alle consultazioni presso AGCOM sull'ormai (tristemente) famosa proposta di delibera 668/10/CONS in materia di diritto d'autore.

Oggi, molte delle associazioni a difesa dei diritti e delle libertà civili in Rete, sottoscrivono una lettera aperta al Presidente e ai Consiglieri dell'AGCOM chiedendo un incontro immediato alla luce degli ultimi accadimenti che hanno visto la defenestrazione del Consigliere D'Angelo (che si era apertamente mostrato dubbioso sul testo della delibera) e soprattutto maggiore trasparenza.

Faccio mia la conclusione della lettera: "Riteniamo, pertanto, necessario che si preveda la pubblicazione sin da subito sul sito web dell'autorità dei verbali, dei voti e delle prese di posizione espresse dai singoli consiglieri, e delle decisioni assunte in tema di diritto d'autore e reti telematiche e se tali decisioni non siano state formalmente assunte con provvedimento finale".

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martedì, aprile 13, 2010

Lettera aperta a Maroni sul file sharing

Qualche giorno fa Luca Nicotra di Agorà Digitale mi ha chiesto di sottoscrivere una lettera aperta al Ministro Maroni sulla necessità di legalizzazare il file-sharing.

L'ho fatto molto volentieri, condivendone fortemente lo spirito.

Va detto che il clima internazionale non è dei migliori: paesi come la Francia, l'Inghilterra, la Nuova Zelanda hanno imboccato decisamente la strada delle disconnessioni forzate in caso di scambio in rete di materiale protetto.

Si può sperare che il nostro paese si distingua? Io credo di si. Perchè le cose non devono sempre e per forza andare male: come canterebbe Ligabue, "non si può sempre perdere".

Se vi va, potete aggiungere la vostra firma alle nostre.

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venerdì, luglio 17, 2009

Caro Presidente, solo ora se ne accorge?

Riporto qui di seguito alcuni passi della lettera del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in occasione della promulgazione della legge sulla sicurezza, indirizzata al Presidente Berlusconi e ai Ministri Alfano e Maroni (e per conoscenza ai Presidenti di Camera e Senato).

Al di là del merito della questione, ci sono delle osservazioni significative sul modo di legiferare, sulla non-conoscibilità della legge quando i provvedimenti si susseguono in modo caotico che, chiunque si occupi di diritto delle nuove tecnologie, non può che condividere.

Quanto si è fatto e si sta facendo tuttora con il Codice dell'Amministrazione Digitale e con la PEC (ma anche la recente vicenda sul presunto obbligo di rettifica per i siti informatici) rappresenta la perfetta esemplificazione dei concetti espressi da Napolitano.

Buona lettura.

"In altre occasioni, ho rilevato pubblicamente (rivolgendomi alle "alte cariche dello Stato", a partire dal dicembre 2006), come provvedimenti eterogenei nei contenuti e frutto di un clima di concitazione e di vera e propria congestione sfuggano alla comprensione della opinione pubblica e rendano sempre più difficile il rapporto tra il cittadino e la legge. Ritengo doveroso ribadire oggi che è indispensabile porre termine a simili "prassi", specie quando si legifera su temi che – come accade per diverse norme di questo provvedimento – riguardano diritti costituzionalmente garantiti e coinvolgono aspetti qualificanti della convivenza civile e della coesione sociale. E' in giuoco la qualità e sostenibilità del nostro modo di legiferare.

...In proposito, mi limito ad aggiungere che solo in casi eccezionali può tornarsi a legiferare sull'identico tema dopo brevissimo tempo...

...La formulazione, la struttura e i contenuti delle norme debbono poter essere "riconosciuti" (Corte costituzionale n. 364 del 1988 ) sia da chi ne è il destinatario sia da chi deve darvi applicazione. Il nostro ordinamento giuridico risulta seriamente incrinato da norme oscuramente formulate, contraddittorie, di dubbia interpretazione o non rispondenti ai criteri di stabilità e certezza della legislazione : anche per le difficoltà e le controversie che ne nascono in sede di applicazione".

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