domenica, febbraio 06, 2011

Ancora sull'eresia

Da leggere questo post di Vittorio Zambardino.

Nuove eresie: se continua così, finirà sul rogo. L'incendio, ovviamente, sarà appiccato bruciando gli arretrati di Wired.

"Riccardo è bravo e vincente. Lui pensa che si debba continuamente scatenare processi collettivi, in cui le persone hanno una sensazione di partecipazione e integrazione, ma dove in realtà sono molecole di una sintesi che a loro sfugge. Si gestiscono astratti furori. Più che marketing, quella di Riccardo è già politica: banche dell’innovazione, leggi, comitati, convegni, ci vediamo tutti a Venezia e paga lo sponsor (ma i giornalisti non dovrebbero evitare?). Ma questa è la solita Italia, un po’ consociazione e un po’ regime (pensatela per un attimo, l’innovazione di Bernabé). Riccardo ed altri bravissimi colleghi lavorano a un internet da bere. Grazie, no."

Mi associo. Grazie, no.



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giovedì, gennaio 06, 2011

La retorica della Rete

Finalmente cominciano a levarsi voci eretiche rispetto alla nuovo culto della Rete officiato dal gran maestro Wired.

Così Vittorio Zambardino su Scene Digitali:

"Noi enunciamo e dichiariamo, stabiliamo principi, scriviamo carte, proponiamo la santificazione di una tecnologia che diventa redenzione. Sarò diventato vecchio, ma c’è qualcosa che non gira, la retorica non è solo quella anti rete dei tecnofobi. C’è anche la retorica dei tecnofili e dei neofiti l’idea che internet abbia bisogno di una lobby, di una campagna e di una enfasi sempre viva, così ecumenica da non urtare nessuna sensibilità e nessun interesse. Quindi così “apolitica”, cioè muta e impotente".

Speriamo in 2011 di eresia.

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