Leggendo i commenti su The Pirate Bay...
...ho sentito la necessità di prendere dalla libreria il codice di diritto penale annotato con la giurisprudenza... giusto per rileggermi l'articolo 110 c.p. (rubricato "pena per coloro che concorrono nel reato").
La parte che mi interessava era quella sul contributo causale. Il caso The Pirate Bay si gioca molto su quello ed è un'ottima occasione di studio e di approfondimento se si prova a trasporlo nel nostro ordinamento.
In una sentenza del 2004, ad esempio, la Cassazione affermava che "il contributo concorsuale assume rilevanza non solo quando abbia efficacia causale, ponendosi come condizione dell'evento lesivo, ma anche quando assuma la forza di un contributo agevolatore, e cioè quando il reato, senza la condotta di agevolazione, sarebbe ugualmente commesso ma con maggiori incertezze di riuscita o difficoltà."
Sempre la Cassazione, in tema di concorso morale "la partecipazione psichica consiste nell'aver provocato o rafforzato l'altrui proposito criminoso e cioè l'attività del partecipe deve influenzare la commissione del reato o perchè provoca o rafforza il proposito criminoso o perchè ne facilita la preparazione o l'attuazione".
Rispetto a casi come quello di The Pirate Bay credo che l'indignazione sia fondata principalmente sul fatto di trovarsi di fronte a leggi profondamente ingiuste e sproporzionate.
Le norme penali a salvaguardia del diritto d'autore sono, in gran parte, un esemplare caso di eccesso e di pressioni lobbistiche che prescindono totalmente dall'importanza del bene tutelato e dai rimedi "spendibili" per la sua tutela.
Sui manuali insegnano che la norma penale costituisce l'extrema ratio, quel rimedio che l'ordinamento mette in campo quando tutti gli altri si rivelano inadeguati.
Ha ragione
Andrea Monti quando dice:
"in caso di violazione (del copyright) si dovrebbe essere condannati a pagare i danni e non ad andare in prigione. Se una persona non paga l'affitto lo sfrattano, non lo mandano in galera"Però, quelle disposizioni penali esistono e fino a che non ci si fa carico di tirarle via, certi risultati a mio avviso sono "scontati".
Tutte le persone che frequentano la Rete sono indignate per quella sentenza. Lo sono perchè la vedono come un atto di prevaricazione dei forti contro i deboli.
Io, però, continuo ad aspettare di leggere commenti in cui si dica, a chiare lettere e motivandolo, che non c'è alcun contributo causale rilevante nella condotta degli imputati. Ho solo avuto il piacere di ascoltare un accenno in tal senso da parte di Francesco Micozzi, in occasione della Festa dei Pirati, cui va tutta la mia stima, per quel che conta.
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The Pirate Bay: condannati
Fredrik Neij, 30 anni, Gottfrid Svartholm, 24 anni, Peter Sunde, 30 anni, il fondatore di Pirate Bay, e Carl Lundström, 48 anni, accusato di aver investito dei fondi nelle attività del sito sono stati condannati ad un anno di reclusione.
The Pirate Bay dovrà inoltre versare 30 milioni di corone, pari a 2,7 milioni di eur) di danni e interessi all'industria del disco, dei del cinema e dei videogiochi.
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