sabato, aprile 19, 2008

Public must fight to maintain net neutrality

Lunedì scorso alla Link Campus parlavo con gli studenti del tema della neutralità della rete... poi l'argomento è saltato nuovamente fuori nell'ultimo seminario alla Sapienza e, per chiudere il cerchio, leggo stanotte questo articolo, scritto a quattro mani da Lawrence Lessig e Ben Scott, dal titolo "Public must fight to maintain net neutrality", pubblicato su www.sfgate.com.

Ne ho fatta una traduzione che riporto qui di seguito. Non ha la pretesa di essere una buona traduzione, per cui come al solito, se ne avete le conoscenze, vi consiglio la lettura dell'originale che ho linkato sopra.


La gente deve combattere per preservare la neutralità della Rete
di Lawrence Lessig e Ben Scott

Internet costituisce un motore per la crescita economica e l' innovazione in ragione di un semplice principio: la neutralità della rete, ovverosia ciò che permette agli innovatori di sapere che che la loro prossima grande idea potrà essere messa a disposizione dei consumatori, indipendentemente da ciò che i proprietari del network possano pensare a riguardo.


Nessuna delle precedenti tecnologie mass-mediatiche è stata così incredibilmente aperta. I Media tradizionali - giornali, radio, TV – presentano degli intermediari tra i produttori ed i consumatori, con un potere di controllo sui contenuti. Internet elimina gli intermediari.

Ora, però, questa apertura senza precedenti di Internet è in pericolo.

Comcast, AT & T e Verizon stanno portando avanti un'attività di lobbying per uccidere la neutralità della rete. Dicono che saranno in grado di costruire una superstrada per le informazioni solo se potranno costruirla come un sistema chiuso. Nessun altro paese industrializzato ha accettato questa sorta di “patto con il diavolo” e non dovremmo farlo neppure noi (“gli Stati Uniti d'America” n.d.t.). Senza la neutralità della rete, l'innovazione online risulta esposta ai capricci delle società di telefonia o del via cavo che controllano il 99 per cento del mercato domestico delle connessioni ad alta velocità. Ed è assai improbabile che i venture capitalists della Silicon Valley decidano di scommettere su un eventuale capriccio altrui.

I Proprietari delle reti sostengono che la minaccia di abuso è soltanto ipotetica. Ma le azioni parlano in modo più chiaro delle parole. Nello scorso autunno, Comcast è stata sorpresa nell'atto di filtrare segretamente quelle tecnologie che sono in grado di portare la HDTV sui vostri laptop- usati da tutti, dagli studios di Hollywood fino alla NASA. Non si tratta di una coincidenza: Comcast sta prendendo di mira un possibile crescente concorrente al suo servizio di TV via cavo.

In risposta a ciò, Free press, un gruppo che si batte per la riforma dei mezzi di comunicazione, e una coalizione formata da organizzazioni di pubblico interesse e da studiosi del diritto ha sporto denuncia presso la Commissione federale delle comunicazioni (FCC) chiedendo un intervento urgente. Questo è un caso simbolo- E' un segnale in grado di mostrarci se ci stiamo dirigendo verso un'idea di Internet chiusa o aperta.

Dopo che la FCC ha avviato un'indagine, Comcast ha ammesso il blocco, ma ha anche dimostrato di non rispettare il Governo ed il pubblico, spingendosi così in là da arrivare ad assumere persone per occupare i posti a disposizione per l'audizione della FCC presso l'Università di Harward ed in questo modo soffocare il dibattito.

L'Attenzione del pubblico, del Governo, il controllo degli altri media alla fine hanno costretto Comcast ad interrompere il blocco perpetrato nei confronti di una delle file-sharing companies. Ma non ci si può aspettare che ciascuno sia chiamato a negoziare un apposito permesso per innovare. Questo limita il mercato online a quelle sole idee o attività commerciali che non rappresentano una minaccia per i proprietari della rete- una prospettiva agghiacciante.

Questo tipo di comportamento dimostra il motivo per cui non possiamo affidare il futuro di Internet a queste Società. Solo due anni fa, i loro amministratori si erano presentati davanti al Congresso giurando che non avrebbero mai interferito con l'idea di un'Internet aperta. Le loro promesse infrante sono esattamente il motivo per cui abbiamo bisogno che le leggi sulla neutralità della rete tornino sui libri. Fortunatamente, i membri del Congresso di entrambe le parti hanno introdotto una legislazione che dovrebbe fare esattamente questo.

Ma la Neutralità della Rete è solo il primo passo. Se questa nazione vuole tornare alla crescita economica degli anni 1990, c'è bisogno di adottare un rinnovato impegno per lo sviluppo di Internet e della tecnologia. Gli ultimi otto anni hanno visto l'America perdere terreno rispetto agli altri paesi industrializzati - un deficit che pagheremo in posti di lavoro, ricchezza ed opportunità sociali.

Politiche migliori in altri paesi hanno creato un contesto competitivo per un vero mercato della banda larga. Simili politiche, tuttavia, necessitano di una ben precisa leadership politica - e la pressione pubblica deve fare in modo che i politici non siano distratti dal denaro e dal potere del settore delle telecomunicazioni.


Oggi (17 aprile 2008, n.d.t.) l'FCC terrà un'audizione presso la Stanford University - il luogo di nascita della nostra Internet economy - per dare al pubblico la possibilità di avere un ruolo ed un peso specifico in questo dibattito. Non capita spesso che gli addetti alla regolamentazione lascino la via principale per chiedere cosa la gente pensa. E 'il momento di alzarsi e far sentire la vostra voce.

La minaccia posta dai potenziali intermediari è reale e va peggiorando. Il successo dell'innovazione di domani dipende dalla circostanza che Internet continui ad essere aperta a tutti."

Lawrence Lessig insegna legge alla Stanford University ed è il fondatore del Center for Internet and Society. Ben Scott dirige Free Press, l'organizzazione apartititca per la riforma dei media ( www.freepress.net).




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